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DOPO LA SCONFITTA COL BOLOGNA BISOGNA INTERVENIRE PRESTO E BENE

DOPO LA SCONFITTA COL BOLOGNA BISOGNA INTERVENIRE PRESTO E BENE

Dopo ventiquattrore di riflessione la delusione per la partita di ieri contro il Bologna è ancora lì ad attanagliare il cuore ed il cervello dei tifosi salentini che, dopo le due sconfitte consecutive contro Brescia e Bologna (entrambe iniziano con la B), iniziano a nutrire qualche dubbio sulla fine positiva di questa stagione.

Certo non possono bastare gli ultimi venti minuti di partita, durante i quali il Lecce ha fatto sperare addirittura per un ennesimo miracoloso recupero, per cancellare il ricordo di settanta minuti trascorsi prevalentemente ad arrancare alla ricerca di un gioco che pare sia stato del tutto cancellato dalla mente dei giallorossi.

In quei minuti di passione il Bologna ha imposto il suo maggior senso tattico, la sua freschezza mentale e fisica, una condizione atletica ottima, e soprattutto una forza di volontà davvero eccezionale; forse dettata anche dalla “lezione” di vita che ai rossoblù sta impartendo Mihajlovic.

Non dobbiamo farci trarre in inganno dal risultato finale, è falso. Il Lecce ieri poteva perdere con un risultato tennistico se non ci fosse stato tra i pali un Gabriel strepitoso e se Petriccione non avesse salvato un gol fatto su tiro di Soriano.

Gabriel ha parato il parabile, Palacio, Soriano e Sansone hanno fallito reti per pochissimo mentre il Lecce stava lì a guardare quasi preda inerme solo in attesa di essere matata.

Che cosa è successo al Lecce di qualche incontro fa? Niente di particolare un’evoluzione dello stato delle cose, dopo l’entusiasmo del ritorno nel massimo campionato sempre in attesa di un ambientamento di nuovi rinforzi esteri (non ancora avvenuto) il dover giocare sempre con gli stessi uomini, coloro che hanno vinto un campionato di serie B, e qualcuno anche uno di serie C in due stagioni di seguito, ha portato un po’ tutti a ritrovarsi scarichi più mentalmente che fisicamente. Se poi a questo fattore aggiungiamo la ovvia differenza di tasso tecnico tra serie  maggior e la cadetteria il quadro si completa.

Ora c’è la sosta e tutti potranno recuperare forze fisiche e mentali e poi dovrà essere bravo Meluso ad individuare quei 4 o 5 uomini (il numero lo ha detto Liverani) necessari per puntellare i due reparti arretrati che, evidentemente, finora non hanno fornito un soddisfacente rendimento in fase di non possesso.

A noi tifosi non resta che attendere e sperare confortati solo dal fatto che Sticchi Damiani, in primis, è convinto che quello che ogni tifoso pensa sia giusto e sacrosanto.

Ernesto Luciani

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