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ALMANACCO DEL GIORNO

ALMANACCO DEL GIORNO

Almanacco di oggi Domenica 26 Aprile 2020

Diciassettesima settimana dell’anno 2020

Giorni dall’inizio dell’anno: 117 * giorni alla fine dell’anno 249

Il sole sorge a Roma alle 5.12 e tramonta alle 19.03 (ora solare)

Il sole sorge a Lecce 4.54 e tramonta alle 18.46 (ora solare)

OGGI SI FESTEGGIA: San Marcellino   

OGGI È:  – La Giornata mondiale del cane da soccorso:

Questa “giornata” ricorre dal 2008 I.R.O., nell’ultima domenica del mese di aprile (nel sito abbiamo indicato il 26 aprile per convenzione), celebra l’importanza del cane da soccorso in tutto il mondo. Anche UCIS, rinnovando il suo impegno nel promuovere la cultura e l’impegno in favore della cinofilia da soccorso, in occasione della prossima giornata celebrativa del 28 aprile 2019 invita tutti i suoi associati a ricordare e promuovere sul territorio l’importanza del ruolo svolto dai cani da soccorso che, quotidianamente, vengono impiegati in tutto il mondo a sostegno dell’attività dell’uomo nel salvare vite umane.

ACCADDE OGGI: 1986 – Disastro alla centrale nucleare di Chernobyl:

Un test di sicurezza compromesso dalla cieca ambizione e dalla sciatteria umana scatena l’inferno nel cuore dell’ex Unione Sovietica. Alle vite cancellate in un istante dalla tremenda esplosione se ne aggiungono altre, innumerevoli, avvelenate lentamente dalle radiazioni. Anche oggi nessuno è in grado di dire con certezza quante perdite umane sono legate a quella sciagurata notte.

Il 1986 è un anno cruciale nell’evoluzione della “guerra fredda” tra Stati Uniti e URSS. L’elezione di Mikhail Gorbaciov a segretario generale del Partito comunista sovietico (massima carica del regime) sembra promettere l’inizio di una nuova era nei rapporti tra le due superpotenze e soprattutto una svolta nella febbrile corsa agli armamenti, scongiurando l’imminenza di un conflitto nucleare. Ma è un processo lento.

Nella primavera di quell’anno, infatti, il clima è ancora teso ed è forte in URSS la paura di un attacco alle centrali nucleari. Per questo si effettuano numerosi test di sicurezza per verificare il funzionamento dei reattori in condizioni “limite”. Simili operazioni avvengono nel sito nucleare di Chernobyl, situato nelle adiacenze della città ucraina di Pripjat’, a 16 km dal confine con la Bielorussia. Utilizzata per produrre energia elettrica ad uso civile e plutonio per scopi militari, la centrale funziona attraverso 4 reattori.

Gli standard di sicurezza sono lontani da quelli adottati a quel tempo nel mondo occidentale e la storia della sua costruzione è costellata di elementi allarmanti sotto il profilo dell’affidabilità. La notte di sabato 26 aprile tutto ciò emerge con estrema drammaticità incrociando l’errore umano. Il vice capo ingegnere Anatoly Dyatlov ha il comando delle operazioni e decide di verificare se la turbina del reattore 4 è in grado di generare energia per inerzia, anche in presenza di un’interruzione della corrente elettrica.

Per gli altri tecnici si tratta di un’operazione rischiosa, per via delle condizioni non ottimali della potenza del reattore. Dyatlov non sente ragioni, accecato dall’ambizione di prendere il posto del suo superiore. All’1.23 si dà avvio all’esperimento ed è l’inizio della fine. La catastrofe si materializza in appena un minuto: la pressione del reattore è alle stelle e il disperato tentativo di bloccarne la potenza si rivela fatale, aumentandone di cento volte la potenza distruttiva. A una prima esplosione ne segue una seconda di maggiore portata, che disperde nell’aria 50 tonnellate di carburante nucleare. Scattano immediatamente i soccorsi ma il rischio radioattivo è di fatto inarginabile: il primo bilancio ufficiale parla di 31 vittime che sale a 65 tra tecnici della centrale e soccorritori.

