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16 MARZO 2022: VENT’ANNI SENZA BENE

16 MARZO 2022: VENT’ANNI SENZA BENE

Audio-installazione in piazza sant’Oronzo a Lecce, ore 18

Il Polo biblio-museale di Lecce e il Comune di Lecce il giorno del ventesimo anniversario dalla morte di Carmelo Bene propongono l’audio diffusione del “Manfred” di Bene in piazza sant’Oronzo, proprio per ribadire la stretta connessione tra questo straordinario Maestro del Novecento e la città, ma anche per avviare il denso programma che l’Archivio Carmelo Bene, custodito al Convitto Palmieri di Lecce, intende promuovere per questo speciale ventennale.

Il ritmo dei passi di chi transiterà dalla piazza centrale della città che l’ha visto formarsi negli anni dell’adolescenza, incontrerà la voce di Bene e il senso profondo della sua parola.

Nel ventennale della morte l’Archivio Carmelo Bene e il Polo Biblio-museale di Lecce, in collaborazione con Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Br-Ta-Le, Provincia di Lecce e Comune di Lecce, daranno infatti avvio ad un programma di eventi, incontri, rassegne che a partire da marzo 2022 si terranno a Lecce e a Otranto, luoghi le cui radici visive e ancestrali sono state generative del lavoro di Bene.

MANFRED, 1978

Opera sinfonica tratta dal poema drammatico del Manfred ( 1816) di George G. Byron con musica di Robert Schuman, interpretato da Carmelo Bene.

Realizzato nel 1980 con il coro e l’orchestra della Scala di Milano, direzione d’orchestra di Donato Renzetti.

Manfred è un mago che grazie all’implacabile esercizio della volontà e di una scienza potente ed impietosa ha appreso a comandare gli elementi, sa sfidare i demoni e i signori delle tenebre. Ma è anche lacerato da un sentimento fortissimo per una donna, Astarte, (figura che allude all’amata sorella di Byron Augusta) che egli con la sua magia riesce ad evocare dalla morte. Il suo dramma è nel non avere nessun oblio essendo destinato all’immortalità.

Dramma metafisico intensamente romantico interpretato interamente da Carmelo Bene con la sola partecipazione di Lidia Mancinelli.

Quest’opera segna una ulteriore tappa del rinnovamento di cCrmelo Bene.

L’uso della voce filtrata e mediata dal play back in dialogo con il coro e l’orchestra sinfonica della scala costituisce una straordinaria alleanza tra l’elemento musicale cantato e l’elemento vocale inventato.

Realizza un teatro dell’ascolto. In un palcoscenico immerso nel nero – la notte, la morte, il peccato, l’irreale e il surreale, – Carmelo bene alto sul podio.

“Una formula nuova inedita:

sottrarre il Manfred all’operistica e riportarlo in forma di oratorio.

Mi sarei assunto da voce recitante tutti i ruoli, come evocati da se stesso-mago, accentuando così in parodia –patetica l’eroismo dell’autore e asciugando il testo a poco più di un’ora introducendo la strumentazione fonica in concerto per consentire alla magnifica musica di Schumann (affrancata dal servilismo delle scene) d’essere centrale per tutto lo spettacolo” Carmelo Bene (Brizia Minerva).

 

FONDO BENE, LECCE

All’interno dell’Archivio Bene al Convitto Palmieri di Lecce, una grande libreria ospita la biblioteca personale del maestro; all’interno volumi rari di storia dell’arte, teatro, letteratura e storia, spesso accompagnati da postille redatte a mano dallo stesso Bene. Ci consentono di ricostruire una parte preponderante del suo immaginario, perché sono le fonti bibliografiche e iconografiche che l’hanno ispirato nel corso delle sue appassionate ricerche capaci di muoversi oltre gli steccati dei singoli ambiti, all’insegna di un itinerario plurale, che è quello che contrassegna la sua geniale operatività di drammaturgo, poeta, scrittore, regista e intellettuale a tutto tondo.

Ogni giorno questo luogo è vivo, visitato da scolaresche e cittadini, in un flusso costante che intende sollecitare la riflessione collettiva e immaginare un archivio come a uno spazio dinamico, in movimento, aperto alle sollecitazioni esterne di artisti e intellettuali.

Grandi poltrone, tavoli e sedie ci consentono di sostare nello spazio, suggerendoci la natura di questo luogo: teatro di osservazione e studio, contemplazione e bellezza, con grandi vetrate affacciate sul centro storico di Lecce, lo stesso teatro barocco a lungo osservato nelle scorribande adolescenziali da Bene. I due grandi angeli concepiti dall’artista – e suo compagno di strada – Gino Marotta per lo spettacolo di Carmelo Bene Hommelette for Hamlet del 1987, in attesa di restauro, sono installati all’interno dello spazio, a pochi metri di distanza dal grande polittico dell’artista contemporaneo Luigi Presicce Atto unico sulla morte in cinque compianti, realizzato alcuni anni fa in occasione di una performance – con gli abiti di scena di Bene – nella chiesa di San Francesco della Scarpa, sempre all’interno del Convitto Palmieri.

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