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CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO DEL SINDACO CARLO SALVEMINI

CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO DEL SINDACO CARLO SALVEMINI

Nel corso della conferenza stampa convocata dal sindaco Salvemini a chiusura dell’anno 2021 e quando si è a metà dell’intero percorso della legislatura condotta da Carlo Salvemini si è parlato di ciò che si è fatto ma soprattutto di ciò che sarà portato a termine entro il 2022.

Il sindaco di Lecce lascia intendere che nel nuovo anno si chiuderà, infatti, il discorso su più fronti ancora aperti, fronti che rappresentano diversi interrogativi che i leccesi si pongono. Carlo Salvemini ha risposto alle tante domande postegli ed in particolare sul dissesto economico del Comune

Un argomento scottante che ha tenuto in ansia proprio in quest’ultimo scorcio di anno; un tema sul quale il Sindaco si è detto fiducioso, anche grazie all’emendamento che fornisce agli enti locali in forte difficoltà l’opportunità di ricalibrare la manovra pluriennale di riequilibrio finanziario adottata prima della pandemia.

“Con la norma di sistema inserita nella legge di bilancio si ha possibilità di presentare domanda di rimodulazione del piano”, ha ricordato il primo cittadino. E, grazie all’aggiornamento derivante da nuovi fatti subentrati, “il Comune di Lecce, appena pubblicata in Gazzetta ufficiale la legge di bilancio, con l’inserimento degli emendamenti, presenterà la richiesta di rimodulazione; quando verrà fissata l’udienza per il ricorso depositato ieri davanti alle Sezioni riunite, la Corte valuterà se esprimersi o attendere la presentazione del nuovo piano che dovrà seguire l’iter consueto, cioè essere sottoposto alla valutazione della Sezione regionale della Corte dei conti. Noi – ha proseguito il primo cittadino – siamo convinti di aver portato il Comune di Lecce fuori dalla tempesta, pur muovendoci in un contesto complicato, ma posso dirvi che oggi, 30 dicembre 2021, abbiamo una cassa positiva presso la Tesoreria comunale di 30 milioni di euro, mentre al 30 dicembre del 2019 era di meno 30 milioni di euro”.

Sul fronte della mobilità, altro tema di rilievo Salvemini ha annunciato novità di rilievo.

Prima di tutto la SGM che sarà del tutto pubblica. “Un risultato del quale forse non si coglie fino in fondo il significato. Si è ormai in dirittura d’arrivo, visto che si attende solo di conoscere quanto il Comune dovrà corrispondere per la liquidazione. Ma cosa comporterà, tutto questo? Di sicuro, il riconoscimento di un milione in più di chilometri richiesti dalla Regione Puglia, che rappresenterà un’offerta ulteriore. Lo schema – ha continuato il sindaco – prevede il rafforzamento del collegamento periferia-centro, intensificando le frequenze e fornendo ulteriore alternativa all’uso del mezzo privato”.

Ovviamente, non è tutto. Vi saranno, per esempio, anche il potenziamento del sistema di videocamere agli accesi della Ztl, così come l’aggiornamento del piano della sosta, per citare alcuni altri passaggi toccati oggi. “Tutte tessero del composito mosaico che renderanno Lecce una città più sostenibile”. Sempre con il nuovo anno, dovrebbe finalmente aprirsi anche il parcheggio ex Enel, tema “che sta appassionando la cittadinanza. E c’è di più, perché quello che sta arrivando “sarà anche l’anno del progetto esecutivo dell’area dell’ex caserma Massa, funzionale anche ai fini della sosta con un parcheggio interrato di oltre 450 posti”. E sebbene non vi sia, per ora, una data precisa il sindaco ritiene un successo già “l’essere arrivati alla prossima attuazione del progetto esecutivo”.

Si proseguirà, inoltre, sul fronte degli interventi anche per il piano ciclabile, partendo da quelli già finanziati e proseguendo con quelli che saranno attuati con i prossimi fondi del ministero della Mobilità sostenibile. L’intenzione dell’amministrazione Salvemini, infatti, è di aumentare la sicurezza per coloro che si muovono su due ruote, in sintesi, di creare una rete tale che invogli sempre più, anche e soprattutto in un’ottica ambientale di abbattimento dell’inquinamento, a usare mezzi alternativi all’autovettura.

