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DONNE DI IERI E DI OGGI a cura di Silvana Delle Rose: FRANCESCA SCANAGATTA

DONNE DI IERI E DI OGGI a cura di Silvana Delle Rose: FRANCESCA SCANAGATTA

FRANCESCA SCANAGATTA  – La prima donna italiana  in divisa

Spesso le donne, pur di combattere, non hanno esitato a cambiare identità e lo hanno fatto in quasi tutte le epoche ed in tutti i continenti. Approfittando del disordine che regnava negli eserciti e degli scarsi controlli medici,  si nascondevano dietro una divisa ed un nome maschile ed andavano in guerra.

In Italia il servizio militare femminile effettivo, su base volontaria, è stato introdotto nel 2000. Prima di questa data la nostra nazione era l’unica, in seno alla NATO, a non aver dato alle donne la possibilità di arruolarsi.  0ggi il servizio di personale femminile nelle forze armate e di polizia si avvia ad essere una normale prassi. Secondo i dati più aggiornati, il personale militare femminile in servizio nelle quattro Forze Armate Nazionali è così rappresentato: 5.991 (6,30%) nell’Esercito; 1.246 (3,10%) nell’Aeronautica; 2.041 (5,20%) nella Marina (compresa la Guardia costiera); 2.569 (2,47%) nell’Arma dei Carabinieri. Questi dati risalgono al 2016 e sono contenuti in un articolo di Airpress.

Raccontiamo qui le vicende della  prima donna ufficiale di carriera dell‘esercito italiano, quando il Lombardo-Veneto apparteneva all’ Impero Austriaco: una vita «certamente nuova nel suo genere, nuovo forse essendo il caso che una giovane pervenga per tanti anni a mentire il suo sesso».

Nata a Milano nel 1776, Francesca Scanagatta sognava di arruolarsi nell’esercito imperiale austriaco. Si diceva che fosse “brutta e piccola, con i baffi che si erano sviluppati attraverso la rasatura ripetuta”.

Il fratello di Francesca, Giacomo, invece, era abbastanza effeminato.  Secondo i desideri della famiglia, che aveva ricevuto un titolo nobiliare, doveva andare a Vienna e addestrarsi per diventare un soldato, ma  aveva confidato alla sorella che questa era l’ultima cosa che voleva. Francesca ne approfittò: nel 1794, vestita da uomo, viaggiò con Giacomo verso Vienna e come “externer Hörer” (studente esterno) si arruolò. Tra i giovani nobili avviati alla carriera militare non era raro trovare qualche omosessuale, per cui Francesca  passò per un uomo effeminato, seppur adatto alle armi.

Nel febbraio 1797 richiese al Supremo Consiglio di guerra di poter servire come ufficiale; la domanda fu accolta per le necessità legate alle guerre rivoluzionarie francesi che furono combattute dal 1792 al 1802 dalla Francia contro gran parte delle potenze europee. Cronologicamente vengono anche suddivise in guerra della prima coalizione (1797 – 1797), che terminò con il trattato di Campoformio, e in guerra della seconda coalizione (1798 – 1802); esse terminarono con la vittoria della Francia che estese la sua influenza su parte dell’Europa centrale e meridionale, ponendo le premesse per le successive conquiste dell’Impero Napoleonico, succeduto alla Repubblica rivoluzionaria.

Questa valorosa donna combatté con audacia in diverse battaglie spinta dal  suo spirito antinapoleonico. Dopo  il trattato di Campoformio fu  trasferita in Polonia; fu in questo periodo che vennero avanzate alcune insinuazioni sul fatto che avesse l’aspetto di una donna. Ricevuto l’ordine di presentarsi a Lublino, sede dello Stato maggiore, si ammalò. Durante la malattia l’alfiere Scanagatta fu assegnata al battaglione di riserva ma, desiderando partecipare alla battaglia, chiese di essere trasferita in un’unità attiva;  combatté nei dintorni di Genova, partecipando alle azioni del 14 e 15 dicembre 1799 contro la Repubblica Ligure.

Francesca, la prima donna in divisa, ha sempre  mostrato la sua determinazione e ha resistito ad estenuanti prove, basandosi sul suo motto: “Una verace risoluta virtù non trova impresa impossibile a lei” (La vera forza mentale non trova nulla impossibile). Durante l’inverno, trascorse del tempo con la sua famiglia, i cui membri tentarono di convincerla a lasciare l’esercito.

Al contrario,  nel 1800, Francesca tornò a combattere per la difesa  di Genova ed in seguito  fu costretta a dimettersi, poiché  suo padre aveva informato le autorità austriache della presenza di sua figlia nell’esercito. Lasciò l’esercito con enorme dispiacere il giorno stesso della caduta di Genova, il 4 giugno 1800. I successi di Napoleone la costrinsero a posticipare il ritorno alla vita civile.

Tornata a Milano, incontrò il tenente Spini della guardia presidenziale italiana (in seguito reale), che sposò, contro il parere del padre, il 16 gennaio 1804. Ebbe quattro figli, due maschi e due femmine.

Passarono gli anni, arrivò una nuova era, il Risorgimento, con guerre e rivoluzioni che Francesca vede ma non comprende. Diventata nonna e bisnonna, si sarà certamente augurata, prima di chiudere gli occhi nel 1864 all’età di ottantotto anni, che le sue discendenti potessero un giorno vestire una divisa senza sotterfugi.

 

Fonti e Bibl.: 

  1. Lombroso, F. S., in Vite dei primari generali ed ufficiali italiani che si distinsero nelle guerre napoleoniche, Milano 1843,
  2. Adami, La signorina F. S. milanese ufficiale nell’esercito austriaco, estratto da Rivista d’Italia, 1923
  3. Ressa, La prima donna ufficiale, in Informazioni della Difesa, 2006,
  4. Del Ninno – F. Feslikenian, F. S. Milanese, ufficiale (1776-1864), Milano 2011.

 

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