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ALMANACCO DEL GIORNO

ALMANACCO DEL GIORNO

Almanacco di Giovedì 16 marzo 2017

Undicesima settimana dell’anno

Giorni dall’inizio dell’anno: 75* Giorni rimanenti alla fine dell’anno 290

A Roma il sole sorge alle 06.19 e tramonta alle 18:18 (ora solare)

Lecce il sole sorge alle 06.14 e tramonta alle 18:06 (ora solare)

OGGI SI FESTEGGIA: Sant’Eriberto

ACCADDE OGGI:  1978 – Sequestro Moro

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L’agguato sanguinario. La tormentata prigionia. La condanna a morte. Tutto in 55 giorni, i più lunghi della storia della Repubblica italiana, che segnarono il passaggio tra due epoche e il tramonto di un progetto politico che, forse, avrebbe scritto un futuro diverso per il Paese.

Nel panorama dei cosiddetti anni di piombo, il 1977 aveva segnato una decisa svolta verso lo scontro violento sul piano politico e sociale, combattuto tra i gruppi eversivi di sinistra e di destra e tra questi e le forze dell’ordine. Il ’78 non era iniziato con migliori auspici: la sera del 7 gennaio si era consumata la strage di Acca Larentia, in cui avevano perso la vita tre giovani del Movimento Sociale. Sul piano politico c’era una situazione instabile, che a meno di due anni dalle elezioni aveva già portato alla caduta del governo monocolore della Democrazia Cristiana, guidato da Giulio Andreotti. Di fronte a quest’impasse e per dare una risposta convincente al Paese, attraversato da una profonda crisi sociale, il presidente della DC Aldo Moro sostenne l’ipotesi di un governo di solidarietà nazionale, con la partecipazione dei comunisti. Si trattava di un gesto politico di considerevole portata, i cui echi oltrepassarono i confini nazionali. Il PCI del segretario Enrico Berlinguer si diceva pronto al compromesso storico, rivendicando lo strappo con Mosca. Le resistenze però erano forti sia all’interno della DC, sia tra gli alleati internazionali dei due principali partiti italiani. Da un lato gli USA timorosi che, nell’ottica della guerra fredda, un partito filosovietico al governo avrebbe potuto minare i piani militari della NATO. Dall’altro l’URSS giudicava tale prospettiva una forma di emancipazione dal modello sovietico, in favore di quello americano. In questo scenario destò molti sospetti il coinvolgimento di Moro nello scandalo Lockheed, dal nome dell’azienda americana che ammise di aver pagato tangenti a politici e militari stranieri, per vendere a Stati esteri i propri aerei. Ne uscì con una piena assoluzione il 3 marzo, tredici giorni prima che accadesse l’irreparabile.

La mattina di giovedì 16 marzo Moro era atteso alla Camera, dove Andreotti avrebbe dovuto presentare il nuovo governo con il sostegno, per la prima volta, dei comunisti. Alle 9 scese dalla sua abitazione romana e salì a bordo della Fiat 130 blu di ordinanza, seguita dall’Alfetta bianca della scorta. All’incrocio tra via Fani e via Stresa, ad attenderlo un commando di 19 brigatisti (11 secondo un’altra versione), armati di mitragliette automatiche e pronti a far scattare un agguato in pieno stile RAF (gruppo terroristico tedesco di estrema sinistra).
Bloccando il corteo con due auto all’inizio e alla fine dello stesso, e ostruendo le vie di fuga laterali con altri veicoli parcheggiati, i terroristi entrarono in azione facendo fuoco sulla scorta e sulle due guardie del corpo dell’auto blu. La fotografia che si parò davanti alle prime persone accorse sul posto era agghiacciante: sulla strada un tappeto di bossoli e sangue, nei due abitacoli crivellati di colpi i corpi senza vita di Domenico Ricci (appuntato dei Carabinieri), Oreste Leonardi (maresciallo dell’Arma), Francesco Zizzi (vice brigadiere di Polizia), Giulio Rivera e Raffaele Jozzino (entrambi agenti di Polizia).

