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BLOCCO LICENZIAMENTI E RIFORMA AMMORTIZZATORI.

BLOCCO LICENZIAMENTI E RIFORMA AMMORTIZZATORI.

CENTINAIA DI LAVORATORI A TARANTO SENZA SOSTEGNO DA TRE MESI

Centinaia di lavoratori sono senza ammortizzatori sociali da aprile, aggrappati al proprio posto di lavoro nonostante la crisi dovuta alla pandemia. Sbloccare i licenziamenti, in questo momento, significherebbe essere complici di una emorragia inarrestabile che mieterebbe, solo in provincia di Taranto centinaia di vittime, senza contare le conseguenze sulla vita delle famiglia. Il 26 giugno saremo in piazza a Bari per ribadire con forza che, mai come in questo momento, non si può scaricare tutto il peso della crisi sulle spalle dei lavoratori e delle loro famiglie, che si confermano l’anello debole della società e che serve una riforma urgente degli ammortizzatori sociali. “I lavoratori, in particolare quelli delle manifatture” spiega Giordano Fumarola, segretario generale della Filctem CGIL di Taranto, “sono da aprile senza alcun sostegno al reddito, perché le aziende per cui lavorano non potevano anticipare i soldi della cassa covid. Penso alle decine e decine delle confezioni di Martina Franca, o ai lavoratori della Tessitura di Ginosa, senza sostegno, con famiglie monoreddito. Dallo Stato non hanno percepito nulla, perché gli emolumenti sono stati bloccati da una lunga diatriba burocratica tra Ministero del Lavoro e Inps. Dopo lo sblocco del finanziamento alle nuove casse, non possiamo permetterci di perdere questo strumento di sostegno civile che permette alle famiglie di non scivolare nella miseria e tiene accesa la speranza che la situazione torni accettabile. Siamo in piazza sabato 26 giugno a Bari per questo, siamo in piazza per ribadire che nessuna motivazione può giustificare i licenziamenti in momento di crisi generale, che ogni ritardo burocratico, ogni dubbio, si ripercuote come una mannaia nella vita quotidiana di centinaia di famiglie di Taranto e provincia”.

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