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IL SALENTO: DALLA PREISTORIA ALLA MODERNITA’

IL SALENTO: DALLA PREISTORIA ALLA MODERNITA’

Il santuario di Atena a Castrum

La-statuetta-di-Atena-rinvenuta-a-Castro    Ricostruzione del frontone del tempio di Atena

Era fra il 2007 e il 2009, quando vennero effettuati gli scavi in zona Capanne all’interno delle mura di Castro, a ridosso della Porta Est, è stato portato alla luce un’importante area di culto. Sotto il castello di età angioina (XIII-XIV sec d.C), è stato rinvenuto  uno scarico di materiali ceramici contenuti in uno strato cinereo. Coppette, tazze, piattelli, vasetti sono databili al III sec a.C di età ellenistica, e frammenti di un bacino in marmo delle Isole Cicladi e del panneggio di una statua femminile rigorosamente realizzata in pietra leccese. Dalla zona del santuario provengono due iscrizioni in lingua messapica. Una di queste è incisa su un piccolo altare lavorato, mentre l’altra è collegata ad un edificio monumentale. Le iscrizioni contengono nomi al maschile e al femminile, alcuni dei quali fanno riferimento alla divinità Damatra (Demetra, divinità della Madre Terra). Esisteva certamente in loco il culto di Atena, visti gli innumerevoli rinvenimenti, ampiamente testimonianti anche dai vasi apuli, quest’ultimi erano vasi di importazione, e la statuetta di Atena, e poi non dimentichiamo che il luogo di culto era collocato in una posizione ben visibile per chi proveniva dal mare. Virgilio collocò l’approdo del troiano Enea figlio di Anchise nel III libro dell’Eneide a Castro e la descrizione del promontorio e del tempio avvistato dai Troiani reduci dalla guerra di Troia al loro arrivo sulle coste del Salento.

Dal III libro delle Eneide:

“Le brezze bramate crescono ed ormai più vicino si apre il porto e sulla rocca appare il tempio di Minerva”

Simona Lenti

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