Nelle prime ore le autorità sovietiche sono impegnate a minimizzare l’incidente agli occhi del mondo, salvo poi fare dietrofront quando la nube radioattiva raggiunge il resto dell’Europa, arrivando a lambire l’area del Mediterraneo. Nel frattempo viene fatta sgombrare l’intera città di Pripjat’, decisione poi allargata a tutti i residenti nel raggio di 30 km dall’impianto. Centri abitati e vegetazione assumono l’aspetto di luoghi fantasma che conserveranno nei decenni a seguire.

Il rischio contaminazione scatena il panico nell’opinione pubblica europea, in particolare in Italia dove si vieta il consumo degli alimenti più a rischio come latte e insalata. In quel periodo prende forza il movimento antinucleare, che con il referendum del 1987 porta allo stop definitivo della produzione di energia nucleare in Italia.

Ricordato come il più grave incidente nucleare della storia, l’unico insieme a quello di Fukushima del 2011 a far registrare il massimo livello previsto dalla scala INES dell’IAEA, Chernobyl resta una questione aperta su cui si dividono istituzioni e associazioni antinucleariste. Esiste infatti una guerra di cifre sul numero reale delle vittime delle radiazioni, stimabile secondo l’ONU intorno ai 4mila casi tra tumori e leucemie, in un arco di tempo di ottant’anni. Per Greenpeace il rischio decessi potrebbe interessare 6 milioni di persone.

EVENTO SPORTIVO: 1970 – La Partenope vince la Coppa delle Coppe:

La Partenope Napoli vince la Coppa delle Coppe, avendo concluso 147 a 129 il doppio confronto con la squadra francese del JA Vichy. Nei turni a eliminazione diretta i napoletani hanno superato lo Zagabria e il Tbilisi, mentre in semifinale i francesi hanno avuto la meglio sui greci dell’AEK Atene.

Una vittoria internazionale storica per il basket partenopeo che soprattutto all’inizio del terzo millennio, quando problemi economici e altro lasceranno Napoli fuori dalla grande pallacanestro, penserà con commozione al team composto da Miles Aiken, Giovanni Gavagnin, Jim Williams e Antonio Errico, e allenato dal grande coach Tonino Zorzi.

NACQUERO OGGI:

1925 – Michele Ferrero – industriale

1938 – Nino Benvenuti – ex pugile campione del mondo “Medi”

1945 – Vincenzo Montefusco – ex calciatore

1971 – Giorgia (Giorgia Todrani) – cantante   

LA FRASE CELEBRE:

La moglie non è arbitra del proprio corpo, ma lo è il marito; allo stesso modo anche il marito non è arbitro del proprio corpo, ma lo è la moglie. (S. Paolo)

IL PROVERBIO: 

D’aprile non ti scoprire.

I DOODLE DI GOOGLE: Vallenato Festival:

Le origini di questa festa, tra le più importanti nel panorama musicale della Colombia, risalgono agli anni Sessanta del secolo scorso e sono legate al culto della Vergine del Rosario, molto sentito nel dipartimento di Cesar. La manifestazione si tiene nella città di Valledupar, verso la fine di aprile, e consiste in una kermesse sul Vallenato, genere musicale folkloristico, di derivazione caraibica.

I partecipanti si misurano a colpi di fisarmonica, di caja vallenata (sorta di tamburo fatto di legno e pelle di mucca) e di guacharaca (strumento musicale a percussione, formato da due pezzi a forma cilindrica), su quattro ritmi principali: paseo, figlio, puya e merengue. L’edizione 2011 del festival ha trovato spazio sull’home page di Google, con un doodle locale (visibile in Colombia) che, oltre agli strumenti musicali, ritrae una paglietta colombiana.

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