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BLITZ NOTTURNO IN APPARTAMENTO ADIBITO A B&B MA USATO COME CASA CHIUSA

BLITZ NOTTURNO IN APPARTAMENTO ADIBITO A B&B MA USATO COME CASA CHIUSA

questura lecce

Proprietari dell’immobile, un magistrato originario di Lecce, in servizio a Roma presso la Corte di Cassazione e la moglie, poliziotta in pensione. Entrambi sono stati denunciati per favoreggiamento alla prostituzione.

L’appartamento è sito in Lecce al primo piano di un condominio in zona Piazza Mazzini. Le avvisaglie quelle di sempre, giovani donne dell’est che andavano e venivano, clienti a tutte le ore del giorno e della notte. Nell’appartamento, camuffato da casa vacanze e b&b, ampliamente pubblicizzato su internet, le ragazze, invece di passare un periodo di vacanze o a Lecce per lavoro,  si prostituivano.

Alcuni condomini, insospettivi, hanno allertato la polizia, anche se forse nessuno, avrebbe pensato ad una simile attività dal momento che l’appartamento in questione appartiene ad un magistrato leccese in servizio presso la Corte di Cassazione di Roma. Lui e la moglie, poliziotta in pensione, avevano diviso in due la loro casa affittando alcune delle stanze, senza, tra l’altro, alcun contratto di locazione. Non c’era nemmeno una targhetta.

Secondo le indagini portate avanti dalla Squadra mobile al comando della dottoressa Sabrina Manzone e coordinate dal pm Maria Vallefuoco, i due coniugi gestivano l’attività ed è del tutto improbabile che non sapessero. Gli appartamenti erano comunicanti e avevano il terrazzo in comune dove stendere i panni.

Il blitz della notte si è concluso con il sequestro dell’intero appartamento disposto dal gip Vincenzo Brancato e con la denuncia dei proprietari per favoreggiamento della prostituzione. Le ragazze, la maggior parte rumene, arrivavano di continuo e pagavano un affitto di circa 300 euro. I poliziotti, fingendosi clienti, hanno bussato alla porta ed hanno trovato una situazione inequivocabile. Uomini e tre donne seminudi, profilattici, letti disfatti. Una delle ragazze era appartata con un cliente. I contatti avvenivano attraverso il sito internet “Bakekaincontri dove c’erano anche le foto delle ragazze.

Gli agenti, in alcuni mesi di indagini, hanno ascoltato alcuni clienti e poi sono intervenuti:  hanno trovato sul terrazzo anche la domestica del magistrato. Impensabile quindi, che i due non sapessero dell’attività. Il proprietario aveva installato una telecamera fuori dalla porta. Più volte era stato visto dai vicini salire in ascensore con le valige delle ragazze che arrivavano in aeroporto a Brindisi.

Una delle ragazze ha raccontato che dopo aver contattato il proprietario trovando il numero su internet, ed essersi lamentata del prezzo della stanza il magistrato gli avrebbe risposto: “Non avrai problemi a pagare una tale cifra”.

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