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ENTRO L’ESTATE LECCE AVRÀ IL PIANO COMUNALE PER LE COSTE

ENTRO L’ESTATE LECCE AVRÀ IL PIANO COMUNALE PER LE COSTE

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Sembra quasi impossibile che in questo periodo non si parli che di politica elettorale ma, invece, è proprio quel che sta accadendo malgrado a capo dell’amministrazione comunale non ci sia un sindaco ma un commissario prefettizio.

Ci riferiamo al “piano comunale delle coste”. E sarà proprio questo tema ad avere una certa priorità per la prossima Giunta anche se, come vedremo, potrebbe essere già oggetto di decisione da parte proprio del commissario prefettizio.

I fatti:  il Settore Pianificazione e Sviluppo del territorio, nei giorni scorsi, ha avviato la procedura di Valutazione Ambientale Strategica e dal 15 febbraio scorso decorrono i termini di 60 giorni entro i quali si potranno presentare osservazioni e si potrà prendere visione delle tavole progettuali, del Rapporto Ambientale e della sintesi non tecnica. Il passaggio successivo sarà riottenere i pareri degli enti interessati, quindi, la Commissione Vas esprimerà quello finale, che dovrebbe essere adottato, appunto, dal commissario prefettizio nel mese di maggio 2019. Ma quel momento temporale coincide con il ritorno alle urne dei leccesi per cui è quasi naturale che si valuti l’opportunità di farlo rinviare perché sia la futura giunta ad adottare il piano. Di certo resta il fatto che da quella delibera decorreranno poi i 30 giorni per il deposito delle osservazioni finali, gli ulteriori 30 per l’approvazione in Consiglio comunale, e quindi la trasmissione in Regione per la compatibilità con il piano regionale. Svolto questo iter il piano tornerà in Consiglio per l’approvazione definitiva.

In ballo c’è la pianificazione di tutti e venticinque chilometri di litorale leccese. Una decisione di cui il futuro Pug non potrà non tenerne conto, tenuto conto che non può entrare in contrasto con la pianificazione deliberata. Del resto, esiste già una delibera adottata nei mesi scorsi dalla giunta Salvemini che vincola ufficialmente il Pug al rispetto del Piano coste.

A distanza di quasi sei anni si riparte, insomma, con l’iter ufficiale, che era stato avviato già nel 2013 e poi sospeso nel dicembre 2017 perché, l’estate precedente, la commissione Vas aveva sottolineato la necessità di rivedere gli elaborati in quanto incompleti.

Gli elaborati sono stati aggiornati ed approfonditi e sono stati resi noti, nei loro nuovi contenuti, a metà dicembre dall’ex assessore all’Urbanistica Rita Miglietta.

Nei nuovi elaborati, ad esempio, è emersa la portata del fenomeno erosione costiera, che interessa oltre 4 chilometri di litorale, oltre a quella della pressione antropica legata ad estese zone costruite a ridosso del demanio. Si è dato rilievo anche alla grave di carenza, se non assenza, di servizi e attrezzature.

La strategia adottata punta ad una costa multifunzionale, accessibile e paesaggisticamente rilevante, ridisegnando anche le percentuali di concedibilità ai privati. Si prevede infatti una riduzione degli stabilimenti balneari dal 38,13 al 16,38 per cento della Linea di Costa Utile e un contestuale aumento di spiagge libere con servizi (dal 24 al 44,07 per cento) e di spiagge libere, che passano dal 37,87 al 39,55 per cento. Non solo, prevista anche l’accessibilità della costa con percorsi pedonali, ciclabili e carrabili per raggiungere i parcheggi; trasporto pubblico e aree ztl; piccoli chioschi, luoghi di divulgazione naturalistica e culturale, strutture sportive e per giochi acquatici.

Sarà la volta buona perché chi ci amministra colga l’importanza che può avere per Lecce lo sviluppo ben organizzato di una risorsa turistica importante come la nostra costa?

 

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