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AdP : Il silenzio di Emiliano è sospetto. Un’interrogazione urgente è senza risposta da un mese

AdP : Il silenzio di Emiliano è sospetto. Un’interrogazione urgente è senza risposta da un mese

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Dichiarazione del presidente del gruppo regionale dei Conservatori e Riformisti, Ignazio Zullo

Cosa voglia fare il presidente Emiliano della  società Aeroporti di Puglia era un mistero durante la campagna elettorale (dove mai in nessun passaggio del programma si parla di fusione con Napoli) e tale resta nonostante l’argomento sia diventato un tema caldo di questa legislatura.

Un mese fa (il 10 ottobre scorso per la precisione), subito dopo le prime indiscrezioni di stampa, come Conservatori e Riformisti abbiamo presentato un’interrogazione urgente perché apprendere che la privatizzazione e la fusione di Aeroporti di Puglia con la napoletana Gesac potesse essere decisa a margine di un incontro alla Fiera del Levante tra il presidente Emiliano e l’amministratore delegato di F2i (società che ha la regia dell’operazione), Renato Ravanelli, ci sembrava una mostruosità amministrativa. Per capire se quanto veniva riportato dai mass media corrispondesse al vero presentammo, appunto, un’interrogazione urgente anche per ricordare a Emiliano che stavamo discutendo di una società con un capitale di circa 13milioni di euro, di proprietà al 99,4 per cento della Regione. È quindi di proprietà di tutti i pugliesi, che nello Statuto prevede espressamente che la cessione delle quote azionarie ai privati dovesse avvenire con procedura di evidenza pubblica. Quindi invitavano Emiliano a riferire il prima possibile  in Consiglio regionale sui progetti futuri, anche per dare concretezza a quel concetto a lui così: PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA. In questo caso, invece, stranamente Emiliano non solo continua a comportarsi in modo non istituzionale, ma  continua a rimanere silente salvo mandare in commissione (una settimana fa) il suo capo di gabinetto, Stefanazzi, ma ad oggi non sappiamo se Emiliano condivide quanto è stato riferito oppure c’è il rischio di trovarsi di fronte all’ennesima presa di distanza di Emiliano dai suoi dirigenti o assessori.

I tempi di risposta a un’interrogazione urgente sono scaduti da tempo e allora non ci resta che risollecitarlo riproponendo i quesiti già posti nella speranza che almeno ci risponda attraverso la stampa visto che non vuole farlo in Consiglio.

Presidente Emiliano vogliamo conoscere:

  • se non ritiene, come noi riteniamo, di essere venuto meno alle esigenze sottese dai principi di pubblicità, trasparenza e non discriminazione recati dall’art. 10 del DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2016, n. 175 Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica all’epoca vigente e previste anche dallo Statuto di AdP quando avveniva quell’incontro tra due amici al bar…pardon…a margine di una iniziativa tenutasi alla Fiera del Levante;
  • se non ritiene, come noi riteniamo, che abbia dato ancora una volta dimostrazione di incoerenza tra la sua propaganda di guerra alle lobby e quello che di fatto è avvenuto in un incontro tra la (legittima) partecipazione del rappresentante di un potente Fondo di Investimento e (l’inopportuna) partecipazione all’incontro di un Presidente di Regione che si proclama contro le lobby;
  • che e quando ha valutato analiticamente la convenienza economica dell’operazione, con particolare riferimento alla congruità del prezzo di vendita, alla tutela dei diritti consolidati in capo a personale e fornitori contrattualizzati, allo sviluppo strategico dell’aeroporto e della internodalità trasportistica pugliese;
  • perché non è stata condotta un’indagine di mercato che per la globalizzazione dei trasporti avrebbe potuto costituire un più vantaggioso rapporto con altro soggetto europeo o extraeuropeo se non addirittura una vera e propria gara ad evidenza pubblica al fine di comparare qualità e prezzo dell’alienazione;
  • se, da fautore della partecipazione popolare tanto da proporre un disegno di legge sulla partecipazione, non ritiene che la privatizzazione debba avvenire attraverso il coinvolgimento della collettività pugliese attraverso l’indizione di un referendum atteso che la privatizzazione non era considerata nel programma elettorale”.
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