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DEA LECCE – INEFFICIENZA BUROCRATICA? CERTAMENTE SCELTA SBAGLIATA

DEA LECCE – INEFFICIENZA BUROCRATICA? CERTAMENTE SCELTA SBAGLIATA

Il coronavirus sta producendo tanti danni e a Lecce sta evidenziando come la burocrazia italiana è spesso inutile e addirittura dannosa.

Mi riferisco a quanto sta accadendo al nuovo  DEA (DIPARTIMENTO per l’ EMERGENZA e ACCETTAZIONE) di Lecce, che non è un semplice ampliamento dell’ospedale “Vito Fazzi” ma è un’ opera  all ‘avanguardia di cui si è dotato, in anticipo su tutto il Sud Italia, il nosocomio leccese.

Era tutto pronto per aprire il polo delle emergenze a Lecce, ma appellandosi alla Costituzione, addirittura, il Governatore di Puglia, ordinando lo smantellamento del serbatoio per l’ossigeno, ha bloccato l’entrata in funzione del DEA.

Il Dipartimento, in effetti,  con il propagarsi del coronavirus, sarebbe quanto mai opportuno in quanto dispone di 40 posti predisposti proprio per le terapie intensive, a fronte  dei 15 del Fazzi e  di tutte le più aggiornate tecnologie per salvare vite umane. Un Centro d’eccellenza per la terapia intensiva e il covid 19.

Il DEA, per la cui realizzazione sono stati spesi 75 milioni e 400 mila euro di soldi pubblici, collaudato il 18 dicembre 2019, è stato preso in carico dalla Asl di Lecce tre giorni dopo, il 21 dicembre. Tra l’altro c’era già stata la cerimonia del taglio del nastro con i politici, Emiliano in testa che avevano fatto le foto di rito per poter sbandierare il fatto alle ormai prossime (?) elezioni regionali.

Invece è svanito tutto nel nulla e perché? Per un cavillo burocratico. Michele Emiliano, Governatore della Regione Puglia ed Assessore alla Sanità, il 6 marzo scorso, ha emanato l’ordinanza n.174 con cui, in nome dell’articolo 32 della Costituzione (che viene riportato all’inizio dell’ordinanza) e su richiesta del direttore generale della Asl di Lecce Rodolfo Rollo (nota prot. n. 0033212 del 4 marzo 2020), intima alla società Rvoira, la rimozione  del serbatoio   per lo stoccaggio dei gas medicali (cioè l’ossigeno in forma liquida), alla ditta Rivoira che l’aveva installato

Il colmo è che il cavillo è rappresentato dal fatto che il serbatoio per lo stoccaggio dell’ossigeno liquido è stato impiantato dalla società Rivoira per consentire il collaudo degli impianti di fornitura di ossigeno per tutto il Dea, appartiene alla ditta che ha realizzato l’impianto e non a quella che fornisce l’ossigeno per l’intero ospedale Vito Fazzi e per l’ospedale oncologico all’interno dello stesso complesso cioè la “Air liquid” di MIlano.

La richiesta di rimozione è quanto meno inopportuna  per più motivi:

-il DEA , infatti, è già in efficienza e può aprire immediatamente con grande sollievo per i salentini visto che il covid 19 è arrivato anche da noi (ci sono anche 4 vittime).

-Il serbatoio di stoccaggio è collaudato ed è a norma.

-La Rivoira è disponibile a fornire ossigeno alla metà del prezzo di Air Liquid: € 0,60 al metro cubo costa l’ossigeno della Rivoira contro € 1,05 al metro cubo della Air liquid.

-La “Air liquid”, ad oggi, non ha alcun appalto sulla fornitura di ossigeno per il Dipartimento di emergenza e assistenza, che è un vero e proprio ospedale ex novo e certo non può essere considerato un semplice padiglione del Fazzi a cui “estendere” la fornitura.

Ed, infine, il contratto quinquennale della Air liquid, che ha vinto l’appalto per la fornitura di ossigeno del Fazzi e del polo oncologico, è scaduto il 31 dicembre 2019.

La società milanese, continua a garantire la fornitura di ossigeno al “Fazzi” e al polo oncologico perché, se non lo facesse, potrebbe essere accusata di interruzione di pubblico servizio. Ma non ha un contratto in essere e non ha neanche una proroga del vecchio contratto, ormai scaduto..

Ed ecco che affiora un grave dubbio sull’operato della Regione Puglia: perché rifiutare in questo drammatico periodo un servizio con minor costo e già pronto per esser operativo?

Per concludere ad essere penalizzato, ancora una volta, sarà l’intero Salento che dovrà aspettare che venga installato un nuovo serbatoio per poter usufruire di un’eccellenza relativa alla sanità pubblica. Senza considerare che la scelta operata comporterà un esborso di diverse migliaia di euro oltre al fatto che la materia prima, ovvero, l’ossigeno sarà fornito ad un costo maggiore rispetto a quello offerto dalla Rivoira che, è bene saperlo, è già presente nel Salento per lo stesso servizio nell’ospedale di Casarano.

Ernesto Luciani

 

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