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CRISI DI GOVERNO: CONTE ASSUME AD INTERIM IL DICASTERO DELLE DUE EX MINISTRE RENZIANE

CRISI DI GOVERNO: CONTE ASSUME AD INTERIM IL DICASTERO DELLE DUE EX MINISTRE RENZIANE

Lo strappo procurato nell’assetto di maggioranza di Governo da parte di Italia Viva, con il ritiro delle ministre Bellanova e Bonetti, ha aperto una falla che porta dritti dritti ad una crisi di governo quanto mai inopportuna in un momento come quello che la nostra Nazione sta vivendo per colpa della pandemia ma non solo.

Dopo un primo incontro ieri, di nuovo oggi, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dovrebbe portarsi in visita dal Capo dello Stato per aggiornarlo sulla situazione politica, dopo il passo indietro fatto dalla delegazione di Italia Viva, fonti di governo assicurano che lo scopo della visita, però, non è quello di presentare le dimissioni. Il quadro è infatti cambiato rispetto all’incontro di ieri: quando Conte ha visto il Capo dello Stato le intenzioni del partito renziano non erano ancora note, né al colle né tantomeno a Conte.

Intanto, il premier ha assunto l’interim del ministero dell’agricoltura: il presidente della repubblica, infatti, ha firmato il decreto con il quale vengono accettate le dimissioni rassegnate dalla senatrice Bellanova dalla carica di ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, dalla prof. Elena Bonetti dalla carica di ministro senza portafoglio e dell’on. Ivan Scalfarotto.

Conte continua a ripetere a diversi ‘big’ della maggioranza di avere i numeri e di non volersi sottrarre a una verifica. La strada ipotizzata al momento sarebbe quella di un passaggio in Parlamento per chiedere la fiducia senza presentare le dimissioni, potendo poi contare sull’apporto di un gruppo di responsabili.

Nel frattempo, il centrodestra chiede la sospensione dei lavori sia al Senato che alla Camera perché il premier Conte vada in aula a riferire. Una richiesta “corretta” e “legittima” a cui hanno aderito anche i capigruppo di Pd, Leu e M5s. Per questo motivo sia la presidente Elisabetta Casellati sia il presidente Roberto Fico hanno convocato le rispettive conferenze dei capigruppo, mentre Pd e M5s riuniscono i loro vertici.

Conte dovrà comunque mettere sul tavolo già nelle prossime ore una decisione su come affrontare la crisi, cioè se dimettersi per aprire il tentativo di un nuovo governo o andare in Parlamento a verificare la sua maggioranza. Ieri, durante l’incontro al Quirinale, il presidente Mattarella lo ha invitato a una soluzione in tempi brevi.

La richiesta di un nuovo scostamento di bilancio e poi il varo del decreto Ristori sono i due passaggi che potrebbero precedere l’informativa in Aula del premier

Il Partito democratico, da parte sua, paventa la possibilità di andare al voto a giugno. “I cosiddetti responsabili non ci sono, la maggioranza dopo lo strappo con Renzi non esiste più, quindi è reale il rischio di elezioni a giugno”, è l’analisi di fonti dem che allontanano l’ipotesi di sostegni alla maggioranza che, spiegano, al momento non ci sono. Ma anche ricucire con Italia Viva sembra una chimera, visti i veti di Conte e M5s. Il segretario dei PD, Nicola Zingaretti spiega: “Per noi è impensabile qualsiasi collaborazione di governo con la destra italiana, sovranista e nazionalista. Le immagini di Washington ci dicono quanto pericolosa sia quella deriva. Ha vinto Biden. L’Europa sta marciando su una linea di unità e di attivo intervento positivo. Noi non ci possiamo permettere di governare con chi si è identificato con Trump e ha costantemente manifestato un sentimento anti europeo”.  “Sbagliato dopo vittoria Biden favorire scenari che ridanno fiato come è accaduto con la scelta di Renzi, agli alleati di Trump”.

 

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