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PRIMA DELLA “ZONA ROSSA” I SALENTINI ANTICIPANO LA PASQUETTA. 

PRIMA DELLA “ZONA ROSSA” I SALENTINI ANTICIPANO LA PASQUETTA. 

 Segnalate lunghe code di auto, scampagnate e spiagge affollate nel Salento.

Domani scatterà la zona rossa con regole simili a quelle del primo lockdown.

Premesso che per oggi la Puglia è ancora “zona gialla” per cui non ci sono particolari restrizioni, è giusto pure dire che per godersi questo ultimo giorno di quasi normalità comportamentale la gente, anche qui da noi, forse sta esagerando. Emiliano ha proibito gli stazionamenti  ma da soli e in famiglia tutto è consentito, solo che la matematica non è una opinione: uno più uno più uno e poi ancora, alla fine fanno centinaia e poi migliaia di persone per cui i cosiddetti assembramenti tanto “combattuti” si sono creati comunque, in tutto il nostro Salento.

A San Cataldo, come a Gallipoli, Otranto, Porto Cesareo, Santa Caterina di Nardò tanta gente sull’arenile a salutare il mare, ma non mancano gli spostamenti in campagna, così come, ieri, c’è stato un ricorso all’ultimo appuntamento dal parrucchiere o dal barbiere o al supermercato prima delle saracinesche abbassate. Tutto questo prima di chiudersi in casa per il nuovo lockdown.

Chi non ha creduto opportuno fare come altri ed è restato a casa come sempre, poi, reagisce in maniera contrastante.  Da un lato, il virus sembra non fare più paura, ed i numeri dei contagi e dei ricoveri in ospedale non spaventano come prima; dall’altro, c’è chi ancora teme per la propria salute e dei propri cari.

Domani scatterà la zona rossa con regole simili a quelle del primo lockdown, si potrà uscire sono per tre motivi – salute, lavoro e necessità – e giustificando lo spostamento sull’autocertificazione che, durante la prima ondata, è stata indispensabile.

Ancora una volta Carlo Salvemini ha affidato al suo profilo Facebook il proprio disappunto. Gli inviti a restare a casa, a comportarsi come se le restrizioni fossero già valide sono tutti caduti nel vuoto. «Ci si chiede come mai sia necessario adottare provvedimenti restrittivi, chiusure temporanee di attività commerciali, inibire spostamenti tra Comuni. È perché gli appelli rivolti dalle istituzioni in momenti come quello che stiamo vivendo – provate a chiedere a chi lavora presso il nostro Dea per avere conferma di quanto sia drammatica la situazione negli ospedali – non bastano»

Da domani, infine, tornano in vigore autodichiarazioni, code per la spesa nei supermercati, controlli (…e multe) e poi la famosissima dad che terrà bambini e ragazzi inchiodati al pc per seguire più o meno attentamente le lezioni a distanza.

Il premier Draghi ha promesso che sarà l’ultimo sacrificio chiesto ai cittadini. Sarà vero? Speriamo. Certo l’atteggiamento tenuto ieri ed oggi si muove sulla linea di confine sottile tra l’irresponsabilità e la voglia di tornare a vivere.

Un suggerimento per gli uni e gli altri: recatevi presso uno degli ospedali e trascorreteci solo qualche ora, resterete colpiti dall’improbo lavoro svolto da tutto il personale, medici, infermieri, Oss e dalla sofferenza di chi è stato colpito da questo virus, forse più forte del previsto.

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