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COBAS UNISALENTO SODDISFATTA DELLE POLITICHE PROSPETTATE DAI QUATTRO CANDIDATI RETTORE

COBAS UNISALENTO SODDISFATTA DELLE POLITICHE PROSPETTATE DAI QUATTRO CANDIDATI RETTORE

In corsa sono: Michele Campiti, Luigi De Bellis, Giuseppe Grassi e Fabio Pollice

Alla vigilia delle tornate elettorali che porteranno all’elezione del nuovo Rettore dell’Università del Salento, e dopo aver ascoltato le proposte dei quattro candidati, possiamo esprimere il nostro compiacimento per aver verificato che molte delle nostre istanze sono state recepite e fatte proprie dai candidati alla carica di Rettore.

L’obiettivo di far diventare realmente Lecce una “Città universitaria” e l’Ateneo un punto di riferimento per il territorio sembra non essere più un semplice slogan elettorale, ma un vero impegno politico.

Ci riconosciamo nel preannunciato impegno collettivo a contribuire in modo fattivo alla crescita e allo sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio, pienamente consapevoli del valore culturale dell’Istituzione cui noi tutti apparteniamo. Sviluppo che, così come si presenta in alcuni programmi elettorali, deve essere assolutamente “sostenibile”. Le misure proposte in tale direzione sono condivisibili, a cominciare dall’esigenza – come anche da noi richiesto – di aderire al piano ministeriale “Plastic free”. Spetta, infatti, all’Università il compito di tracciare un percorso di emancipazione da un modello di sviluppo pericoloso per il pianeta.

Con soddisfazione, inoltre, accogliamo la volontà espressa da tutti i candidati di abbandonare la strada della cementificazione, per privilegiare invece il recupero e la messa in sicurezza degli edifici universitari esistenti. Intervenire è una priorità, perché le condizioni di degrado in cui versano alcuni stabili rappresentano un rischio per i lavoratori e gli studenti dell’Ateneo salentino.

Emerge poi una forte condivisione della nostra battaglia contro il precariato in genere e quello della ricerca in particolare, fenomeno oramai inaccettabile su cui per oltre un anno abbiamo richiamato l’attenzione degli Organi di governo, della comunità accademica e della stampa. Tutti i candidati si sono espressi a favore della stabilizzazione totale dei precari del personale tecnico amministrativo, ma notevoli impegni sono stati assunti anche nei confronti dei ricercatori precari dell’Ateneo che corrono il rischio di essere estromessi dal sistema universitario dopo anni di attività a beneficio dell’Istituzione e del territorio.

Nondimeno è presente la volontà di assecondare le legittime aspettative di progressione di carriera più volte fatte valere dai ricercatori e docenti di ruolo, senza accettare però una inutile ed inopportuna guerra tra componenti che, tutte, concorrono in egual misura a fare crescere il nostro Ateneo.

È stata in gran parte recepita la nostra esigenza di non penalizzare quei settori di eccellenza della ricerca, determinanti per il futuro della nostra Università, che se valorizzati adeguatamente possono contribuire in modo significativo all’aumento della quota premiale di finanziamento ministeriale, a beneficio dell’intera comunità.

Tutti i candidati hanno condiviso la necessità di profondere ogni impegno nel tentativo di ridare dignità alle retribuzioni e al salario accessorio dei lavoratori, e di valorizzare le professionalità interne con forme di progressione di carriera.

Tutti hanno affermato la volontà di assecondare la nostra richiesta di un maggior coinvolgimento del personale T/A nelle scelte decisionali dell’Ateneo e di riequilibrio nei rapporti tra gli organici del personale docente e quelli del personale tecnico amministrativo, attualmente molto sbilanciati a favore dei primi. Incoraggianti promesse sono state fatte nella direzione di migliorare il benessere lavorativo, di eliminare discriminazioni e privilegi per favorire il merito e l’impegno, di incrementare la formazione professionale.

Significativa è l’attenzione registrata nei confronti dei lettori/CEL. Riconoscere il loro ruolo peculiare, come da sempre da noi auspicato, sembra un obiettivo largamente condiviso.

Così come condivisa è la convinzione che la figura del Direttore Generale possa essere individuata nell’ambito dei Dirigenti interni, anche in considerazione dei fallimenti cui sono andati incontro i tentativi di ricorrere a competenze esterne in un recente passato.

Timida appare invece l’apertura di alcuni candidati verso un maggior coinvolgimento, in termini numerici, del PTA nell’elezione del Rettore e verso la richiesta di maggiore rappresentanza negli Organi di governo d’Ateneo.

Ciò che a noi tuttavia sta più a cuore è che chiunque vada a ricoprire la carica di Rettore tenga fede alle promesse fatte e realizzi gli impegni assunti nell’interesse dell’intera comunità universitaria e del territorio. Noi come Organizzazione Sindacale di base saremo come sempre pronti a offrire tutta la nostra collaborazione ed il nostro bagaglio di esperienze e conoscenze.

In bocca al lupo ai candidati e buon voto a tutti.

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