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ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE CONTRARIE ALLA CREAZIONE DI GIARDINI SUL TETTO DEL “DEA”

ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE CONTRARIE ALLA CREAZIONE DI GIARDINI SUL TETTO DEL “DEA”

In coro asseriscono “meglio aumentare il fotovoltaico già esistente su parte della superficie in oggetto

Riceviamo e pubblichiamo lettera inviata dal

Coordinamento per il verde pubblico e dal Forum ambiente e salute di Lecce

a

  1. Rollo, direttore ASL Lecce, a L. Sergio, direttore Sanita service Lecce,

e per conoscenza all’Assessore Sanità e all’Assessore Ambiente della Regione Puglia, al Sindaco di Lecce, al Presidente della Provincia di Lecce e all’ARPA Bari

“Curare l’ambiente per tutelare la salute” è la strategia condivisa e da anni promossa dallo scrivente Coordinamento; il vostro progetto apprezzabile (lo abbiamo espresso per la piantumazione di centinaia di piante nel Fazzi) deve essere foriero di un percorso strutturale virtuoso per il nostro territorio.
Trasformare i parcheggi in parchi alberati, promuovere le alberature (spesso considerate in modo ostile da amministratori e cittadini) diventa anche un messaggio dal valore socio-culturale, oltre che sanitario e ambientale.
Tuttavia non possiamo tacere su un aspetto del progetto che desta forti perplessità. Il “tetto verde” sul Dea, con un impegno di circa 450.000 euro sembra un intervento più sensibile a mode promosse da archistar (con enormi criticità e impegni finanziari nella gestione), meno attento alle reali e primarie necessità del territorio, a partire da quelle del contesto ospedaliero, dei suoi lavoratori, dei suoi “ospiti” . Un’operazione d’immagine, di cui il Salento può e deve fare a meno. Al territorio che chiede il “pane quotidiano”, milioni di alberi fondamentali contro la desertificazione e per la qualità della vita (come da voi è riconosciuto) non si può offrire una “costosa brioche”. Ai pazienti bisogna garantire la possibilità di poter fruire di ampi spazi verdi “a terra”, invece di crearne limitati sui tetti; al territorio va offerto un contributo per la riqualificazione ambientale e non un fazzoletto di verde da ostentare.  Il tetto del Dea peraltro è in gran parte ricoperto da un opportuno impianto fotovoltaico. Dopo tre anni dalla sua istallazione andrebbe rimosso, per ricollocarlo dove, con quali costi per l’ASL? Un doppio danno economico, per la sua rimozione e per l’ubicazione –al suo posto- di un giardino dal costo di almeno 250 euro mq: ingiustificabile, insostenibile sul piano finanziario e ambientale! Con il rischio che una sua non perfetta gestione possa provocare gravi criticità!
Ben 450.000 euro per coprire al massimo 2200 mq di tetti! Risorse pubbliche della comunità che sarebbero più responsabilmente impegnati, e con esisti strutturali migliori, investendoli sul suolo. L’area del Fazzi è circondata da tre lati da campi non coltivati, abbandonati, inedificabili per scopi civili, soprattutto perché essi sono delimitati dal muro perimetrale del nosocomio e dalla tangenziale e i suoi svincoli; un’area equivalente a quella che ospita il complesso ospedaliero, di almeno 120.000 mq. . Va tolta dal degrado che si riverbera sull’intero nosocomio; l’investimento in essa dei 450.000 euro previsti per il tetto la trasformerebbe nel più grande parco periurbano: un polmone verde a vantaggio dell’intero territorio.

Confidiamo che tali riflessioni e proposte siano prese nella dovuta considerazione.

 

Distinti saluti

Coordinamento Verde pubblico Lecce

Forum ambiente e salute Lecce

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LA REPLICA ALLA RISPOSTA DI L. SERGIO, AMMINISTRATORE DI SANITÀ SERVICE DI LECCE

La sua cortese nota di riscontro alla lettera del Coordinamento per il verde pubblico di Lecce e del Forum ambiente e salute di Lecce ci auguriamo esprima disponibilità al confronto, alfine di attuare con le modalità migliori –sul piano ambientale e finanziario– il progetto “Curare l’’ambiente per tutelare la salute”.
Tuttavia ribadiamo la necessità di rimuovere dallo stesso la realizzazione del Tetto verde sul DEA e di impegnare la somma prevista per conseguire un obiettivo più qualificante dello stesso vostro progetto. Per questo rimarchiamo la necessità di un chiarimento sulla situazione attuale del tetto, che già confligge con il preannunciato giardino, e di un confronto con la nostra proposta d’imboschimento, che sono assenti nella sua nota di riscontro:

– Lei afferma che “Il tetto verde del DEA è già stato realizzato al tempo della costruzione dell’ospedale, ma non è stato mai impiegato nella sua funzione”. Quindi sono state già impegnate risorse finanziarie per  avviarne l’opera , poi sospesa, per cui ora sarebbero necessari altri 450.000 euro per realizzarlo ?  E in quale funzione è stato impiegato?  Ci risulta (cfr. Google maps) che sul tetto sia stato istallato un impianto fotovoltaico e termosolare: se trasformato in giardino esso  andrebbe rimosso, con ulteriori costi e danni ambientali;  per ubicarlo dove? Mentre potrebbe essere implementato con altri pannelli fotovoltaici, impegnando circa 120.000 euro per 100 kw da istallare su circa 600 mq ancora liberi. La schermatura del tetto sarebbe completa.

– La nostra proposta di prevedere l’investimento della predetta ingente somma (decurtata dai predetti 120.000 euro) per acquisire e imboschire –con diverse migliaia di alberi– i numerosi ettari adiacenti al Fazzi, che da decenni restano in uno stato di abbandono e degrado, meriterebbe un cenno di attenzione. Tale opzione, prioritaria per il Salento, si inquadrerebbe nel percorso di imboschimento e rinaturalizzazione del territorio, avviato recentemente da numerosi enti locali e associazioni (Unisalento, Provincia, DAJS, ARIF etc) , nonché nel progetto di parchi periurbani  presente nel PUG di Lecce in fase di elaborazione.
Nel Salento –desertificato e cementificato– gli alberi vanno piantati –a milioni– nei campi e i pannelli solari istallati sui tetti; non il contrario.

Fiduciosi nell’attenzione verso tali input porgiamo distinti saluti.

Coordinamento Verde pubblico Lecce

Forum ambiente e salute Lecce

“Laudato sii” Gruppo di Lecce

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