HomeEventiClassiche Forme 2026 Xª edizione del festival fondato e diretto da Beatrice Rana nel suo Salento

Classiche Forme 2026 Xª edizione del festival fondato e diretto da Beatrice Rana nel suo Salento

Classiche Forme 2026 Xª edizione del festival fondato e diretto da Beatrice Rana nel suo Salento

I prossimi spettacoli in cartellone

Giovedì, 23 luglio, alle ore 21.00, ancora a Lecce, questa volta nella Chiesa San Francesco della Scarpa: Simone Rubino, tra i massimi virtuosi delle percussioni, presenta Oblivion soave, un viaggio sul tema dell’oblio come rifugio dal mondo. Si parte dalla ninna nanna sussurrata dalla nutrice Arnalta nell’Incoronazione di Poppea di Monteverdi, dove l’oblio offre riparo mentre fuori infuria l’intrigo di potere, in dialogo ideale con i versi di Mariangela Gualtieri sulla lentezza forzata del lockdown, e dal tormento d’amore di “Sì dolce ‘l tormento”, sempre di Monteverdi, costruito sulla reiterazione ipnotica della passacaglia. Segue l’aria “Vedrò con mio diletto” da Il Giustino di Vivaldi, dove l’imperatore Anastasio canta la lontananza dall’amata Arianna in una melodia fluttuante sospesa tra malinconia e speranza dell’incontro. La Suite per liuto in Mi minore di Bach, trasfigurata dal timbro caldo di marimba e vibrafono attraverso le antiche danze dell’Allemanda e della Sarabanda, apre uno spazio di raccoglimento e cura, mentre chiude il percorso l’Oblivion di Piazzolla, scritto per l’Enrico IV di Marco Bellocchio e reso celebre da Milva, dove la ritmica aggressiva del tango si scioglie in un distacco definitivo dal reale. Un programma che sorprende per la varietà di timbri e colori affidati a uno strumentario inconsueto per la musica da camera.

Venerdì e sabato, 24 e 25 luglio, il festival torna nel piccolo centro del sud Salento in cui ha preso avvio nel 2017, a Spongano, dove si sono svolte le prime due edizioni, per due concerti e una conversazione, tra il chiostro e il frantoio ipogeo di Palazzo Bacile di Castiglione.

Il 24 luglio alle ore 21 il Novo Quartet apre con il Quartetto op. 44 n. 1 di Mendelssohn, scritto nel marzo 1838 poco dopo il matrimonio del compositore con Cécile Jeanrenaud, pagina che il suo autore definì in una lettera all’amico Ferdinand David “più grintosa” delle precedenti: dall’attacco energico del Molto Allegro vivace a un antico Minuetto reso di nuovo vivo con passo flessuoso e privato, fino al saltarello conclusivo in festa domestica. Segue il Quintetto per clarinetto di Mozart, composto nell’autunno 1789 per il clarinettista Anton Stadler in un momento di isolamento e difficoltà economica: il clarinetto, integrato come una quinta voce della famiglia degli archi, si scioglie nel celebre Larghetto in un canto sussurrato a mezza voce, mentre nel finale una melodia quasi infantile passa di strumento in strumento, cambia colore, fino a una sfumatura malinconica affidata alla viola prima del sorriso conclusivo, luminoso e liberatorio. Protagonisti il Novo Quartet e Calogero Palermo (primo clarinetto della Tonhalle-Orchester Zürich), esempio sublime di dialogo tra strumento solista e tessuto cameristico.

Il 25 luglio, ancora a Spongano, il concerto Kammersymphonie mette a confronto due destini viennesi opposti, entrambi conclusi a Los Angeles: Erich Wolfgang Korngold e Arnold Schönberg, esuli in fuga dalla stessa Europa ma sempre rivolti in direzioni musicali contrarie. Il Trio in Re maggiore op. 1, scritto da un Korngold tredicenne ed eseguito con un successo che spinse Richard Strauss a paragonarlo a Mozart, è musica dell’autunno dorato della Vienna asburgica poco prima della Grande Guerra, con una scrittura per pianoforte e archi quasi orchestrale, melodie dilatate e armonie dense che anticipano la futura carriera hollywoodiana del compositore, premiato due volte con l’Oscar. Gli fa da contraltare la Kammersymphonie op. 9 di Schönberg, concepita tra il 1905 e il 1906 per quindici strumenti e qui restituita nella trascrizione per quintetto di Anton Webern, che ne mette a nudo lo scheletro contrappuntistico: un unico blocco di circa ventidue minuti che condensa la forma sinfonica tradizionale in quattro movimenti e ne dissolve i riferimenti tonali, punto di non ritorno del linguaggio musicale del Novecento. Due partiture che raccontano la stessa Mitteleuropa divisa tra fedeltà a un passato ideale e urgenza rivoluzionaria. Protagonisti il Trio Concept, affiancato da Arianna Picci al flauto e Calogero Palermo al clarinetto.

Precede il concerto la terza Conversazione del festival, con la giornalista e critica Carla Moreni. In questo contesto previsto anche un momento musicale con studenti dei Conservatori di musica pugliesi (interpreti Pierpaolo Martella, baritono, e Alessandro Sambati, pianoforte). Per le conversazioni ingresso gratuito con prenotazione su eventbrite.

Domenica, 26 luglio 2026 ore 21.00, gran finale nel Chiostro dell’Accademia di Belle Arti di Lecce, con una maratona che riunisce molti degli artisti dell’edizione insieme a Beatrice Rana, Massimo Spada e al Novo Quartet, in un percorso tra le elegie del Novecento, quando la musica scende in strada e ruba i ritmi alla quotidianità. Apre l’Adagio di Samuel Barber nella sua veste originale per quartetto op. 11, pagina dalla forza catartica diventata simbolo del lutto collettivo americano, dalle commemorazioni per Roosevelt e Kennedy fino all’11 settembre, e fissata dal cinema come icona del dolore. Segue il Quartetto n. 2 di Benjamin Britten, scritto nel 1945 per l’anniversario di Purcell ma attraversato, sotto la superficie, dall’ombra della visita ai campi di Bergen-Belsen compiuta insieme a Yehudi Menuhin, nel cinquantesimo anniversario della scomparsa del compositore. Il racconto si allarga poi alle radici ritrovate di Aaron Copland in Vitebsk, Study on a Jewish Theme, ispirato ai villaggi sospesi di Marc Chagall e scritto da un compositore figlio di immigrati ebrei lituani, prima di sfociare nell’energia latina di Astor Piazzolla e nella trascinante Suite da West Side Story di Leonard Bernstein, qui in una muscolare versione per due pianoforti e percussioni con Simone Rubino e Maxime Pidoux: la sintesi di un secolo capace di fondere l’alto e il basso, l’accademia e la strada.

INFO

Programma completo su www.classicheforme.com.

INFO / Mail. info@classicheforme.com / Tel. +39 327 4562684

luciani.2006@libero.it

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