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“CAMBIAMO” DICE NO AL PROTOCOLLO D’INTESA TRA COMUNE E REGIONE SUI CONTENITORI CULTURALI. DICE SI ALL’ECONOMIA DELLA BELLEZZA

“CAMBIAMO” DICE NO AL PROTOCOLLO D’INTESA TRA COMUNE E REGIONE SUI CONTENITORI CULTURALI. DICE SI ALL’ECONOMIA DELLA BELLEZZA

Il Coordinamento Cittadino di Cambiamo, venuto a conoscenza della volontà della Giunta comunale di Lecce di siglare un Protocollo d’intesa con la Regione Puglia sui contenitori culturali della città, ha esaminato la questione sulla chat WhatsApp del Gruppo.

Cambiamo dice un no netto e deciso a questo Protocollo primo, perché è del tutto inopportuno prendere una decisione così importante in una fase drammatica come quella attuale, senza concertazione e partecipazione delle forze politiche di opposizione, delle realtà associative e dell’impresa culturale e dei cittadini. Secondo, perché è del tutto inutile e inopportuno concordare impegni con una Giunta Regionale scaduta che durerà ancora qualche mese solo per la proroga per l’emergenza coronavirus. E’ corretto è doveroso invece per la Giunta Salvemini consultare tutti ed eventualmente poi se del caso fare un Protocollo d’intesa con la nuova Giunta Regionale che sarà eletta di qui a poco.

Il Coordinatore Cittadino di Cambiamo, Wojtek Pankiewicz, ha affermato : “Con tutte le cautele sanitarie, si istituisca subito un tavolo. Noi di Cambiamo chiediamo di essere invitati a questo tavolo perchè abbiamo molte idee progettuali per uno sviluppo economico di Lecce all’insegna dell’Economia della Bellezza. Turismo, natura, mare arte e cultura devono essere il volano dello sviluppo economico della nostra città. Ne ho parlato di recente con una personalità come Vittorio Sgarbi, il quale si è detto entusiasta di queste nostre vision. Questo tavolo dovrebbe anche valutare se sarà il caso di fare un Protocollo d’Intesa con la nuova Giunta Regionale”.

La delegata cittadina di Cambiamo ai Beni Culturali, Elia Franchini,  ha dichiarato : “La mia contestazione alla decisione del sindaco di Lecce verte su tre principali aspetti. In primis una collaborazione, nel puro significato di confronto, è lecita qualora non celi incapacità. Sarebbe dovuta essere quotidiana, non necessitante di delibera e volta al potenziamento della Regione, non a colmare scelte organizzative inefficienti e scarsa offerta, addossando ad altri proprie responsabilità. In secondo luogo la competitività turistica riguarda due livelli: un primo che vede in Italia competere la Puglia con le altre regioni, un secondo che, all’interno della singola regione, vede competere le province. Lecce ha delle sue potenzialità da valorizzare per incentivare la sua singola crescita autonomamente, a prescindere da chi giustamente farà gli interessi di un’intera regione.In ultima analisi, ritengo questa decisione solo la punta d’iceberg di un lungo percorso amministrativo inconcludente dal punto di vista culturale, che ha gravato su imprenditori, artigiani, hobbisti, eccellenze leccesi ancora una volta non pensate e riconosciute”.

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