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ARTISTI IN VETRINA a cura di Raffaele De Salvatore

ARTISTI IN VETRINA a cura di Raffaele De Salvatore

PER PIETRO MESSINA L’ARTE E’ UN’AVVENTURA

Pietro Messina appartiene a quella generazione di artisti che hanno totalmente trasformato l’essenza e la forma della pittura astratta. La sua visione precorritrice di “arte rinnovata” si basa fondamentalmente su una relazione attiva tra dipinto e il fruitore.

Nei suoi lavori presenta soggetti espressivi che hanno uno stile del tutto personale perché creano dei percorsi che rispecchiano l’Io più profondo tentando di comunicare un messaggio ben preciso. Egli estrapola dalla realtà tutto ciò che percepisce per poi concretizzarlo in immagini, in questo modo la materia stessa si carica di valenze altamente simboliche. Un repertorio astratto ed informale eseguito con l’impeto dei colori e degli oggetti incollati mostra una visione d’insieme in cui ogni rappresentazione sembra derivare dall’attento studio delle parti, ricostruite e ricucite come un grande mosaico. Tutto il suo studio artistico è basato sulla ricerca delle città perdute come tematica, sulla ricerca dei materiali e dei supporti come anche la collocazione, non lasciando nulla al caso. Notiamo nei lavori dell’artista un giusto dosaggio dei colori che, come note musicali, compongono l’opera come se fosse uno spartito musicale, donando così allo spettatore una sublimazione interiore ed una interpretazione del tutto personale. Lo stesso ha la possibilità di immedesimarsi nelle  vie di queste città come se fosse un visitatore, alla ricerca di personali emozioni oppure di vecchi ricordi. Quelle dell’artista sono città fantasma dove il tempo si è fermato, dove sotto ogni tetto oppure dietro una finestra è celato il più recondito dei nostri ricordi, quelli che vorremmo rimuovere oppure tenere segreti per sempre. Per Pietro Messina l’arte è un’avventura che lo conduce in un mondo sconosciuto fatto di fantasia, in aperto contrasto con il pensiero comune dell’uomo; lui vuol mostrare all’osservatore il mondo come egli lo vede, vicinissimo all’arte primitiva e arcaica, in opposizione all’arte come decorazione.

Raffaele De Salvatore (EuroArte)

Critico d’arte e giornalista

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