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CORONAVIRUS E LE PROSSIME TASSE DA PAGARE

CORONAVIRUS E LE PROSSIME TASSE DA PAGARE

Il PD lancia una patrimoniale denominandola “Covid tax”

Da qualche giorno sui maggiori quotidiani nazionali e in molti dibattiti televisivi con sfondo politico circola un argomento nuovo, quello di una tassa da applicare per recuperare somme da destinare alla rinascita (l’ennesima) del nostro Paese dopo la pandemia del coronavirus. Il Governo sta lavorando per ottenere dall’UE finanziamenti che però vadano considerati non nel calderone della gestione finanziaria ordinaria, ma, piuttosto, come destinati ad un evento speciale da gestire a parte. Qui, però, si vuole illustrare l’argomento della eventuale “Covid tax” che altro non è che una patrimoniale mascherata da contributo di solidarietà.

Si tratta di una proposta a firma PD, della quale Fabio Melilli – capogruppo del partito in Commissione Bilancio – ha parlato nel corso in una trasmissione radiofonica.

La proposta è stata lanciata da Melilli e dal capogruppo alla Camera Graziano Delrio e consiste nel tassare i cittadini con redditi più elevati identificati in quanti abbiano emolumenti da 80mila euro in sù.

Melillo parla di una tassa progressiva che pagheranno coloro che guadagnano da 80 mila a 10 – 20 milioni euro l’anno, sulla “parte eccedente della fascia”. Un individuo che guadagna 85 mila euro sconterebbe dunque il gettito fiscale soltanto sui 5 mila euro. Per questo motivo, a parere di Melilli, la misura potrebbe non essere considerata “anticostituzionale”: “Chi guadagna 90 mila euro paga 100 euro all’anno per due anni, mentre chi percepisce più di un milione di euro paga qualche decina di migliaia di euro e li offre alla povertà”.

“Non verranno considerati a tal fine gli stipendi del 2019 – specifica il Capogruppo del Pd, offrendo ulteriori chiarimenti – perché c’è qualcuno che nel 2020, ovviamente non ha lo stesso reddito, per via della crisi. Per questo qui si parla solo dei redditi dell’anno corrente”. Melilli pensa che questa misura sia equa e per questo dice: “Con orgoglio dobbiamo coltivare tale ipotesi”.

Tra qualche giorno, a dire di Melilli, forse si potrà parlare di qualcosa di più concreto. Il Capogruppo del PD elogia così la proposta del suo partito: “Io sono molto fiero di questa cosa e la difendo perché è stata ragionata e credo sia fatta molto bene. Dopodiché siamo una maggioranza di Governo: non governiamo da soli”.

Il segretario del partito, Nicola Zingaretti, con il quale il Capogruppo ha elaborato la proposta, ha lasciato al gruppo parlamentare della Camera del Pd la formulazione del tutto, “ma come tutte le cose in politica, ognuno si assume le proprie responsabilità”.

Alla proposta del contributo di solidarietà la maggior parte degli altri partiti non ha reagito nel migliore dei modi, i Cinque Stelle si sono ad esempio opposti fermamente: “Non esiste: questo è il momento di dare, non di mettere le mani nelle tasche degli italiani”.

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