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“CULTURA”, PRIMA DI APRIRE AL FUTURO SI DEVE RENDICONTARE IL PASSATO

“CULTURA”, PRIMA DI APRIRE AL FUTURO SI DEVE RENDICONTARE IL PASSATO

FRANCESCO VENTOLA

VENTOLA (COR): E’ chiaro che si volta pagina rispetto a vendola, ma vogliamo rendicontare prima quei 10 anni e poi procedere a nuovi piani?

Così commenta il consigliere regionale dei Conservatori e Riformisti, Francesco Ventola, l’audizione in Commissione dell’assessore e del dirigente alla Cultura della Regione Puglia, Capone e Patruno

E’ chiaro che nell’era Emiliano sta soffiando un vento diverso sulla Cultura pugliese.

Nell’audizione oggi dell’assessore al ramo, Capone, insieme al direttore del settore, Patruno, in Commissione è apparso piuttosto chiaro che nella Cultura pugliese è in atto uno stravolgimento, in chiave più imprenditoriale e territoriale, forse perché a capo dell’assessorato vi è colei che è a capo anche dello Sviluppo economico. L’approcci, quindi,  è totalmente diverso da quello vendoliano.

Ma da lì si deve partire e dai risultati prodotti nei 10 anni di governo Vendola che aveva proprio nella Cultura uno dei suoi cavalli di battaglia. Proprio per questo sono state anche  tante le risorse impiegate. Vogliamo capire come e quali risultati hanno prodotto prima di pianificare altro? Prima di studiare nuove strategie? Possiamo rendicontare quello che è avvenuto in modo da potenziare ciò che c’è stato di positivo ed eliminare ciò che non ha funzionato?

Per questo ho chiesto alla Capone e a Patruno di attivarsi velocemente in quest’analisi del passato proiettata sul futuro, non solo visto l’impegno e la passione profusa dalla nuova coppia della Cultura della Regione Puglia ho invitato loro a impegnarsi nei loro giri pugliesi, atti a promuovere le iniziative dell’assessorato, anche nella promozione del NO al Referendum del 4 dicembre prossimo, tenuto conto che semmai dovesse vincere il SI la Cultura non sarà più materia di competenza regionale e così Piani e Strategie culturali avrebbero un’unica regia quella centralistica di Roma.

Quindi per coerenza l’assessore regionale alla Cultura dovrebbe votare No. E non è detto che non sia così.

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