Lecceoggi.com - Attualità, cronaca e curiosità in tempo reale dalla provincia di Lecce.
HomePoliticaACQUEDOTTO PUGLIESE, DIT “PROVOCA” LA REGIONE

ACQUEDOTTO PUGLIESE, DIT “PROVOCA” LA REGIONE

ACQUEDOTTO PUGLIESE, DIT “PROVOCA” LA REGIONE

Basta demagogia se davvero volete la pubblicizzazione trasferite proprietà ai Comuni

Così il gruppo regionale dei Conservatori e Riformisti (Ignazio Zullo, Erio Congedo, Luigi Manca, Renato Perrini e Francesco Ventola)

REGIONE PUGLIA, VENDOLA VARA RIMPASTO DI GIUNTA

L’Acquedotto pugliesi ai Comuni: è questa in sintesi la “provocazione” che il gruppo regionale di Direzione Italia (Ignazio Zullo, Erio Congedo, Luigi Manca, Renato Perrini e Francesco Ventola) ha fatto questa mattina durante il Consiglio regionale, chiamato a fare sintesi fra diverse mozioni sia del Movimento 5 Stelle sia della maggioranza. Una sintesi e una discussione che il presidente del gruppo, Zullo, ha definito “schizofrenica”.

Il duro intervento del capogruppo ha era mirato a snidare la maggioranza su due punti fondamentali: “Voi mi dovete spiegare perché avete sull’Acquedotto un’eccessiva attenzione – ha detto – che va dal voler affidare a questo il ramo idrico dei Consorzi a voler propagare la scadenza della concessione del 2018? Il nostro sospetto è che a voi interessi poco il funzionamento dell’ente, a voi non interessa che i pugliesi abbiano l’acqua a tariffe sostenibili, ma che invece lo stiate utilizzando per le scalate nazionali del presidente Emiliano”

Per bocca del consigliere Ventola invece la provocazione a nome del gruppo: “Fermo restando che è indubbio che l’acqua è un bene pubblico e la discussione rischia solo di far emergere un populismo è una demagogia che nulla hanno con il garantire un servizio efficace ed efficiente si pugliesi. Ma se la volontà politica di chi governa la Regione e’ quello di evitare una gara pubblica così, come previsto nella normativa nazionale, allora apri un confronto serrato sul tema della proprietà dell’acquedotto pugliese oggi detenuta al 100% dalla Regione e che potrebbe essere trasferita al 70/80% ai Comuni anche perché le reti e tutti gli impianti collegati al servizio idrico sono di proprietà pubblica”.

Condividi con:

redazione.lecceoggi@gmail.com

No Comments

Leave A Comment