Passarono 48 ore prima che le Brigate Rosse rivendicassero l’attentato e il sequestro di Moro, attraverso una foto dello stesso, ritratto con alle spalle la famigerata “stella a cinque punte” e un comunicato in cui si annunciava che il presidente della DC sarebbe stato processato da «un tribunale del popolo». La reazione dei cittadini si tradusse in cortei e manifestazioni per gridare il proprio dissenso alla violenza brigatista. Le istituzioni reagirono approvando una serie di “leggi speciali” volte a dare più poteri alle forze dell’ordine e agli investigatori nell’attività di contrasto al terrorismo. Sul piano politico emersero forti divisioni tra chi era per trattare con i sequestratori, come il PSI, e la maggioranza (DC e PCI in testa) che era invece per la linea dura. Nonostante il dispiegamento di forze, con migliaia di blocchi stradali e perquisizioni, le indagini sembravano non portare da nessuna parte. Nei 55 giorni che seguirono ci fu uno stillicidio di comunicati delle BR, ipotesi giornalistiche e polemiche politiche, con il blocco moderato che accusava l’area comunista di essere contigua agli ambienti brigatisti. Il conflitto sociale non si fermò e alcuni episodi, come l’omicidio di due giovani di sinistra del centro sociale “Leoncavallo”, lo esacerbarono ulteriormente. Nel frattempo le speranze di vedere liberato Moro si facevano sempre più deboli, nonostante gli accorati appelli di personalità di rilievo mondiale, come papa Paolo VI e il presidente degli Stati Uniti d’America, Jimmy Carter.

Il 6 maggio, le BR comunicarono l’esecuzione della condanna a morte. Tre giorni dopo il corpo di Moro fu rinvenuto in via Caetani, nel bagagliaio di una Renault 4 rossa, parcheggiata, simbolicamente, tra via delle Botteghe Oscure e Piazza del Gesù (dove avevano sede rispettivamente il PCI e la DC). Della strage di via Fani e dell’omicidio Moro furono accusati e processati 14 brigatisti, la maggior parte dei quali oggi è in regime di semilibertà.

Inchieste giornalistiche successive fecero emergere il possibile coinvolgimento nella vicenda di altri soggetti, tra cui la loggia P2, la rete clandestina della NATO e i servizi segreti di diversi paesi. A supportarle gli innumerevoli ritardi e punti oscuri nelle indagini svolte all’epoca dei fatti e alcuni aspetti nella dinamica del sequestro e della prigionia, secondo alcuni, non riconducibili al modus operandi tipico delle Brigate Rosse.

AVVENIMENTO SPORTIVO: 1898 – Nasce la FIGC

A Torino nel 1898 fu fondata la “Federazione Italiana del Football” (FIF), denominazione mantenuta fino al 1909 quando divenne Federazione Italiana Giuoco Calcio, ugualmente nota con l’acronimo FIGC. Inizialmente vi aderirono cinque società: Genoa Cricket and Athletic Club, Football Club Torinese, Internazionale Torino, Reale Società Ginnastica Torino e Unione Pro Sport Alessandria. Il primo presidente fu l’ingegnere Mario Vicary. La Federazione, riconosciuta dalla FIFA nel 1905 (è nell’UEFA sin dalla costituzione di quest’ultima nel 1954), organizzò immediatamente il primo campionato di calcio italiano vinto dal Genoa, con un torneo svoltosi in un giorno a Torino. La FIGC, nel terzo millennio, dirige e organizza l’attività delle squadre nazionali, controlla i campionati professionistici (Lega di Serie A, Lega di Serie B, Lega Pro) e i campionati a carattere dilettantistico sia a livello interregionale (Serie D, Calcio a 5, Calcio femminile) che a livello regionale attraverso i Comitati Regionali e le Delegazioni Provinciali e Locali.

NACQUERO OGGI

1941 – Bernardo Bertolucci – regista

1977 – Manuela Levorato – dirigente sportiva

1979 – Luca Tencati – pallavolista

FRASE CELEBRE: Bisogna essere forti per diventare grandi: ecco il nostro dovere. La vita è una lotta dalla quale non possiamo ritrarci, ma bisogna trionfarvi. (S. Pio da Pietrelcina)

IL PROVERBIO: Mezzo gennaio, il sole nel pagginaio; mezzo ferriere, morto è chi non rinviene; mezzo marzo, chi non rinviene è morto affatto.

IL SEGNO ZODIACALE: Pesci  – Dal 20/02 al 20/03

Personalità

Ciò che più colpisce è quella sorta di candore ed innocenza che traspare dalle sue azioni ed emozioni. Il bisogno di sentirsi amato e protetto, inoltre, lo rende umile e devoto, e sempre pronto a sacrificarsi per il bene comune. Ricettivo al massimo grado, è perfettamente consapevole dell’esistenza di un’umanità varia e complessa che gli ispira fede, speranza, compassione. Per la sua natura mite e generosa viene facilmente sfruttato dagli altri. Quando viene offeso diventa sfuggente, impenetrabile, se Marte, però, occupa nell’oroscopo una posizione dominante, reagisce in modo violento, palesando una collera devastante. In genere, però, ha spirito piuttosto accomodante e vuole che il suo prossimo sia felice con lui e grazie a lui.

