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ALMANACCO DEL GIORNO

ALMANACCO DEL GIORNO

Almanacco di Lunedì 29 maggio 2017

Ventiduesima settimana dell’anno

Giorni dall’inizio dell’anno: 149 * Giorni rimanenti alla fine dell’anno 216

A Roma il sole sorge alle 04.39 e tramonta alle 19:36 (ora solare)

 Lecce il sole sorge alle 04.23  e tramonta alle 19:16 (ora solare)

OGGI SI FESTEGGIA:  San Massimino Vescovo           

ACCADDE OGGI: 1953 – Primo uomo a scalare l’Everest

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Per i tibetani è la “madre dell’universo” («Chomolangma»). Per i nepalesi è il “dio del cielo” («Sagaramāthā»). Per l’Occidente è semplicemente il tetto del mondo. Dove per prima sventolò la bandiera britannica. A portarcela fu uno scalatore neozelandese che aprì la strada all’alpinismo estremo.

Per trent’anni gli Inglesi provarono inutilmente a scalarla, con esiti spesso drammatici. Dopo i primi tentativi nel 1921, nel 1924 la missione di George Mallory e Andrew Irvine finì tragicamente con la scomparsa di entrambi. La lunga pausa dovuta alla Seconda guerra mondiale s’interruppe all’inizio degli anni Cinquanta, quando l’obiettivo tornò prioritario per il Regno Unito, al cui trono nel febbraio del 1952 era salita la 26enne Elisabetta II.

Nel frattempo l’occupazione cinese del Tibet aveva portato alla chiusura di questo passaggio, lasciando come unica via quella attraverso il Nepal. Di qui si inoltrarono gli alpinisti svizzeri André Roch e Raymon Lambert, che ebbero il merito di aprire la via sud dell’Everest, raggiungendo una quota compresa tra i 7.000 e gli 8.000 metri, mai toccata in precedenza.

Il loro risultato spianò la strada all’esploratore neozelandese Edmund Hillary, che a sedici anni aveva già scalato i rilievi del Southern Alps, a sud della Nuova Zelanda. I 3.765 di Mount Cook, tra foreste e ghiacciai, costituirono un valido banco di prova per approcciare la vetta himalayana. L’occasione arrivò poi nella primavera del 1953 con la spedizione inglese guidata dal generale John Hunt, cui prese parte insieme allo sherpa nepalese Norgay Tenzing.

Partita a marzo del 1953, tagliò il traguardo alle 11.30 del 29 maggio: Hillary e Tenzing raggiunsero gli 8.848 m della cima e qui, dopo aver piantato la bandiera britannica, si trattennero per 15 minuti. Qualcosa di più del famoso “quarto d’ora di celebrità” di Andy Warhol, perché per l’esploratore neozalendese significò andare incontro a fama e onori ed entrare per sempre nella storia dell’alpinismo. Il miglior modo per celebrare la recente incoronazione della giovane Regina, che lo nominò baronetto.

AVVENIMENTO SPORTIVO: 1985 – Juve Campione d’Europa dopo la strage dell’Heysel

La finale della 30ª edizione della Coppa dei Campioni di calcio si gioca a Bruxelles nello stadio dell’Heysel. Manca circa un’ora all’ingresso sul terreno di gioco di Juventus e Liverpool, attese dalle due tifoserie, accorse in massa e divise nei vari settori dell’impianto belga, piuttosto fatiscente e ai limiti dell’agibilità.

L’incoscienza delle frange più accese del tifo inglese, i famigerati hooligan, trasforma l’evento sportivo in un tragico fatto di cronaca, destinato a rimanere indelebile nella memoria collettiva. Nell’intento di arrivare allo scontro fisico con i supporter juventini (non appartenenti al tifo organizzato bianconero, presente invece in un altro settore), sfondano le reti divisorie, inducendo gli impauriti spettatori italiani ad ammassarsi contro un muro. La ressa, la paura, l’impreparazione delle locali forze dell’ordine, il crollo del muro producono un tristissimo “bollettino di guerra”: 39 morti e diverse centinaia di feriti.

