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IL BASEBALL SUL GRANDE SCHERMO

IL BASEBALL SUL GRANDE SCHERMO

CARICATURA MICHELE DODDE

le precedenti puntate sono state pubblicate il primo, 9, 16, 23, 30  giugno  – 7, 14, 21 e 28 luglio

Riprendiamo da dove avevamo lasciato

Nello stesso anno (1949) fu distribuito il celebre musical “Take me Out to the Ball Game”, in Italia apparve come“Facciamo il tifo insieme”, nella produzione del quale la Metro-Goldwin-Mayer non badò a spese. Nato da un’idea di Gene Kelly e Stanley Donen ispirata proprio da quell’inno non ufficiale del baseball, ovvero il Take me out to the Ball Game scritto da Jack Norworth su musica di Albert Von Tilzer nel 1908, il film fu girato in technicolor da Busby Berkeley con un prorompente Frank Sinatra, che da qui iniziò la sua strepitosa affermazione come cantante ed attore, con il funambolico Gene Kelly, che da qui si affermò definitivamente come ballerino, attore, cantante e coreografo e raggiunse l’apice con “Un americano a Parigi” (1951) e “Cantando sotto la pioggia” (1952) ed una intrigante Esther Williams che in seguito dirà che al film mancava solo la presenza di una piscina dove lei avrebbe nuotato volentieri. In effetti incominciavano già a nascere le prime rivalità tra le varie star, rivalità che fecero la fortuna di Hollywood e dintorni. Infine ad ampliare le tematiche dell’omonimo film del 1916 viene prodotto dalla Columbia Picture il film “Kill the Umpire”(1950) magistralmente ben diretto da Lloyd Bacon ed interpretato da un effervescente William Bendix che, dopo aver magnificamente dato vita a Babe Ruth nel 1948, va a vestire la divisa del Blue Bill Johnson. La brillante commedia gioca sugli equivoci giudizi che l’umpire dichiarava per via delle sue doppie chiamate su una sola azione causate dall’uso errato di un collirio, e per tale motivosoprannominato “amorevolmente” in “two call”. Quando la causa dell’uso errato del collirio cessò, l’umpire ricevette l’applauso del pubblico ma subito dopo nuovamente fu contestato com’è “amorevolmente” di obbligo costume. Bendix era molto ricercato dai registi per via del suo amore per il baseball e per le sue capacità essendo diventato alla sola età di dieci anni il batboy proprio degli Yankees.

Michele Dodde

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