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IL COMUNE HA ACQUISITO IL PIANORO DI SERRA CICORA, LA NECROPOLI NEOLITICA

IL COMUNE HA ACQUISITO IL PIANORO DI SERRA CICORA, LA NECROPOLI NEOLITICA

La Regione Puglia ha finanziato con 120 mila euro l’acquisto dell’area, ricca di testimonianze

Il “pianoro di Serra Cicora” è ora di proprietà del Comune di Nardò. Con atto del notaio Stefania Monosi, infatti, l’ente ha acquistato la porzione del pianoro entro cui ricade il prezioso sito archeologico che conserva importanti tracce risalenti al Neolitico. L’acquisto dell’area è avvenuto grazie al finanziamento di 120 mila euro della Regione Puglia, accordato in virtù della legge regionale n. 67 del 2017 (modificata con la legge regionale n. 44 del 2018) che prevede che la Regione conceda contributi straordinari ai Comuni pugliesi per l’acquisizione di beni culturali e di beni di notevole interesse culturale e sociale, allo scopo di valorizzare il patrimonio culturale e il turismo. Il pianoro di Serra Cicora è stato dichiarato bene di interesse culturale dal Mibact (Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia), che lo ha sottoposto a vincolo nel 2013, e la relativa stima è stata redatta dall’Agenzia del Territorio (Ufficio provinciale di Lecce). Il Consiglio comunale, già lo scorso 10 giugno, aveva deliberato l’acquisizione al patrimonio comunale del pianoro. La stipula è avvenuta nei giorni scorsi alla presenza dell’assessore all’Ambiente Mino Natalizio, del dirigente dell’area funzionale n. 4 Nicola d’Alessandro e dei privati proprietari dell’area.

“Questo – commenta con soddisfazione l’assessore all’Ambiente, ai Parchi e ai Musei Mino Natalizio – è un traguardo straordinario per la città di Nardò, per la comunità neretina e per il Distretto della Preistoria, la cui dotazione oggi è certamente più ricca. Sono anni che aspettiamo questo giorno, da quando cioè abbiamo avuto la certezza dell’importanza delle testimonianze archeologiche. Abbiamo sfruttato l’opportunità di questi contributi straordinari della Regione Puglia per l’acquisizione al patrimonio pubblico di beni di interesse culturale, ottenendo risorse che sarebbe stato complicato reperire altrimenti. Compatibilmente con le esigenze di tutela, faremo uno sforzo in termini di valorizzazione e il territorio non potrà che essere ancora più attraente dal punto di vista culturale e turistico”.

Il sito, che domina un tratto di costa a poca distanza dalla baia di Uluzzo, in località Serra Cicora, rappresenta una parte essenziale del Distretto della Preistoria di Nardò che trova spazio anche nel percorso di visita del Museo della Preistoria di Nardò. Questa importante testimonianza del Neolitico è stata individuata grazie a una segnalazione fatta nel 1995 dal Gruppo Speleologico Neretino. Il sito è stato poi al centro di una campagna di scavi sotto la direzione della prof. Elettra Ingravallo (Università del Salento) tra il 1998 e il 2005. Un sito con caratteri cultuali e funerari riferibili a un periodo compreso tra VI e V millennio a.C. che evidenzia l’esistenza di pratiche cultuali complesse. Ad un antico rito di fondazione è stata attribuita la deposizione di una donna su cui poi fu intrapresa l’opera di edificazione di un muro difensivo. Una seconda fase di occupazione del pianoro è sicuramente attestata per il periodo compreso tra 4600 e 4300 a.C.. A questo lasso di tempo risalgono le testimonianze più numerose e significative rinvenute nel corso delle indagini archeologiche. Abbiamo infatti significative evidenze di un utilizzo dell’area a scopo cultuale-funerario da parte di una o più comunità insediate nelle vicinanze. La funzione di necropoli attribuita al sito è comunque ben dimostrata dalle numerose sepolture individuate, trentadue individui inumati in strutture di grande impatto visivo quali circoli funerari e tombe megalitiche.

Il pianoro di Serra Cicora è uno degli esempi meglio documentati di necropoli in Italia meridionale, grazie al buono stato di conservazione delle strutture, all’organizzazione dei luoghi destinati ai defunti, alla complessità dei rituali attestati, alla quantità di dati recuperati.

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