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BRINDISI : CHUDONO ALCUNI UFFICI TERRITORIALI DELL’AQP

BRINDISI : CHUDONO ALCUNI UFFICI TERRITORIALI DELL’AQP

SEDE AQP BARI

Sta per entrare in vigore, dal primo gennaio 2017, il nuovo assetto organizzativo dell’Aqp, l’Acquedotto Pugliese. Le nuove disposizioni sono contenute nella “Carta del servizio idrico integrato”, documento emenato dall’azienda nel 2001, aggiornato a luglio scorso e sottoscritto, secondo le norme previste dalla legge, dalle associazioni dei consumatori.

Per i consumatori hanno firmato l’Acu, Associazione Consumatori Utenti; l’Adiconsum, Associazione Difesa Consumatori; l’Adoc – Puglia, Associazione per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori; l’Assoutenti; Cittadinanzattiva; Federconsumatori Puglia; Lega Consumatori; Movimento consumatori.

Il riassetto regionale prevede la chiusura di alcuni degli uffici commerciali sparsi per tutto il territorio pugliese: dei 30 attualmente esistenti, infatti, ne resteranno appena 13. In provincia di Brindisi, ad esempio, chiuderanno i battenti gli uffici di Francavilla Fontana e Ostuni, rimpiazzati dai cosiddetti uffici comunali online di San Pietro Vernotico e San Vito dei Normanni, sportello nel quale un impiegato del Comune “aiuta” l’utente a usufruire dei servizi online.

La nuova fisionomia territoriale dell’Aqp non piace a molti degli addetti ai lavori: il timore che la chiusura degli uffici territoriali possa peggiorare la qualità del servizio offerto all’utenza è forte tra gli impiegati che, a loro dire, per venire incontro ai clienti, si troveranno a fronteggiare una mole di problemi molto più imponente rispetto al passato. «La riduzione drastica del servizio ai cittadini – riflette un dipendente Aqp – non passa attraverso uno studio ponderato, magari discusso con gli enti locali e le parti sociali: semplicemente viene inserito “in appendice”, quasi come fosse cosa accessoria di semplice carattere esplicativo, nella “Carta del servizio idrico integrato”. Ci troviamo così nel paradosso che tutti, compresi gli stessi funzionari periferici dell’Aqp, vengono a conoscenza di un provvedimento di così ampia portata non già attraverso un confronto di pianificazione del servizio ma semplicemente leggendo un documento che nella sostanza dovrebbe regolare i comportamenti dell’azienda verso i cittadini e non certo veicolare decisioni che passano sulla loro testa».

L’accusa principale nei confronti dell’azienda, quindi, è quella di aver stravolto le cose con un colpo di mano. «Stupisce, in tal senso, il clamoroso assenso dato dalle associazioni dei consumatori che, per legge, devono sottoscrivere la Carta. Probabilmente, sono stati “incantati” dal nuovo orario di apertura al pubblico degli sportelli che, attualmente, è il seguente: dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13; martedì e giovedì dalle 15 alle 7. Con il nuovo orario, si allunga di mezzora l’apertura antimeridiana e si dispone l’apertura pomeridiana dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 17.30, passando così dalle attuali 24 ore settimanali alle prospettate 40».

L’aumento dell’orario di apertura non riguarda solo le associazioni dei consumatori ma anche i sindacati, tirati in ballo dalle riflessioni dell’impiegato. «Meraviglia il fatto che, allo stato, sembra non sia stato emesso alcun comunicato, neanche da parte delle Rsu. Sembra che l’azienda li stia tenendo buoni in previsione di una futura concertazione. Su che cosa è da vedere, dato che la Carta è già stata emanata. Sarà modificata? Allora perché, se c’era l’intenzione della concertazione, non è stato fatto prima? L’azienda ha intenzione di elargire solo qualche contentino per  ratificare con le parti sociali uno stato di fatto che passa sulla pelle dei cittadini?».

 

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