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“CONVERSAZIONI AL FEMMINILE: DAGLI SPAZI “DOMESTICI” DI MARIANNA ELMO, ALLA CITTÀ CHE FA SPAZIO ALLE DONNE

“CONVERSAZIONI AL FEMMINILE: DAGLI SPAZI “DOMESTICI” DI MARIANNA ELMO, ALLA CITTÀ CHE FA SPAZIO ALLE DONNE

Il prossimo 10 settembre, al Must, una conferenza dedicata alla Elmo e alle donne nell’arte

Cicirillo: “Un momento di approfondimento scientifico prima della chiusura della mostra”

Il 21 settembre è prevista la chiusura della mostra “Ricamata Pittura – Marianna Elmo”, che ha inaugurato a maggio gli spazi riallestiti del Must – Museo Storico della Città di Lecce. Per l’occasione, l’assessorato alla Cultura del Comune di Lecce e la direzione del Museo promuovono la conferenza “Conversazioni al femminile: dagli spazi “domestici” di Marianna Elmo, alla città che fa spazio alle donne”, che si terrà venerdì 10 settembre, alle ore 18, nella sala convegni dal primo piano del Must.

Dopo i saluti istituzionali del sindaco Carlo Salvemini e dell’assessora alla Cultura Fabiana Cicirillo, ci sarà l’introduzione della direttrice Claudia Branca.

Seguiranno gli interventi di Giacomo Lanzilotta, curatore scientifico mostra “Ricamata Pittura”, sul tema “Intorno a Marianna Elmo: una famiglia di ‘ricamatrici à fils collés’ nella Lecce tra Sei e Settecento”, di Annastella Carrino, docente di storia moderna presso il Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di studi di Bari “Aldo Moro”, che approfondirà“Il genere tra saperi esperti e dibattito pubblico”, e di Giovanna Bino, già Direttore MiC (Ministero della Cultura), che si soffermerà sulla “Donna, il volto invisibile della Storia”.

A conclusione, alcune letture a cura di Roberta Quarta e Simonetta Rotundo, Astragali Teatro.

«A conclusione della mostra dedicata alla Elmo, un’artista molto celebre al suo tempo ma poco conosciuta ai giorni nostri, abbiamo voluto – dichiara l’assessora Cicirillo – organizzare un momento di approfondimento scientifico sulla sua figura e, più in generale, sul ruolo delle donne nell’arte, presenti in passato ma tenute spesso ai margini, con poche eccezioni. Abbiamo scelto di riaprire il Must a maggio con questa mostra proprio perchè volevamo che la città per prima si riappropriasse di un’artista di cui non sapeva nulla e che, invece, meritava la giusta attenzione e considerazione per la particolarità delle sue creazioni. Operazioni come questa, tese a valorizzare personalità del passato e del presente del nostro territorio, sono alla base del progetto identitario del Must, e ne seguiranno altre anche nei prossimi mesi».

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