Per quanto riguarda un altro argomento di cui si dibatte da anni, il recupero dell’evasione della Tari, Salvemini ha spiegato di non avere, ad oras, il dato aggiornato. “Ma se discutiamo del fenomeno degli abbandoni questi non riguardano solamente l’evasione. Sappiamo esservi anche qualcos’altro che alimenta quest’odioso fenomeno, che non è solo leccese”. E non sono mancati gli esempi. “Ci sono cittadini che pagano la Tari ma sono poco inclini a fare la differenziata e ci sono fenomeni migratori, con cittadini non residenti a Lecce che portano qui i propri rifiuti. Adesso ci stiamo misurando con questa declinazione nuova, l’utilizzo dei cestini portarifiuti come bidoni della spazzatura domestica, problema che colpisce alcuni quartieri”.

“Noi – ha detto Salvemini – crediamo di aver ottenuto significativi risultati e l’amministrazione è comunque fortemente impegnata nel potenziamento del servizio di raccolta differenziata”. In ballo, peraltro, ci sono 800 milioni di euro messi a disposizione dei Comuni dal ministero della Transizione ecologica e Lecce sta definendo i progetti da presentare, volti a un miglioramento. “Ricordo che noi siamo fra i Comuni d’eccellenza – ha precisato Salvemini -, con la percentuale di raccolta differenziata che supera il 65 per cento. Ma possiamo fare di più”. E così, si punterà sempre più sull’implementazione delle isole ecologiche e dei mezzi. “E avvieremo le procedure con le nuove tecnologie per passare dalla Tari normalizzata alla cosiddetta Tari puntuale. Sostanzialmente, significa che il cittadino più differenzia, meno paga”.

C’è poi una serie di progetti che sarà più difficile rendere realtà, Salvemini ha portato come esempio quello della citato la Casa della musica. “Lecce si è dotata negli anni precedenti alla nostra amministrazione di progetti a firma di Alvaro Siza per la realizzazione della Casa della musica, molto prestigioso per il profilo di chi l’ha immaginato, molto ambizioso, ma anche molto complicato dal punto di vista della sostenibilità e della spesa di gestione”. Ragion per cui, “definiremo da qui al 2024 se ci saranno le condizioni. Il problema è capire come una Casa della musica così ambiziosa possa realisticamente essere vissuta e sostenuta in un comune del sud Italia con meno di 100mila abitanti e una provincia di 800mila. Mentre prosegue il progetto di recupero delle Cave di Marco Vito con una serie di servizi aggiuntivi”, in cui, lascia intendere chiaramente il sindaco, la Casa della musica è fra quelli non strategici “per il completamento funzionale del progetto”.

Fra i tanti passaggi citati oggi, anche uno che sta molto a cuore ai leccesi, per devozione e tradizione: quello della statua di Sant’Oronzo, di cui al momento la colonna che la sorregge è orfana. Ebbene, non dovrebbe mancare molto alla copia che sarà issata al suo posto. “La fase di rilievo per la realizzazione della copia si è praticamente completata – ha spiegato Salvemini -, sono venuti tecnici a fare i sopralluoghi a Palazzo di Città. Si dovrebbe chiudere nel 2022 anche questa storia. C’è stata qualche polemica – ha aggiunto – rispetto alla collocazione dell’originale in uno spazio conservato e preservato. Ma la monumentalizzazione dell’originale non è una scelta che può assumere un sindaco pro tempore: scaturisce da un’indicazione legata alla fragilità della statua che potrebbe affrontare un ulteriore processo di deterioramento”. Da qui, la necessità di “procedere alla realizzazione di una copia che sarà collocata sulla colonna”, secondo una linea seguita anche in altre città italiane.

è stato trattato anche un passaggio sullo spinoso tema delle concessioni demaniali, in cui proprio il Comune di Lecce è stato in prima fila. Per la messa a bando delle concessioni, si è in attesa che nel governo le forze politiche definiscano le scelte all’esito della sentenza del Consiglio di Stato, che ha bloccato il rinnovo pluriennale delle concessioni demaniali sino al 2033. Insomma, si è in una fase d’attesa.

In chiusura il sindaco Salvemini ha detto: “L’amministrazione non deve avere il passo del velocista, ma del fondista, l’operato va scandito secondo le scadenze previste. Abbiamo due anni e mezzo circa di governo davanti. C’è tempo per fare cose e vederle realizzate. Non lo dico per mettere le mani avanti, ma si parla poco dell’emergenza organizzativa, lavorare con tanti dipendenti in meno è un onere. Non si ha la velocità di un Frecciarossa, ma i tempi di una littorina”,

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