Amore

È un innamorato dell’amore e ha di esso un’idea estremamente romantica e assai poco realistica. Arriva infatti a idolatrare l’essere amato. Comunque vada, quando è innamorato, dona tutto di sé, senza rimpianti, senza reticenze. Se poi il suo amore viene contraccambiato, allora sperimenterà il puro incanto di aprire cuore ed anima all’essere amato, creando insieme a lui come uno spazio, fuori dal tempo, in cui rifugiarsi nei momenti tristi della vita. Come corteggia il timido figlio di Nettuno? Dolcezza, comprensione, devozione, premure sono le sue armi vincenti. Come vuole essere corteggiato? Colui o colei che possiede un animo veramente delicato e gentile riuscirà facilmente a conquistare il suo cuore, ma deve comunque essere disponibile ad ascoltarlo, a seguirlo nei suoi interessi. E se scopre che c’è un altro? Il castello di illusioni costruito crolla all’improvviso, e la fantasia lo trascina in un baratro di disperazione. Riaffiora dalle “acque profonde” in cui si era rifugiato, lentamente, ed è di nuovo pronto ad offrire il suo tenero amore.

Lavoro

Fantasia, immaginazione, creatività sono le sue doti più spiccate, portato ad una professione che gli permetta di metterle a frutto. La paura che prova quando deve entrare in competizioni, lo fa ripiegare verso occupazioni più rassicuranti, ma al di sotto delle sue reali potenzialità. Riesce molto bene in occupazioni come il cinema, la tv, i media o la pubblicità. Lo spirito umanitario, che lo contraddistingue, lo rende adatto a svolgere la sua attività negli ospedali: può diventare infatti un ottimo medico, un assistente sociale o l’infermiere ideale di ogni paziente. L’amore per gli animali lo porta ad essere un bravo veterinario, e se infine prepotente è in lui il bisogno di elevarsi spiritualmente, sarà un eccellente “pastore di anime”. È importantissimo che il ragazzo Pesci trovi nella scuola e negli insegnanti un ambiente e delle persone capaci di accoglierlo cordialmente, mostrandogli comprensione e indulgenza. Non è molto portato per studi tecnici o matematici, mentre le sue passioni sono la letteratura, la filosofia, la pedagogia, il disegno, la pittura e la musica. È anche attirato dalle scienze nautiche, a causa del suo profondo rapporto con il mare, e da studi di veterinaria.

Salute

La salute è un problema, ma questo non significa che sia debole o malaticcio: quello che non va è il suo atteggiamento mentale nei confronti della malattia. Il suo è il segno più incline all’ipocondria: se le persone vicine accusano disturbi o hanno problemi di salute, lui proverà ciò che esse provano. Poi, però, quando è davvero malato, mostrerà una superficialità incredibile e, invece di affidarsi al medico, preferisce seguire “i consigli dell’amico” a fare da sé. Gli organi governati dal suo segno sono: i piedi, la ghiandola pineale e le mucose in generale. Anche lo stato dei liquidi organici (incluso il sangue) e gli equilibri ormonali sono collegati ai Pesci, mentre il loro sale cellulare è il fosfato di ferro. Le molecole di questo sale assicurano il costante rifornimento di ossigeno ai vari tessuti dell’organismo.

I DOODLE DI GOOGLE: Cesar Vallejo

Pur avendo pubblicato in vita solo tre libri di poesie, César Abraham Vallejo Mendoza è considerato uno dei grandi innovatori nella letteratura del XX secolo, sempre in anticipo su qualsiasi corrente.

Nato a Santiago de Chuco (un villaggio del Perù), sperimentò di persona, lavorando in una piantagione di canna da zucchero, le condizioni di sfruttamento dei contadini che riportò in versi nei suoi scritti. La sua vicinanza al mondo intellettuale socialista e le sue idee rivoluzionarie gli procurarono l’avversione delle autorità peruviane, fino all’arresto. Costretto all’esilio a Parigi, trascorse qui gli ultimi anni di vita, per gran parte in estrema povertà. L’immagine mesta di Vallejo seduto su una panchina è stata ripresa nel doodle locale (visibile in Perù), pubblicato da Google nel 2012, nel 120° anniversario della sua nascita.

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