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L’88% degli intervistati reputa lo spreco alimentare un grave problema etico Piu di 1 italiano su 3 sprecherebbe meno alimenti se si potessero acquistare sfusi

Domani si celebra la giornata internazionale della consapevolezza sugli sprechi alimentari (International Day of Awareness for Food Losses and Waste), tema sempre più importante dato che ogni anno nel nostro paese vengono buttati due milioni e duecentomila tonnellate di cibo[1]Altroconsumo, in linea con l’impegno preso nel suo Manifesto Green[2], ha svolto un’indagine sullo spreco alimentare al fine di fotografare le abitudini e le opinioni delle famiglieDall’indagine emerge una crescente consapevolezza degli italiani: ben l’88% degli intervistati sostiene che non sia etico buttare il cibo e l’83% riconosce l’impatto negativo sull’ambiente.

Insieme alla consapevolezza vi è una forte volontà di cambiamento, con l’83% degli intervistati che dichiara un notevole impegno per ridurre lo spreco di cibo in casa anche se il 73% ritiene che gli scarti siano attribuibili più a scelte dell’industria alimentare, distribuzione e catering, più che all’ambito familiare.

CAMBIAMENTO DI ROTTA: 1 ITALIANO SU 3 HA INIZIATO A RIUTILIZZARE GLI AVANZI PIU SPESSO

La quarantena della scorsa primavera ha generato un cambiamento positivo nelle abitudini. Il 41% dei rispondenti ha dichiarato di aver ridotto le quantità di cibo sprecato, anche grazie a comportamenti più attenti: il 38% ha compilato più spesso la lista della spesail 37% ha pianificato con più metodicità i pasti e il 32% ha riutilizzato più spesso gli avanzi. Mentre nella prima parte dell’anno solamente il 42% degli italiani aveva dichiarato di non sprecare cibo in casa, ad aprile il dato è salito fino al 68%.

COSA SPRECHIAMO E PERCHÉ: LE ABITUDINI DA CAMBIARE

Altroconsumo ha, inoltre, scattato una fotografia che evidenzia le abitudini che portano allo spreco: poche semplici accortezze aiuterebbero molti a ridurre la quantità di cibo che finisce nella spazzatura. Prima di fare la spesa il 50% degli italiani non ha l’abitudine di pianificare i pasti per i giorni successivi, il 33% di compilare la lista della spesa e il 22% di controllare cosa ha già in casa. Da evitare un approccio impulsivo alla spesa: arrivata al supermercato, 1 famiglia su 4 compra spesso alimenti che non aveva previsto, quasi 1 su 10 finisce per comprare troppo cibo a causa delle promozioni e il 7% per acquisti di impulso. Rientrato a casa, un italiano su tre non ripone gli alimenti in modo da consumare prima il cibo più vecchio con il risultato che il 32% dichiara di buttare alimenti non consumati in tempo e il 20% perché conservato male. Anche una pianificazione superficiale dei pranzi e delle cene alimenta le occasioni di spreco: il 20% degli intervistati dichiara di gettare il cibo perché ne ha acquistato troppo.

Ci sono anche altri fattori che influiscono sul “food waste”: il 39% dei rispondenti sprecherebbe meno cibo se avesse più opportunità di acquistare alimenti sfusi e il 56% ritiene che la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” andrebbe modificata per chiarire meglio che i prodotti possono essere consumati in sicurezza anche oltre la data indicata.

Diverse le motivazioni che portano allo spreco alimentare quando si mangia fuori casa: 3 italiani su 4 non hanno la possibilità di ordinare porzioni ridotte nella maggior parte dei bar e ristoranti che frequentano con il risultato che al 48% capita di avanzare del cibo nel piatto, ma solo 1 su 4 chiede sempre o spesso di poterlo portare via, principalmente  perché ritiene che la quantità di cibo avanzato sia troppo poca (57%), per imbarazzo (46%) o per scomodità (29%).

[1] Rapporto dell’Osservatorio Waste Watchers 2020

[2] https://www.altroconsumo.it/organizzazione/media-e-press/comunicati/2020/manifesto-sostenibilita

(Fonte AGEN PRESS.it)

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