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COL RECOVERY FUND PIOGGIA DI DENARO IN PUGLIA MA NON NEL SALENTO

COL RECOVERY FUND PIOGGIA DI DENARO IN PUGLIA MA NON NEL SALENTO

Sono molti gli interventi ma solo sulla direttrice Bari – Taranto

Non solo la riqualificazione del lungomare di Bari, che, stando alle parole del sindaco Antonio Decaro, conoscerà una metamorfosi epocale da area degradata a Parco costiero della cultura, del turismo dell’ambiente grazie ai 75 milioni di euro del Recovery fund (“Per noi quella frase è un sogno che si avvera. Finalmente ne abbiamo avuto la conferma. Siamo tra i grandi progetti strategici finanziati per rilanciare il destino del Paese”, ha commentato il primo cittadino). Nel Piano di ripresa e resilienza varato dal governo Draghi per ottenere da Bruxelles poco più di 190 miliardi di euro, cui si aggiungeranno altri 30 miliardi del fondo complementare nazionale per il finanziamento delle opere infrastrutturali oltre il limite stabilito dal programma continentale per la ripresa economica Next generation Eu, sono stati inseriti i progetti per il potenziamento dell’alta velocità ferroviaria e, come confermato nei giorni scorsi dal ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani, anche gli interventi di bonifica dagli agenti inquinanti nell’area dell’ex Ilva di Taranto. «Si estenderà l’alta velocità al Sud, con la conclusione della direttrice Napoli-Bari, l’avanzamento ulteriore della Palermo-Catania-Messina» e la costruzione delle opere relative ai «primi lotti funzionali» sulla «Salerno-Reggio Calabria e la Taranto-Potenza-Battipaglia», si legge nel testo approdato in Parlamento. Quanto, invece, alle linee regionali, nel Pnrr figurano gli adeguamenti «agli standard tecnici della rete nazionale, sia dal punto di vista infrastrutturale che tecnologico» della Bari-Bitritto e delle reti gestite da Ferrovie Sud-Est (Gruppo Fs) e Ferrovie apulo-lucane. E ancora, il raddoppio della Andria-Barletta.

Nello specifico, il completamento della Napoli-Bari consentirà di abbattere i tempi di percorrenza tra le due città da tre ore e trenta minuti a due; di incrementare la «capacità da 4 a 10 treni l’ora sulle sezioni a doppio binario» e di adeguare «le prestazioni per consentire il transito dei treni merci di lunghezza fino a 750 metri, senza limitazioni di peso assiale». Mentre sulla Taranto-Metaponto-Potenza-Battipaglia verranno realizzati alcuni tratti intermedi con una riduzione dei tempi di trenta minuti sulla Napoli-Taranto (via Battipaglia) e una crescita della capacità da 4 a 10 treni l’ora «sulle sezioni in fase di aggiornamento». La linea, inoltre, «sarà adattata per consentire il passaggio» delle merci. Previsti altresì collegamenti da e per il porto di Taranto e l’aeroporto di Brindisi. E via libera anche al restyling delle stazioni di Bari, Taranto, Lecce e Barletta, quest’ultima nell’ambito del circuito Easy&Smart.

Nel Recovery fund rientrano anche i piani strategici di sviluppo della Zona economica speciale “Ionica” tra Puglia e Basilicata e “Adriatica” tra Puglia e Molise. Mentre Coldiretti annuncia «lo stanziamento di 600 milioni per interventi di restauro e di riqualificazione dell’edilizia rurale e storica per i borghi italiani».

 

 

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