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CARLO SALVEMINI NUOVO SINDACO DI LECCE

CARLO SALVEMINI NUOVO SINDACO DI LECCE

CARLO SALVEMIN 28I

Per Carlo Salvemini il 30 giugno resterà indelebilmente segnato nella memoria come data sensibile dopo quella del 25 scorso. In quella data ha vinto clamorosamente, per il distacco inflitto all’avversario, la elezione a nuovo sindaco della Città di Lecce; oggi perché ne viene ufficialmente proclamato.

In attesa del discorso pubblico che pronuncerà alle 21 in Piazza Sant’Oronzo, Salvemini ha rivolto ai cittadini presenti alla cerimonia della proclamazione un saluto che è un annuncio di tipo di governabilità:  “Qui, non ci sarà spazio per divisioni, Palazzo Carafa sarà luogo di tutti”.

La cerimonia è stato un susseguirsi di formalità, e non poteva essere altro, sotto l’egida del Segretario Capo del Comune di Lecce ed alla presenza del magistrato Alcide Maritati.

Da oggi a Palazzo Carafa governa, dopo vent’anni, il centro sinistra, da oggi sulla prima poltrona del Consiglio Comunale di Lecce siederà un Salvemini, questa volta Carlo, figlio di Stefano, già primo cittadino della città del barocco.

Indossando la fascia tricolore, Salvemini seduto sulla sua poltrona di Sindaco ha pronunciato qualche concetto di come pensa e crede di di poter dare a questa Città un nuovo corso di vita. Un corso basato sui principi della trasparenza e del l’apertura verso tutti: “Credo sia importante che questa cerimonia di insediamento si sia tenuta nella sala consiliare del Palazzo di città, che è simbolicamente il cuore della comunità, il luogo della rappresentanza di tutti, nel quale ciascuno si sente parte di un destino. Attribuisco un significato profondo a questa responsabilità che mi è stata affidata: far sentire tutti cittadini di Lecce, oltre le differenze e le appartenenze, e far vivere questa istituzione dentro il palazzo e fuori”.

“Credo sia importante che questa cerimonia di insediamento si sia tenuta nella sala consiliare del Palazzo di città, che è simbolicamente il cuore della comunità, il luogo della rappresentanza di tutti, nel quale ciascuno si sente parte di un destino. Attribuisco un significato profondo a questa responsabilità che mi è stata affidata: far sentire tutti cittadini di Lecce, oltre le differenze e le appartenenze, e far vivere questa istituzione dentro il palazzo e fuori”.

“L’invito che vi rivolgo – ha proseguito – è a non disperdere l’entusiasmo che avete avuto in campagna elettorale e a trasferirlo nella vita di questo luogo, partecipando più assiduamente alle sedute del consiglio comunale. Perché questo sarà il luogo di tutti, senza divisioni. Dovete sentirvi dentro le nostre vicende politico-amministrative, oltre l’adrenalina e l’emozione del voto, perché il mestiere più importante è quello di cittadino e vorrei che insieme imparassimo a coltivarlo ogni giorno: vivete sempre questo legame emotivo con quanto accade nella nostra città”.

“Vorrei – ha concluso Salvemini – inoltre ribadirvi che qui dentro si entra senza spirito partigiano, senza animus da tifoseria, ma con la responsabilità profonda che ciascuno deve avvertire quando si entra nel Palazzo di città che è la casa di tutti”.

Un pensiero anche ai dipendenti del Comune: “Con loro – ha precisato – comincerò a colloquiare da lunedì. Lavoreremo con passione, entusiasmo, spirito di dedizione al compito che la città ci ha assegnato – ha aggiunto – ciascuno secondo i propri ruoli e competenze. Quindi vi saluto così come ho affrontato questa campagna elettorale, ovvero col sorriso”.

“Oggi le attenzioni sono su di me, ma è evidente – ha spiegato – che una città non la fa il sindaco, ma la fa il sindaco insieme a tutti voi. Dobbiamo scrivere un nuovo patto di cittadinanza, che è quello che definisce i diritti e i doveri di ciascuno per innalzare il benessere e la qualità della vita di tutti e di ciascuno, che è il compito che si assegna a chi ricopre questo ruolo. La politica è semplice, la politica amministrativa ancor di più: lavorare per far star meglio chi vive a Lecce. Insieme ce la faremo, grazie”.

Ernesto Luciani

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