Lecceoggi.com - Attualità, cronaca e curiosità in tempo reale dalla provincia di Lecce.
HomeAlmanaccoALMANACCO DEL GIORNO

ALMANACCO DEL GIORNO

ALMANACCO DEL GIORNO

ALMANACCO DI OGGI – Venerdì 19 Marzo 2021

Undicesima Settimana dell’Anno 2021

Giorni trascorsi dall’inizio dell’anno 78 * giorni mancanti alla fine dell’anno 287

A Roma il sole sorge alle 06.14  e tramonta alle 18.21 (ora solare)

A Lecce il sole sorge alle 05.49 tramonta alle 18.00 (ora solare)

OGGI SI FESTEGGIA: San Giuseppe

OGGI È:   La Festa del Papà:

Il 19 marzo è la festa del papà! È una tradizione che in Italia è arrivata dall’America dove nei primi anni del 1900 una ragazza, come regalo per il compleanno di suo padre, gli dedicò un’intera giornata! In America la festa del papà veniva festeggiata a giugno, mentre in Italia si ritenne opportuno farla coincidere con il giorno di San Giuseppe. Due tradizioni sono legate a questa festa: le buonissime zeppole ed i falò! Le prime, gustosissime, sono i dolci tipici della festa, mentre la tradizione dei falò si lega all’arrivo imminente della primavera e quindi si rifà all’antica usanza di bruciare i residui dei campi.

Oggi la festa è soprattutto dei bambini che realizzano lavoretti per i loro papà. Ma perché non approfittarne anche noi adulti per ricordare al nostro papà che gli vogliamo bene?

 

ACCADDE OGGI: 1964 – Inaugurato il traforo del Gran San Bernardo:

Una delle prime grandi opere del miracolo italiano fu la galleria di quasi 6 km che metteva in collegamento la Valle d’Aosta con il cantone svizzero del Vallese. Il primo traforo autostradale attraverso la barriera alpina aprì un fondamentale varco verso l’Europa.

In pieno boom economico, l’Italia aveva iniziato dalla fine degli anni Cinquanta un’ampia serie di interventi infrastrutturali, atti a potenziare la rete di collegamenti tra Nord e Sud e con il centro Europa. In particolare, si puntò a migliorare le vie di comunicazione con la Svizzera, fino a quel momento concentrate per lo più sulle gallerie ferroviarie del San Gottardo e del Sempione, inaugurate rispettivamente nel 1882 e nel 1906.

I governi delle due nazioni confinanti raggiunsero un accordo per aprire un passaggio nel versante valdostano delle Alpi, nello specifico attraverso il valico del Gran San Bernardo. Il progetto prevedeva la realizzazione di un tunnel autostradale lungo 5.798 metri, che metteva in collegamento i comuni di Saint-Rhémy-en-Bosses (distante 20 chilometri da Aosta) e di Bourg-Saint-Pierre, nella Svizzera vallese.

I lavori, affidati all’ingegnere piemontese Giorgio Dardanelli (figura storica dell’urbanistica di quegli anni), partirono nel 1958 e furono portati a termine sei anni dopo. Nel corso degli stessi rimase impresso nella memoria l’incontro tra le due squadre di minatori impegnate nell’opera: il 5 aprile del 1963, caduta l’ultima parete di roccia, italiani e svizzeri s’incontrarono a metà strada, nel cuore della montagna.

Esattamente un anno dopo, la mattina di giovedì 19 marzo, il tunnel del Gran San Bernardo fu inaugurato alla presenza delle massime autorità italiane ed elvetiche. Si trattava del primo traforo stradale alpino (il secondo fu il Traforo del Monte Bianco, completato nel 1965), rivestito da uno spesso strato di cemento armato e strutturato in un’unica carreggiata, con due corsie di marcia a doppio senso. I veicoli che vi transitavano erano tenuti al pagamento di un pedaggio, calcolato in base alle diverse tipologie.

Nei decenni successivi emersero diverse criticità in merito all’affidabilità dei trafori alpini, in generale e solo dopo la tragedia dell’incendio scoppiato nel 1999 all’interno della galleria del Monte Bianco (che causò la morte di 39 persone), si adottarono misure di sicurezza più stringenti, avviando la realizzazione di una “galleria di servizio e sicurezza” e garantendo un migliore addestramento del personale di soccorso.

Rimasta negli anni una cruciale via di comunicazione con l’Europa, il traforo del Gran San Bernardo festeggiò, il 25 giugno del 2010, uno storico traguardo: il transito del 25.000.000° utente, premiato con il pedaggio gratuito e un cesto di prodotti tipici delle due sponde alpine, insieme con il 24.999.999° e il 25.000.001°. In quell’occasione si fece un bilancio complessivo di 46 anni di attività, evidenziando che in quest’arco di tempo avevano imboccato il tunnel oltre 22 milioni di auto e più di 2 milioni di camion.

 

EVENTO SPORTIVO  – 2005 – Petacchi vince la Milano-Sanremo:

La corsa ciclistica su strada Milano-Sanremo è stata vinta nel 2005 da Alessandro Petacchi con il tempo di 7h11’39”. Alla partenza della novantaseiesima edizione, alle 9.35 nel capoluogo lombardo, erano presenti 195 corridori ma solo 165 sono arrivati poi al traguardo a Sanremo.

Alessandro Petacchi ha iniziato la volata nei 250 metri, staccando di due biciclette il ciclista tedesco Danilo Hondo, e a 25 metri dal traguardo ha alzato le braccia per la sua prima vittoria in una grande classica (nel 2006 arriverà secondo e nel 2010 terzo).

Questa gara ciclistica è nota anche con il nome di Classica di Primavera ed è la più importante corsa di un giorno, su un percorso di 298 km (è la più lunga), che si corre in Italia.

 

NACQUERO OGGI:

1937 – Carlo Mazzone (ex allenatore Lecce)

1955 – Pino Daniele

1957 – Claudio Bisio

1976 – Alessandro Nesta

 

LA FRASE CELEBRE (Aforisma): 

Chi sradicasse la sensazione del male, estirperebbe contemporaneamente la sensazione del piacere e infine annienterebbe l’uomo. (M. de Montaigne)

PROVERBIO DEL GIORNO:

Marzo umido, dolor di contadino.

 

DOODLE DI GOOGLE: Inaugurazione del Sydney Harbour Bridge:

Si era nel periodo di maggiore crescita economica per l’Australia, guidata dal premier laburista Huges, quando, il 28 luglio 1923, fu posta la prima pietra per il Sydney Harbour Bridge. Il progetto fu realizzato dalla ditta britannica Dorman Long e Co Ltd di Middlesbrough, sotto la supervisione dell’ingegnere John Bradfield che prese a modello l’Hell Gate Bridge di New York.

Ultimato nel 1932, la struttura fu considerata avveniristica per quell’epoca e tra le più grandi al mondo: sei corsie destinate al traffico veicolare, ferroviario, pedonale e ciclabile. L’originale profilo dell’arco ispirò ai cittadini di Sydney il soprannome familiare di “gruccia” o “appendiabiti”. Da quest’imponente struttura, che collega il cuore della city (CBD) con il quartiere residenziale di North Shore, si gode il panorama più suggestivo della metropoli australiana, che comprende il Porto e la celebre Sydney Opera House.
Nel 2012, per l’80° anniversario della sua inaugurazione, Google gli ha dedicato un doodle locale (visibile in Australia).

Condividi con:

redazione.lecceoggi@gmail.com

No Comments

Leave A Comment