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ALMANACCO DEL GIORNO

ALMANACCO DEL GIORNO

ALMANACCO DI OGGI: martedì 22 marzo 2022

Dodicesima Settimana dell’Anno 2022

Giorni trascorsi dall’inizio dell’anno 81 * giorni mancanti alla fine dell’anno 284

A Roma il sole sorge alle 06.09 e tramonta alle 18.24 (ora solare)

A Lecce il sole sorge alle 6.05 e tramonta alle 18.10 (ora solare)

OGGI SI FESTEGGIA: Santa Lea

OGGI È: Giornata mondiale dell’acqua

La Giornata mondiale dell’acqua (in inglese: World Water Day) è una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, prevista all’interno delle direttive dell’agenda 21, risultato della conferenza di Rio.

Cade regolarmente ogni 22 marzo. Le Nazioni Unite invitano le nazioni membri a dedicare questo giorno a espletare le raccomandazioni raggiunte con l’Assemblea generale e alla promozione di attività concrete all’interno dei loro Paesi. Con la coordinazione del dipartimento degli affari sociali e economici delle Nazioni Unite, il giorno internazionale dell’acqua 2005 determinò l’inizio di una seconda decade internazionale delle Nazioni Unite dedicata all’azione per l’acqua.

In aggiunta agli stati membri, una serie di organizzazioni non governative hanno utilizzato il giorno internazionale per l’acqua come un momento per sensibilizzare l’attenzione del pubblico sulla critica questione dell’acqua nella nostra era, con occhio di riguardo all’accesso all’acqua dolce e alla sostenibilità degli habitat acquatici. Ogni tre anni dal 1997, per esempio, il “Consiglio mondiale sull’acqua” ha coinvolto migliaia di persone nel World Water Forum durante la settimana in cui cadeva il giorno internazionale dell’acqua. Le agenzie promotrici e le organizzazioni non governative hanno messo in luce il fatto che un miliardo di persone non hanno accesso all’acqua pulita e la struttura patriarcale, dominante in certi Paesi, che determina la priorità nella fruizione dell’acqua disponibile.

ACCADDE OGGI: 1963 – Esce il primo album dei Beatles:

L’era del rock era già un fatto compiuto grazie a mostri sacri come Elvis, Jerry Lee Lewis e Little Richard. Eppure di lì a poco il mondo conobbe una rivoluzione musicale e culturale senza precedenti, destinata a durare sette anni: la Beatlesmania!

Mentre il rock delle origini parlava esclusivamente americano e sembrava già nella sua fase di declino (coinciso con la lunga assenza di Elvis, impegnato con il servizio militare), nella vecchia Inghilterra i tempi erano maturi per un cambio della guardia sulla scena musicale. A colpi di rock, beat e pop, numerosi artisti del Regno Unito (per lo più inglesi) avrebbero dettato legge nel mercato discografico europeo e americano, dando vita alla cosiddetta British invasion.

La prima fase di questa nuova stagione si verificò tra il 1964 e il 1967, quando s’imposero sulla scena grandi rock band come The Rolling Stones, The Who ma soprattutto quattro ragazzotti di Liverpool, la cui storia ebbe inizio nella chiesetta di Saint Peter, nei sobborghi della città. Qui il sedicenne John Lennon, chitarrista dei Quarrymen, incontrò il quindicenne Paul McCartney, che fu ammesso nella band come bassista.

Il successivo ingresso nel 1958 del chitarrista George Harrison, amico di McCartney, e, due anni dopo, del batterista Pete Best segnò l’inizio di un tour per i locali di Liverpool, dove si esibirono con il nome di Johnny and the Moondogs e successivamente, dopo l’ingresso del bassista Stuart “Stu” Sutcliffe, come Long John & The Silver Beetles e The Beat Brothers. Il primo grande palcoscenico arrivò nel 1960 con il concerto di Amburgo, dove debuttarono come The Beatles, in cui veniva storpiato “beetle” (“scarafaggio”), sottolineando con il termine “beat” (“battere”, “picchiare”) che la loro musica rock colpiva duro.

L’eco della loro musica arrivò alle orecchie dei produttori della Parlophone Records (parte del gruppo Emi), in particolare di George Martin che rimase conquistato dalle note di brani come Love Me Do e Ask Me Why. Dopo l’addio di Best, sostituito da Richard Parkin Starkey, in arte Ringo Starr, si arrivò all’incisione dell’album d’esordio, registrato in una sola giornata (quindici ore) nei mitici Abbey Road Studios.

Intitolato Please, please me, dall’omonimo singolo uscito l’anno precedente e balzato ai vertici delle classifiche, l’album uscì il 22 marzo del 1963 con in copertina l’immagine dei “Fab four” (i “favolosi quattro”, il loro soprannome più celebre), ritratti nella tromba delle scale degli “studios”. Quattordici i brani contenuti che, da I Saw Her Standing There a Twist and Shout, portavano una carica esplosiva nel sound e nei testi.

In meno di un anno fu subito “Beatlesmania” nelle scelte musicali e nei costumi dei giovani, con molti che imitavano la tipica capigliatura a caschetto dei “quattro”. Vendite e riconoscimenti non tardarono ad arrivare e due anni dopo si ritrovarono, poco più che ventenni, insigniti del titolo di Baronetti dell’Ordine dell’Impero Britannico, per gentile concessione della regina Elisabetta II.

NACQUERO OGGI:

1921 – Nino Manfredi (+2004)

1963 – Giuseppe Galderisi

1967 – Mario Cipollini

LA FRASE CELEBRE (Aforisma): 

I creditori hanno più memoria dei debitori (Benjamin Franklin)

IL PROVERBIO DEL GIORNO:

Marzo ha comprata la pelliccia a sua madre, e tre giorni dopo l’ha venduta.

I DOODLE DI GOOGLE: Sabiha Gökçen:

Nella storia dell’aviazione mondiale c’è un volto femminile che rappresenta l’orgoglio di un popolo intero. Sabiha Gökçen, per i suoi connazionali, non rappresenta soltanto la prima aviatrice turca ma anche la prima donna pilota da combattimento del mondo.

La sua è una storia romantica che incrocia la nascita del mito di Mustafa Kemal Atatürk, fondatore della Repubblica turca e oggi considerato eroe nazionale. L’incontro con quest’ultimo le cambiò per sempre la vita: Atatürk l’adottò quando ancora era bambina, consentendole di studiare in un collegio (cosa che non poteva permettersi la sua famiglia di umili origini). Sempre lui le diede il nuovo cognome di Gökçen, traducibile con “appartenente al cielo”, proiettandola verso un destino già scritto che iniziò a compiersi pochi mesi più tardi.

Nel 1936 entrò a far parte dell’Accademia aeronautica turca e l’anno dopo prese parte alle prime operazioni militari. Scomparsa nel 2001, Google l’ha ricordata otto anni dopo, nel 96° anniversario della nascita, con un doodle locale (visibile in Turchia).

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