Bollette, benzina e spesa svuotano i conti di 11 milioni di italiani
L’Italia è stretta in una morsa economica senza precedenti. Mentre i dati ISTAT 2025 fotografano 10,8 milioni di persone a rischio povertà, la crisi dello stretto di Hormuz fa esplodere i prezzi sul mercato energetico ad aprile 2026. Bollette, carburanti e alimenti diventano un lusso per milioni di famiglie italiane già in difficoltà.
Povertà energetica in crescita: i numeri che fanno paura
I dati ISTAT 2026 raccontano un’Italia che fatica a pagare la bolletta del gas e a illuminare casa. La povertà energetica colpisce il 9,1% delle famiglie nel 2024, in crescita rispetto al 7,7% del 2022 e al 9% del 2023. Un fenomeno strutturale che ISTAT definisce moltiplicatore di disagio.
Il dato più allarmante riguarda le Isole, dove la povertà energetica è esplosa dall’11,2% al 14,6%. Anche il Nord-Ovest, tradizionalmente più ricco, vede salire la quota dal 5,6% all’8% in due anni. Nessuna area geografica risulta immune.
Le categorie più colpite sono le famiglie monogenitoriali con minori (36,3% rischio povertà) e quelle con almeno un componente straniero (33,7%). Al Sud il rischio sale al 30,5%, nelle Isole al 35,4%, mentre il 47,7% degli italiani non è riuscito a risparmiare nulla nell’ultimo anno e per molti valutare un cambio fornitore luce e gas resta l’unica leva concreta.
Hormuz fa volare benzina e gasolio da riscaldamento
Ad aprile 2026 l’inflazione italiana risale al 2,7% su base annua, trainata dal caos energetico. Il gasolio da riscaldamento segna un impressionante +38,1%, mentre il diesel da autotrazione cresce del 23%. Anche il costo del kWh subisce pressioni, con gli energetici non regolamentati al +5,4%.
I prezzi alla pompa toccano livelli record: benzina a 1,943 euro al litro, gasolio a 1,977 euro al litro al 20 maggio 2026. Prima della crisi i valori si aggiravano sui 1,67 euro al litro. Un balzo che pesa su ogni rifornimento.
Dietro il rincaro c’è la chiusura dello stretto di Hormuz, snodo cruciale per i flussi globali di petrolio. La cascata si riflette sull’indice PUN e sui prezzi all’ingrosso, colpendo energia, logistica e beni alimentari. Anche gli alimentari non lavorati registrano un +2%, completando il quadro di un’inflazione che torna a mordere.
Quanto costa davvero la crisi alle famiglie italiane
L’impatto economico è devastante. Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, una famiglia media affronterà una stangata di 731 euro annui. Per una coppia con due figli la cifra sale tra 1.024 e 1.233 euro l’anno. Il Codacons stima un costo macroeconomico complessivo di 23 miliardi di euro l’anno.
Il quadro sociale è altrettanto preoccupante. Il 35,9% delle famiglie italiane considera pesanti le spese abitative, incluse le bollette di luce e gas, mentre il 22,4% fatica ad arrivare a fine mese. Il 5,2% della popolazione, oltre 2 milioni di persone, vive in condizioni di grave deprivazione materiale.
Si allarga anche l’insicurezza alimentare: nel 2025 il 9,3% degli italiani, pari a circa 5,4 milioni di persone, non può permettersi un pasto proteico adeguato. In questo scenario, confrontare le offerte luce e gas diventa una scelta concreta di tutela del bilancio familiare.
Teresa Monaco
Fonte: papernest.it