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“ALL I HAVEN’T SAID”, I SOGNI SEGRETI DELLA MUSICA AL TEMPO DELLA PANDEMIA

“ALL I HAVEN’T SAID”, I SOGNI SEGRETI DELLA MUSICA AL TEMPO DELLA PANDEMIA

Nel singolo di Antonio Alemanno Ensemble. Il videoclip, online da martedì 15 giugno, anticipa l’album “Sea stories” , AnimaMundi in uscita il prossimo 15 luglio

È online da martedì 15 giugno 2021 “All I haven’t said”, il videoclip del singolo che anticipa l’uscita dell’album “Sea stories” di Antonio Alemanno Ensemble, prodotto da AnimaMundi e sostenuto da Puglia Sounds nell’ambito della programmazione Puglia Sounds Records 2020/2021.

Un viaggio onirico attraverso un “Mediterraneo interiore”, quello per il quale salpa la formazione pugliese guidata dal musicista polistrumentista Antonio Alemanno (contrabbasso, oud, violoncello, charango) e composta da Emanuele Coluccia (clarinetto, sax soprano), Giovanni Chirico (sax baritono, alto e soprano), Rocco Nigro (accordion), Vito De Lorenzi (percussioni), Gianpaolo Saracino (violino e viola), Claudia Fiore (violoncello) con la partecipazione di diversi ospiti speciali. In questa prima tappa, il viaggio conduce a ritroso verso le profondità del sogno, nel porto nascosto dove attraccano domande e desideri.

Seguendo il fil rouge sperimentale e ibrido del disco, “All I haven’t said” (che vede la partecipazione speciale di Valerio Daniele alla chitarra) unisce tecniche e ritmi presi in prestito ai tamburi a cornice, melodie e suoni dell’oud, le suggestioni delle sonorità orientali innestate in quelle occidentali in un lavoro di esplorazione che sonda, e sfida, le potenzialità del contrabbasso.

Un immaginario di musiche lontane, ritmi di danza che si muovono tra il Perù e il Medio Oriente, intriganti melodie che si intrecciano libere e imprevedibili.

Il videoclip, visibile online sul canale Youtube di AnimaMundi, è scritto e diretto da Marco Rossi, prodotto da AnimaMundi e Mad Dog Studio e realizzato in collaborazione con Arts Promotion Centre Finland. Vede la formazione esibirsi su un insolito palcoscenico, sospeso tra realtà e sogno, apparizioni e sparizioni, attraversato dai gesti della danzatrice Celine Werkhoven che con la tecnica del “freeze” restano impressi nello spazio come segni, solchi o pennellate tracciati dal movimento dell’arte, parte necessaria ed essenziale di ogni cultura.

«La cosa buffa di questo brano è che parte delle melodie mi sono state rivelate durante un sogno – spiega Antonio Alemanno – e riflette emozioni, passioni e pensieri di un periodo particolarmente nomade, nel quale alle mie personali esplorazioni e sperimentazioni si è aggiunto il tempo inatteso e inedito della pandemia. Il videoclip racconta proprio la situazione che molti artisti hanno dovuto affrontare durante il lockdown: la solitudine, le inevitabili difficoltà economiche, la voglia irrefrenabile di tornare sul palco e di condividere le note con chi ama e segue la musica: il sogno più grande. Il palco, quindi, come luogo elettivo in cui potersi esprimere, percorrere quel ponte che lega musicista e pubblico: senza un pubblico che ascolta e partecipa all’emozione, la musica resta solo un “tutto ciò che non detto”, come recita il titolo del brano».

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