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DICHIARAZIONE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE SU VICENDA INTITOLAZIONE RAMELLI

DICHIARAZIONE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE SU VICENDA INTITOLAZIONE RAMELLI

Il 28 maggio scorso il Consiglio comunale di Lecce ha votato una mozione per l’intitolazione di una strada o di una piazza cittadina “a Sergio Ramelli e a tutte le vittime dell’odio politico”. Il voto, che ha visto un solo astenuto, è giunto all’esito di una discussione innescata da una mozione presentata da un consigliere di Fratelli d’Italia per l’intitolazione di una piazza “a Sergio Ramelli”, successivamente modificata a seguito della discussione in aula, che è possibile recuperare accedendo a questo link (la mozione viene discussa alla quarta ora di Consiglio): https://bit.ly/3uBmBVX

Dopo il voto favorevole alla mozione, la commissione Toponomastica del Comune di Lecce procederà ad individuare la via o la piazza a cui assegnare l’intitolazione.

In replica al comunicato stampa diffuso dall’Università del Salento a nome dei consigli didattici dei “Corsi di Laurea di area politologica”, interviene il Presidente del Consiglio comunale di Lecce Carlo Mignone.

 

La mozione, votata dal Consiglio comunale dopo una lunga, civile e fruttuosa discussione, ha assunto il valore di una presa di posizione contro l’odio politico, del quale l’uccisione del giovane Sergio Ramelli rappresenta un caso emblematico. Tanto quanto quella dei numerosi militanti, servitori dello Stato, giornalisti, sindacalisti e innocenti cittadini che persero la vita per mano criminale nel corso degli anni di piombo. Una discussione libera, che ha coinvolto forze politiche di orientamento eterogeneo, alla quale attribuisco assoluto valore e per la quale chiedo rispetto.

Chiunque voglia attribuire alla deliberazione un significato di presunta “pacificazione” o “riconciliazione” politica, incorre in errore. C’è un giudizio netto: no all’odio politico, che, spogliando le persone della propria umanità e caricandone la semplice esistenza di valori simbolici sovrastrutturali, ha prodotto centinaia di vittime innocenti nel nostro Paese.

Sarà la Commissione toponomastica a decidere, dopo accurata istruttoria, il luogo e le motivazioni dell’intitolazione su cui il Consiglio si è espresso. Da convinto sostenitore dei valori democratici e antifascisti su cui si fonda la nostra Costituzione, mi preme rassicurare i cittadini sul fatto che il Consiglio comunale è e sarà vigile e pronto nel contrasto ad ogni manifestazione di estremismo politico violento e adunate neofasciste in città. Le istituzioni sono presidio di democrazia”.

 

 

 

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