CALCIO LECCE È il momento giusto per restare uniti e rinsaldare le fila
Dopo quattro turni senza fare punti il Lecce si ritrova invischiato sino al collo nella zona retrocessione con diciassette punti alla pari con la Fiorentina che ha sbancato Bologna e mostra segni di ripresa rispetto alle scorse giornate.
Ovvio che ci sia ancora il tempo per riprendere il passo avuto sino alla giornata balorda contro il Parma una sconfitta che pesa molto ma che si deve tenere come esempio da non ripetere senza arrovellarsi in elucubrazioni solo dannose.
C’è stato uno scivolone ma ora bisogna guardare avanti ma farlo in fretta perché, come sempre, le disgrazie non restano mai isolate e sul gruppo giallorosso è arrivata la decisione del giovane Camarda di sottoporsi ad un intervento chirurgico alla spalla (per essere precisi nella zona del cercine glenoideo, detto anche labbro glenoideo che è una struttura fibrocartilaginea a forma di anello che circonda il bordo della glena (la cavità della scapola dove si articola l’omero), rendendola più profonda e stabile, funzionando come una guarnizione e un punto di attacco per legamenti e tendini, in particolare quello del bicipite, prevenendo instabilità e lussazioni della spalla).
Lecce e Milan, ora, ridiscuteranno sulla posizione contrattuale del calciatore ma questo non interessa i tifosi che invece sperano in un intervento immediato sul mercato così da portare a Lecce un o due calciatori che rigenerino la fase offensiva della squadra.
Nelle sue due ultime prestazioni, a mio modesto avviso, la squadra si è ben comportata, specie se si tiene conto della potenza tecnica degli avversari e della carica che li anima visto che sono impegnati, entrambi, nella conquista di grosso traguardi stagionali.
Il Lecce, da parte sua, ha svolto bene il compitino per metà, ovvero, all’interno propria metà campo, per diventare evanescente in quella avversaria; cosa però che si va ripetendo più volte nel corso delle giornate sin qui giocate.
Si sentono in giro lamentele perché l’attacco è particolarmente sterile attribuendone la colpa maggiore a quanto ottenuto sul campo da Stulic e Camarda. Il primo ha segnato due reti l’altro ne ha messa a segno una ed ha sbagliato un calcio di rigore; per onestà morale devo dire di non essere d’accordo con chi colpevolizza i due giallorossi perché ritengo più giusto addebitare le colpe all’impianto della fase d’attacco e non ad un singolo.
Se alla “punta” non vengono offerti palloni utili portandolo a giocare spesso, quasi sempre, spalle alla porta sarà molto difficili che l’incaricato del ruolo vada a segnare molto.
Se i cross in area di rigore sono poco precisi poi si aggiunge un’altra concausa all’effetto finale che porta il Lecce non solo a segnare poco ma addirittura a tira entro lo specchio della porta pochissime volte per ogni singola gara.
C’è anche chi parla di poca “fame”, “rabbia”, “grinta” ed anche con queste voci non sono d’accordo; il Lecce anche se in maniera continua ha sempre dimostrato di impegnarsi solo che quando i risultati non ti confortano è inevitabile perdere fiducia e coraggio così da sembrare poco impegnati.
Ora è il momento di ricompattarsi sperando che Corvino e Trinchera portino a Lecce quanto prima (subito) quello che serve per ritornare a vincere e quindi tornare a sperare di poter incrementare il record di presenze nel massimo campionato.
Ernesto Luciani