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IL BASEBALL SUL GRANDE SCHERMO

IL BASEBALL SUL GRANDE SCHERMO

CARICATURA MICHELE DODDE

le precedenti puntate sono state pubblicate il primo, 9, 16, 23, 30  giugno – 7, 14, 21 e 28 luglio –  6, 13 e 20 settembre

Riprendiamo da dove avevamo lasciato

Il periodo 1981 – 1990 è da considerare, per il baseball, quello di maggior interesse per la qualità dei film prodotti e per le trame di particolare intensità oltre alle prime sceneggiate televisive che, protratte nel tempo, avevano la possibilità di scandire meglio aneddoti e sfumature. Si contano ben 25  film ma quattro tra essi furono autentici capolavori ad ampio respiro e che nella classifica dei migliori di tutti i tempi occupano posti di rilievo. Si tratta di “The Natural” (!984), di “Bull Durham” (1988), di “Eigth Men Out” (1988), di “Field of Dreams” (1989). Il primo, in Italia veicolato come “Il Migliore”, è quello chenell’immaginario collettivo è diventato in senso assoluto il più bel film sul baseball sia per la scenografia curatissima, sia per la melodiosa colonna sonora di Randy Newman, sia per il suo forte impatto emotivo. Diretto da Barry Levinsone adattato liberamente dal romanzo di Bernard Malamud, il film configura dapprima le vicissitudini di un giovane talento per il baseball e poi la sua tardiva ma strepitosa affermazione, quale incredibile rookie di mezza età, capace di sconvolgere i ritmi in un gruppo rendendolo vincente andando semplicemente a rimarcare quei veri valori che il baseball può rendere eterni. Accanto ad un espressivo e completo Robert Redford, che per l’occasione studiò a lungo i movimenti in diamante e la battuta di Ted Williams, c’è una splendida e romantica Glenn Close, un Robert Duvall quale incisivo giornalista ed una giovane Kim Basinger misteriosa ed intrigante quanto non mai.  Tuttavia devo anche precisare che il film a me è ancor più caro poichè l’attore WilfordBrimley, ovvero il disincantato Pop Fisher manager dell’inventata franchigia dei New York Knights , è il mio gemello di latte separato dalla nascita: ma questa è un’altra storia. Il secondo film, in italiano “Un Gioco a Tre Mani”è una commedia romantica di particolare attrazione e vivacità su una piccolo squadra del North Carolina, scritto e diretto da RonShelton, ex giocatore di baseball per cinque anni nelle leghe minori. Apparentemente una storia come tante altre(un giocatore veterano indurito da 12 anni di esperienza tra le squadre della lega minore di baseball il cui compito e quello di sgrezzare un presuntuoso ed indisciplinato quanto talentuoso lanciatore) se non che “Bull Durham” ha il pregio di snocciolare esperienze quasi vissute coinvolgendo animosità e sentimenti oltre ad apportare un dialogo colto e sopra le righe. E’ stato questo il primo dei tre film sul baseball interpretati da Kevin Costner, ex giocatore di baseball durante le scuole superiori e dunque calibrato conoscitore dei fondamentali ed ottimo battitore (si dice tra l’altro che durante le riprese battè ben due fuoricampo), mentre per Susan Sarandon “Bul Durham” ha rappresentato un difficile banco di prova superato in modo brillante e generosamente lodato da Roger Ebert, scorbutico critico cinematografico del Chicago Sun-Times,”…dubito che il personaggio cui Sarandon dona cuore e corpo avrebbe funzionato senza la sua meravigliosaprestazione”. Il film dunque non fu solo successo di pubblico ma anche di critica tanto da indurre la mitica rivista Sport Illustrated a cedergli l’onore del primo posto in assoluto tra tutti i film sportivi ed il severo MovingArts Film Journal a posizionarlo al terzo posto nella lista dei 25 più grandi film.

Michele Dodde

Segue 4 ottobre 2016

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