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AL QUARANTENNIO DELLA  RIFORMA DELLA POLIZIA DI STATO UNA PUBBLICAZIONE PER CELEBRARE L’EVENTO

AL QUARANTENNIO DELLA  RIFORMA DELLA POLIZIA DI STATO UNA PUBBLICAZIONE PER CELEBRARE L’EVENTO

Oggi, giovedì Primo aprile 2021, la Polizia di Stato celebra i 40 anni della legge di riforma. Era il Primo aprile 1981 è stata promulgata, infatti, la legge 121 che ha smilitarizzato il Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, costituito la Polizia di Stato come prima forza di polizia civile a competenza generale e ridisegnato il sistema della Pubblica Sicurezza del Paese.

Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha voluto evidenziare l’importanza della ricorrenza con un libro dal titolo “La riforma dell’Amministrazione della pubblica sicurezza” del Prefetto Carlo Mosca, scomparso purtroppo pochi giorni fa, che di quella riforma è stato uno degli ispiratori.

Dopo il messaggio del Presidente della Repubblica Mattarella, quello del Ministro dell’Intero Lamorgese e del Sottosegretario Franco Gabrielli nei 12 capitoli del libro, si snodano i temi più significativi di quella riforma lontana nel tempo eppure ancora così attuale.

“I quarant’anni della legge di riforma dell’Amministrazione della pubblica sicurezza coincidono con un altro anniversario che il 2021 ci consegna: i 160 anni dell’Unità d’Italia. Sono ricorrenze tra loro intimamente collegate. La Polizia è uno dei volti dello Stato. La storia della Polizia è parte del racconto della edificazione dello Stato unitario, ne ha seguito l’evoluzione costituzionale garantendo lealtà nello svolgimento dei suoi compiti di autorità preposta al mantenimento dell’ordine pubblico”, ha affermato il Capo dello Stato.

“La 121 è stata la legge che ha definito e disciplinato l’architettura dell’Amministrazione della pubblica sicurezza nel nostro Paese, un concetto molto più ampio e complesso delle stesse forze di polizia che la compongono. Con quel provvedimento furono fissati, infatti, alcuni principi cardine nel nostro sistema. Primo fra tutti, l’unicità dell’Autorità nazionale di pubblica sicurezza, identificata nel ministro dell’Interno”, ha invece voluto sottolineare

Nel libro, ogni capitolo si arricchisce del contributo di riflessione da parte di una personalità del mondo religioso, scientifico, politico o istituzionale: il Cardinale Gianfranco Ravasi, approfondisce gli aspetti del “servizio”, il Ministro Marta Cartabia quelli del ruolo delle “donne”.

“La presenza delle donne nella Polizia di Stato appartiene alla storia recente. Come è accaduto per altre funzioni pubbliche la partecipazione delle donne all’esercizio di funzioni della sicurezza pubblica è stata ostacolata dal pregiudizio che determinate attività non fossero adeguate alla natura della donna. La legge 121 rimosse gli ostacoli giuridici alla effettiva parità delle donne nel servizio di polizia e simbolicamente marcò la fine dell’eguaglianza condizionata alle attitudini di genere. A distanza di quarant’anni è significativo notare che la presenza femminile nelle Forze di polizia è particolarmente qualificata. Caduti gli ostacoli di ordine giuridico, le donne con il loro lavoro, la loro dedizione e la loro professionalità hanno mostrato il contributo che sono in grado di offrire alla vita sociale, anche in questo ambito, che era loro tradizionalmente precluso”, ha invece dichiarato il Guardasigilli.

Tra i contributi della pubblicazione, anche quelli del Procuratore Generale Giovanni Salvi l’introduzione del ruolo degli “ispettori”, il prof. Michele Ainis i “sindacati”, il dott. Gianni Letta “l’ordine e la sicurezza pubblica” e poi ancora il prof. Giuliano Amato, Marino Bartoletti, Eugenio Gaudio, Annamaria Giannini, Gaetano Manfredi, Antonio Romano e Maurizio Rivoli.

Sono 181 pagine ricche di immagini, anche storiche, che ricordano il passaggio da amministrazione militare di polizia ad amministrazione civile di garanzia, illuminata dallo spirito e dal dettato della Costituzione Repubblicana, al servizio dei cittadini e delle istituzioni democratiche del Paese.

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