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CORSI DI LAUREA IN MODALITÀ ASINCRONA

CORSI DI LAUREA IN MODALITÀ ASINCRONA

DAL PROSSIMO ANNO ACCADEMICO 2022/2023 AVVIO DELLA SPERIMENTAZIONE A UNISALENTO
Dal prossimo Anno Accademico 2022/2023 l’Università del Salento avvierà una sperimentazione che consentirà agli studenti-lavoratori di frequentare diversi corsi di laurea in modalità asincrona, cioè scegliendo giorni e orari in cui seguire le lezioni opportunamente registrate. L’opportunità, per la quale è previsto il versamento di una somma di 400 euro annui, riguarderà i corsi di laurea triennale in Servizio sociale, Lettere, Filosofia, Scienze politiche e delle relazioni internazionali, Sviluppo sostenibile e cambiamenti climatici, Scienze della comunicazione e Scienze e tecniche psicologiche e i corsi di laurea magistrale in Scienze ambientali, Comunicazione pubblica economica e istituzionale, Psicologia dell’intervento nei contesti relazionali e sociali, Progettazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali, Studi geopolitici e internazionali, Lettere classiche, Lettere moderne e Scienze filosofiche. L’elenco dei corsi verrà ampliato ulteriormente.

Resta possibile l’iscrizione come “studenti-lavoratori” non frequentanti, senza il versamento di alcuna somma aggiuntiva.

“Sino a oggi gli studenti-lavoratori che volevano avere la possibilità si seguire i corsi in modalità asincrona, potendo così conciliare studio e lavoro, dovevano necessariamente scegliere le università telematiche, con un notevole dispendio economico”, spiega il Rettore Fabio Pollice, “Con l’avvio di questa sperimentazione, con una piccola somma si potrà scegliere il nostro Ateneo. Le somme aggiuntive versate dagli studenti-lavoratori saranno impiegate in larga misura per migliorare la didattica dei corsi di laurea oggetto di sperimentazione. La sperimentazione non poteva essere avviata a titolo gratuito, innanzitutto perché si tratta di un servizio aggiuntivo che ha dei costi di gestione e di implementazione, e inoltre perché è importante valutare, sulla base delle iscrizioni, l’attrattività di questa offerta rispetto ai percorsi formativi attivati dalle università telematiche private. Utilizzare i fondi degli studenti per coprire i costi di questa sperimentazione avrebbe non solo vanificato questo obiettivo, ma sarebbe stato fortemente sperequativo: avrebbe infatti sottratto risorse a tutta la componente studentesca a beneficio di una sola categoria di studenti che dispone peraltro di un reddito proprio, a differenza delle altre che sono a carico delle rispettive famiglie. Siamo certi che molti studenti che lavorano nella nostra regione e nel resto del Paese, nel settore pubblico come nel settore privato, apprezzeranno questa opportunità”, conclude il Rettore, “e sceglieranno per i loro studi universitari il nostro Ateneo, contribuendo così anche al suo sviluppo”.

 

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