Guerra Usa-Israele – Iran
Oggi è il 51° giorno di guerra
Teheran: “Da Ue retorica ipocrita sul diritto internazionale”
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha criticato le dichiarazioni dell’Alto rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas, la quale ha affermato che, in base aldiritto internazionale, il transito attraverso le principali vie navigabili deve rimanere aperto e gratuito. “Basta con questa retorica. La cronica incapacità dell’Europa di far rispettare le norme del diritto internazionale ha trasformato la sua retorica sul ‘diritto internazionale’ in una palese dimostrazione di ipocrisia”, ha dichiarato Baghaei sabato sera al programma X. “Di quale ‘diritto internazionale’ state parlando? Di quello che permette all’Ue di essere soddisfatta dell’aggressione israelo-americana contro l’Iran e di ignorare i crimini commessi contro l’Iran?”, ha sottolineato, aggiungendo: “Dopo l’aggressione degli Stati Uniti contro l’Iran dalle loro basi e installazioni militari situate intorno allo Stretto di Hormuz, il passaggio incondizionato attraverso lo Stretto di Hormuz non è più un problema, e gli Stati Uniti sono indubbiamente responsabili di questa situazione”.
Libano, Abagnara (Unifil): “Presenza missione elemento stabilizzazione fondamentale”
“La situazione che stiamo vivendo nel sud del Libano è molto complessa, caratterizzata da una crescente volatilità. Ma non riteniamo che l’attacco ai militari francesi, solo l’ultimo contro Unifil, sia collegato a una campagna sistematica e deliberata contro la missione. Da parte mia continuo a credere che in Libano una pace stabile e duratura sia possibile”. Così il generale di divisione Diodato Abagnara, alla guida del contingente Onu, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’, dopo che ieri il sergente maggiore francese, Florian Montorio, è rimasto ucciso in un attacco contro l’Unifil nel sud del Libano. “Questi episodi evidenziano le difficoltà con cui i peacekeeper operano ogni giorno. Ieri si è trattato anche di una violazione della risoluzione 1701 e del diritto internazionale, oltre che di quello dell’autorità libanese. Ma la presenza della missione è un elemento di stabilizzazione fondamentale, contribuisce al monitoraggio lungo la Blue Line, al mantenimento dei canali di deconfliction fra le parti e alla riduzione del rischio di escalation”, ha aggiunto. La sicurezza del nostro personale – ha sottolineato – è la mia priorità e i nostri soldati stanno già adottando le necessarie misure di protezione individuale e delle basi, interne ed esterne. Le regole d’ingaggio sono però stabilite dal mandato del Consiglio di sicurezza e non subiscono modifiche in risposta a singoli eventi. La missione tuttavia valuta di continuo le difficoltà e adotta eventuali misure di protezione aggiuntive, in coordinamento con le Lebanese armed forces”.Abagnara ha poi lanciato un messaggio di speranza: “Preferisco essere ottimista: credo che i colloqui fra Libano e Israele siano il primo passo per la pace e penso che la cessazione delle ostilità abbia eliminato gli attacchi indiscriminati di Hezbollah contro Israele e di conseguenza la risposta israeliana. È un primo tassello per una pace più duratura, anche se episodi come quello di ieri possono minare questo percorso”.
Tel Aviv, cessate il fuoco con Teheran è molto fragile
Un funzionario israeliano ha affermato che il cessate il fuoco con l’Iran è molto fragile e che Israele è pronto a tornare al conflitto se i colloqui falliranno. Iran International ha citato un alto funzionario della sicurezza che ha affermato: “Il cessate il fuoco e’ molto fragile e siamo piu’ pessimisti che ottimisti, pur essendo al contempo pronti a tornare in guerra se i negoziati falliranno”. Ha affermato che, nell’ambito dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, Israele ha presentato al governo statunitense una lista di richieste considerate “linee rosse” che non possono essere ignorate, tra cui la rimozione dell’uranio, lo smantellamento dell’impianto di arricchimento di Fordow e la separazione del caso libanese da quello iraniano.