Il telecronista Bruno Pizzul non ha l’immediata percezione dell’entità della tragedia. I delegati dell’UEFA, preoccupati di scatenare ulteriori incidenti, decidono di far svolgere regolarmente l’incontro (quando nel terzo millennio sono sospese, giustamente, per cori razzisti).

Alcune reti televisive europee decidono di interrompere il collegamento, valutando di nessun valore la gara calcistica. Il risultato sportivo, 1-0 per la Juventus (rete di Platini su rigore), assegna alla squadra italiana il primo titolo di Campione d’Europa.

NACQUERO OGGI:

1917 – John Fitzgerald Kennedy – 35° Presidente degli USA

1977 – Massimo Ambrosini – ex calciatore

FRASE CELEBRE: Chi ammaestra il proprio figlio renderà geloso il nemico, mentre davanti agli amici potrà gioire. (Siracide)

IL PROVERBIO: Tra maggio e giugno fa il buon fungo..

SEGNO ZODIACALE: GEMELLI –  dal 21/05 al 21/06

Personalità

Sempre agitato da un moto perpetuo, sente l’esigenza di spostarsi continuamente da una situazione all’altra, e di conoscere gente sempre nuova: è un vero e proprio cittadino del mondo. Mobilità e duplicità: ecco le sue caratteristiche e come un abile trasformista sa mescolare alla perfezione il vero e il falso, l’affettuosità e la freddezza. La sua è una personalità poliedrica, e quindi non facile da conoscere e interpretare. È un intellettuale brillante, simpatico, che si esprime in modo vivace e con uno spiccato senso dell’umorismo.

Amore

Il suo rapporto con l’amore è abbastanza complesso; s’innamora come tutti i comuni mortali, ma quando si tratta di prendere un impegno è abilissimo nel darsi alla fuga. Preferisce tutto ciò che è transitorio e ripudia la stabilità. è molto ricercato, perché in sua compagnia non ci si annoia mai, e la sua agenda è sempre stracolma di indirizzi di gente che incontra in viaggi, alberghi, aerei, feste, località alla moda

Lavoro

Per un Gemelli lavorare deve anche essere fonte di divertimento e di interesse; un’attività in cui il suo temperamento estroverso non possa emergere lo metterebbe presto in crisi. Egli, invece, adora un lavoro che gli permetta di stare a contatto con gli altri, di spostarsi di continuo per cielo, terra, mare, e che soprattutto soddisfi la sua insaziabile curiosità di conoscere gente e posti sempre diversi. Il meglio di sé, poi, lo esprime con lo scritto, con la parola o nel mondo del commercio.

Salute

 Gli organi collegati al suo segno sono: le spalle, le braccia, (escluse le articolazioni), il sistema polmonare, le vertebre della schiena, le costole superiori, le scapole e il sistema nervoso

I DOODLE DI GOOGLE: Il pianista e compositore Isaac Albeniz

La corrente musicale nazionalista del romanticismo spagnolo trovò nel catalano Isaac Albeniz uno dei massimi esponenti. Le sue doti di bambino prodigio lo portarono a suonare il pianoforte in pubblico a soli 4 anni e a 7 a sostenere l’esame di ammissione al conservatorio di Parigi, respinto per la troppo giovane età.

Nell’ultimo ventennio del XIX secolo acquisì piena maturità di stile, conquistando i palcoscenici europei e statunitensi con le sue celebri suite per pianoforte, in cui rielaborò il patrimonio musicale nazionale. Il suo capolavoro assoluto, la suite Iberia, arrivò nel 1909, poco prima della sua scomparsa. Nel 2010 è ricorso il 150° della sua nascita, evento che Google ha salutato con un doodle locale (visibile in Spagna), dov’è rappresentato l’artista con una tastiera di pianoforte sullo sfondo.

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