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BRILLANTE OPERAZIONE CONDOTTA DALLA FINANZA SGOMINA BANDA DEDITA AL TRASPORTO MIGRANTI

BRILLANTE OPERAZIONE CONDOTTA DALLA FINANZA SGOMINA BANDA DEDITA AL TRASPORTO MIGRANTI

I migranti per arrivare in Europa attraverso un primo approdo in Salento o in Calabria hanno pagato da 6 a 10/mila euro a persona.

Importante operazione anticrimine portata a termine dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Lecce e del Servizio Centrale investigativo Criminalità Organizzata di Roma, in collaborazione con la Polizia greca e albanese, il tutto sotto la direzione della Procura della Repubblica di Lecce, con il coordinamento di Eurojust, Europol, S.C.I.P. e della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.

L’operazione denominata “Astrolabio” ha permesso di sgominare un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di migranti aggravato dalla transnazionalità, concretizzatasi nella mattinata di oggi con un’ordinanza di custodia cautelare eseguita di 22 ordinanze in Italia, 25 in Albania, 30 episodi di illecito che hanno permesso di appurare l’arrivo sul territorio nazionale di 1.120 migranti irregolari, identificati 26 presunti scafisti, 8 dei quali arrestati in flagranza di reato, 3 in Italia e 5 in Albania e la  denuncia di 52 persone che allo stato attuale risultano coinvolte.

Le indagini, partite nel 2020, in pieno lockdown, hanno consentito di acquisire un grave quadro indiziario, in ordine all’esistenza di un’organizzazione criminale unitaria, operante in più territori, articolata in quattro cellule composte da cittadini stranieri, in prevalenza siriani, finalizzata a conseguire ingenti profitti derivanti dalla gestione dell’attività di trasferimento di migranti, provenienti da varie zone del mondo, attraverso i territori della Turchia, della Grecia e dell’Albania, verso le coste salentine e da queste verso altri paesi europei, come destinazione finale.

Nello specifico, uno dei due gruppi presenti in Italia, comandato da R.Q.A, cittadino iracheno domiciliano nel veneziano, provvedeva al trasferimento nel territorio italiano ed europeo di migranti irregolari, prevalentemente di etnia arabo-siriana. L’uomo disponeva di un’estesa rete di collaboratori, presenti in diverse nazioni d’Europa, tra le quali la Grecia e coordinava il trasferimento dalla Turchia in Italia e gli altri stati dell’Ue.

Il secondo, anch’esso presente in Italia, diretto da M.M, anche lui iracheno, ma residente a Bari, provvedeva al recupero dei presunti scafisti, nei pressi dei luoghi di approdo sulle coste, facendo sì che questi sfuggissero all’arresto e agevolando il loro rientro in Grecia e la prosecuzione del viaggio sino al rientro in Turchia. Lo stesso, insieme ad altri, consentiva che i presunti scafisti reiterassero la condotta e di continuare a operare senza soluzione di continuità. Infine, M.M, provvedeva a dare aiuto e supporto ai migranti giunti nel Salento, avviandoli verso le destinazioni finali.

Il terzo gruppo, presente in Albania e diretto da A.S cittadino siriano, si occupava delle persone giunte dalla Grecia nel “Paese della Aquile”, dove venivano imbarcati alla volta delle coste salentine.

Il quarto gruppo, infine, presente in Turchia, guidato da R.A.A.R., provvedeva al trasferimento dei migranti provenienti da paesi del Medioriente a bordo di natanti dirette nel Salento e in Calabria.

Le analisi dei flussi migratori intercettati nel corso delle indagini, ha consentito di risalire al tragitto dei migranti che, partiti dai territori di origine, raggiungevano la Turchia e da lì intraprendevano il viaggio verso i paesi dell’Unione Europea lungo due direttrici. La prima via mare, con partenza delle imbarcazioni dalla costa turca, dopo aver raggiunto i rispettivi paesi, dalla Grecia all’Albania. La seconda, lungo la cosiddetta “rotta balcanica”, attraverso i vari territori, con il supporto di una fitta rete di appartenenti all’organizzazione criminale.

La collaborazione tra autorità giudiziarie e di polizia italiane, albanesi e greche, ha consentito di fare in modo che potessero essere identificati membri del sodalizio transnazionale, che hanno dimora in Italia, Albania, Grecia e altre nazioni coinvolte nell’operazione e di acquisire numerosi elementi di prova in ordine ai vari episodi criminosi.

Gli spostamenti e i viaggi dei migranti sono stati costantemente monitorati dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Lecce – comandato dal Tenente Colonnello Giulio Leo, grazie al supporto delle attrezzature in dotazione al Reparto Operativo Aeronavale di Bari, in collaborazione dei velivoli di Frontex.

I migranti pagavano per il trasporto dai 6.000 ai 10mila euro, attraverso il sistema “Hawala” (detto metodo “Safari”), un vero e proprio sistema bancario abusivo di trasferimento di denaro, basato su una vasta rete di mediatori localizzati in varie zone in e fuori Europa.

AL momento sono ancora in corso perquisizioni in Italia e sul territorio ellenico, presso presunte agenzie finanziarie, dove risulterebbe depositato il denaro, relativo ai traffici illeciti.

 

 

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