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BRIATORE AD OTRANTO LANCIA UN SASSO NELLO STAGNO DEL “TURISMO”

BRIATORE AD OTRANTO LANCIA UN SASSO NELLO STAGNO DEL “TURISMO”

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A distanza di qualche giorno dall’evento desideriamo fare alcune considerazioni.

La visita di Briatore ad Otranto, dove ha partecipato ad  un dibattito sul turismo nel Salento ha creato qualche sconcerto e insinuati molti dubbi.

Lo sconcerto sta nel fatto che Briatore ha detto a chiare lettere ciò che pensa dello stato attuale delle cose, e di come a suo avviso andrebbe affrontato il problema. Alla base c’è da fare scelte di vita importanti: scegliere il turismo d’elite  o quello di massa; il turismo che cementifica o quello che rispetta l’ambiente; il turismo del divertimento sfrenato e quello culturale? Briatore, e lo detto chiaro, è per il turismo d’elite: “I ricchi, quello che conosco io, spendono anche 25mila euro al giorno in un posto per i loro yacht, ma vogliono tutto e subito: non cercano prati o musei, se ne fregano della cultura… per quella vanno a Roma o a Firenze; chiedono alcuni servizi precisi come divertimenti per i figli, un albergo extralusso sul mare, posti dove stare bene”.

Non ha risparmiato critiche a chi ha operato scelte rivelatesi quantomeno non all’altezza e puntando la politica: “Abbiamo una macchina ad alta velocità ma siamo senza pilota”, “a guidare il turismo c’hanno messo sempre uno che doveva stare da qualche altra parte e s’è trovato lì”, e ancora “ma come fai a decidere di turismo se il turismo non l’hai mai visto?”. Briatore ha citato anche qualche numero aggiungendo che il turismo potrebbe essere la prima “azienda” in Italia ma che rappresenta solo al momento il 10% del Pil.

I politici presenti, l’assessore regionale Loredana Capone, il sindaco di Lecce Paolo Perrone e quello di Otranto, Luciano Cariddi, hanno provato a confrontarsi sui temi, con il solito “politichese”, le rispettive esperienze amministrative: Cariddi ripercorre la vicenda del porto turistico, tra difficoltà burocratiche e la convinzione che l’infrastruttura possa garantire un ritorno economico alla città e all’hinterland; l’assessore regionale Capone si sofferma sulle sfide che la Puglia si prepara ad affrontare nell’immediato futuro, replicando all’idea degli “alberghi sul mare”: “Non li autorizzeremo”.

In conclusione resta che il Salento, come Briatore ha detto, giustamente, è indietro di vent’anni rispetto agli altri territori che offrono turismo. Mancano infrastrutture: strade, porti, aeroporti; non c’è un piano programmatico di sviluppo e si opera all’insegna dell’iniziativa del singolo non coordinata da nessuno.

Così facendo il futuro non può essere roseo e si continuerà a non sfruttare, col rispetto dovuto ai luoghi ed alla gente del posto, uno dei territori più belli e maggiormente predisposto ad offrire ospitalità.

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