Almanacco del Giorno
Almanacco di oggi venerdì 13 febbraio 2026
Settima settimana dell’anno 2026
Giorni trascorsi dall’inizio dell’anno 44 giorni rimasti per la fine dell’anno 321
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OGGI SI FESTEGGIA: Santa Maura
OGGI È: La Giornata Internazionale della Radio
Dalla nascita fino ad oggi: la rivoluzione della radio nella comunicazione internazionale
Per comprendere la duratura importanza della radio basterebbe ricordare come, grazie ad essa, ogni sabato il presidente degli Stati Uniti parli ai suoi concittadini, in quello che popolarmente viene chiamato il discorso del caminetto.
A creare questo appuntamento e a denominarlo in quel modo familiare fu Franklin Delano Roosvelt, a capo della nazione tra gli anni Trenta e gli anni Quaranta, il quale individuò appunto nella radio il modo migliore per comunicare il suo pensiero.
La radio era stata inventata dal fisico italiano Guglielmo Marconi agli albori del Novecento, mettendo a punto precedenti scoperte realizzate da altri scienziati, e in America aveva ottenuto un tale consenso che già nei primi anni Venti si contavano circa duecento stazioni radiofoniche.
La decisione di Roosvelt di affidarsi alla radio partiva dall’esigenza di informare la popolazione riguardo la spaventosa crisi economica che durante gli anni Trenta aveva messo in ginocchio il paese. L’appuntamento del sabato assunse così una funzione non solo di carattere informativo, ma anche sociale, alimentando presso gli ascoltatori la speranza che il peggio sarebbe passato e che le condizioni di vita sarebbero tornate quelle di un tempo.
Ma che la radio potesse rivestire un importante ruolo divulgativo fu definitivamente dimostrato dall’avvento di Radio Londra: dal 1938 tenne aggiornate ogni giorno le popolazioni colpite dalla tragedia della Seconda guerra mondiale, trasmettendo mano a mano l’avanzata delle truppe alleate e la caduta del nazismo.
Radio Londra era un programma della BBC, la radio di stato inglese che negli anni successivi alla guerra divenne un modello di riferimento per tutte le emittenti nazionali. Al punto che la definizione di servizio pubblico, così come per lungo tempo è stata concepita, fu derivata da un’intuizione di John Reith, il fondatore della BBC.
Fu Reith, infatti, a definire la formula ribattezzata 33-33-33 dove la prima quota rappresentava il 33% di intrattenimento, la seconda il 33% di informazione (tenendo ben distinte le notizie dai commenti…) e la terza, infine, il 33% di cultura. L’efficacia di questo schema venne sperimentata, tra gli altri, da Ettore Bernabei, Direttore generale della Rai a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, che contribuì a fare della radio, unitamente alla televisione, un elemento centrale della vita italiana.
Nel frattempo la popolarità di Radio Luxembourg, seguita soprattutto dal pubblico giovanile, segnò anche in Italia un rinnovamento del costume. Un fenomeno simboleggiato negli anni Settanta dal successo in Rai di “Alto gradimento”, il celebre programma di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni, e contemporaneamente dalla nascita delle radio indipendenti, a cominciare da Radio Alice di Bologna.
A partire dagli anni Ottanta i grandi gruppi editoriali hanno preso possesso del settore della radiofonia, individuandone le potenzialità commerciali. Ma lo spirito controcorrente non è andato perso, come hanno dimostrato le affermazioni di nuove figure come Jovanotti o Fiorello – per tacere delle nuove generazioni di conduttori che nelle web radio hanno combinato il linguaggio radiofonico con quello della rete.
Che la radio rappresenti pure nell’era di Internet uno strumento necessario è dimostrato, tra le altre cose, dal seguito ottenuto quotidianamente in tutto il mondo da Radio Free Europe – nata negli anni Cinquanta per volontà del governo statunitense e da tempo presente anche sulle piattaforme digitali, al fine di trasmettere accurati resoconti di politica internazionale.
Ed è stato proprio il mondo istituzionale a istituire la Giornata mondiale della radio, scegliendo come giorno il 13 febbraio, giacché in quella data nel 1946 andò in onda la prima trasmissione radio dell’Onu dalla sede ufficiale a New York.
Attraverso la ricorrenza dell’anniversario le Nazioni Unite intendono rammentare lo spirito di cooperazione tra tutte le radio del mondo e ribadire l’obiettivo principale: quello di mantenere la libertà di accesso all’informazione. Lo slogan della Giornata celebrata quest’anno, “La radio sei tu!”, sottolinea l’importanza dell’aspetto partecipativo nella rappresentazione di molteplici punti di vista e delle diverse esperienze.
La libertà, innanzitutto la libertà di sapere, resta il bene più prezioso. Come avrebbe detto Gianni Rodari: non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo.
AVVENNE OGGI: anno 1503 – La disfida di Barletta
Gli italiani vincono contro i francesi
A Barletta avviene la famosa “Disfida” fra 13 cavalieri francesi e 13 italiani, che si battono e vincono per vendicare l’offesa di un francese che ha definito codardi gli italiani.
Ettore Fieramosca, a capo dei soldati italiani, sconfigge la compagnia francese, dando il colpo di grazia.
La Disfida di Barletta, trasformata ed arricchita nei secoli di particolari fantasiosi, è in realtà un evento storico che ha segnato l’inizio della dominazione spagnola nel meridione d’Italia.
EVENTI SPORTIVI: anno 1988 – Calgary 1988:
La località canadese Calgary ospita, fino al 28 febbraio, le XV Olimpiadi invernali. Partecipano 1.423 atleti di 57 paesi per contendersi le medaglie in 46 gare in 10 sport.
Il medagliere finale conferma prima l’URSS (29 medaglie di cui 11 ori), tallonata dalla Germania Est (25 medaglie, di cui 9 ori). L’Italia conquista 2 ori, 1 argento e 2 bronzi. Entrambi i primi posti sono di Alberto Tomba nello sci alpino, oro nello slalom speciale e in quello gigante. Maurilio De Zolt è medaglia d’argento nello sci nordico nella gara di fondo di 50 km. I bronzi arrivano dal biathlon, nella staffetta 4×7,5 km e nella 20 km
NACQUERO OGGI:
anno 1950 – Peter Gabriel
anno 1952 – Freddy Maertens
anno 1986 – Rosalba Forciniti
AFORISMA DEL GIORNO:
I golosi si scavano la fossa con i denti. (Henri Estienne)
IL PROVERBIO:
L’acqua di febbraio è promessa per il granaio.