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EROSIONE DELLE COSTE: GLI INTERVENTI IN PUGLIA

EROSIONE DELLE COSTE: GLI INTERVENTI IN PUGLIA

Di seguito un comunicato diffuso da Asset Puglia:

Interventi già progettati su litorali, falesie e costoni nelle aree di Polignano, Mattinata, Otranto e Giovinazzo, per oltre 9 milioni di euro, facenti capo al Commissario di Governo per il dissesto idrogeologico. Ma anche misure da attuare in caso di alluvioni e inondazioni delle aree urbane costiere, curate dall’Agenzia regionale Asset, con in particolare progetti pilota a Peschici e Siponto, nello spartiacque interno del fiume Ofanto, nell’area interessata dall’erosione costiera a Lecce e Torchiarolo. Sono alcune delle azioni in campo in Puglia per combattere il dissesto e l’erosione delle coste e in generale i rischi legati alle acque e non solo.

La questione non è da poco. I cambiamenti climatici naturali e la mano spesso scellerata dell’uomo sono diventati un mix letale fra due fattori spesso collegati, che stanno portando l’ambiente in generale e le coste marine verso il codice rosso. A livello mondiale, quindi anche in Italia, quindi anche nei circa 900 km di fascia costiera pugliese. Tra innalzamenti dei mari, erosioni costiere, dissesti idrogeologici, sugli scenari sul nostro territorio e gli interventi in campo si è fatto il punto nell’incontro “Rischio dissesto ed erosione delle coste, tra monitoraggio e pianificazione”, evento formativo tenutosi ieri in Fiera del Levante a Bari. Organizzato dall’Asset nell’ambito del progetto strategico Stream Interreg Italia-Croazia 2014-2020, l’evento – accreditato dagli Ordini professionali degli Architetti, Ingegneri e Geologi – è stato l’occasione per il confronto e lo scambio di conoscenze e buone pratiche tra istituzioni, Università, partner di progetto ed Enti di settore.

Per l’assessora regionale all’Ambiente Anna Grazia Maraschio, intervenuta ai lavori, “è materia delicata e strategica che necessita multidisciplinarietà e collegamento tra tutte le strutture per far coesistere sicurezza, ambiente ma anche ricadute economiche fondamentali per lo sviluppo della nostra regione. Abbiamo zone compromesse. Il mutamento ad esempio di falesie e grotte, cartoline per il territorio, può accadere in natura; ciò che andava e va evitato era costruirci sopra. Giornate come questa sono fondamentali per un confronto fra gli attori mettendo in circolo le informazioni”.

Sulla scia Elio Sannicandro, direttore di Asset e Commissario di Governo per il disseto idrogeologico: “Stiamo lavorando per creare una cabina di regia multidisciplinare, una banca dati e un sistema di monitoraggio centralizzati, coinvolgendo oltre alla Regione Puglia tutti gli enti e gli organismi preposti. C’è da porre rimedio all’intervento dell’uomo, puntando alla rinaturalizzazione tramite studi multidisciplinari, monitoraggi, progettazioni e interventi – anche demolitivi – per mitigare i rischi e prevenirli”.

All’incontro – trasmesso dal Padiglione della Regione Puglia in diretta streaming sulla pagina facebook Asset – moderato da Sannicandro sono intervenuti, oltre ai presidenti degli Ordini professionali coinvolti, anche direttori e referenti dei dipartimenti legati al tema delle Università di Bari e del Salento, del Politecnico, della Regione Puglia, referenti dell’Autorità di Bacino, dell’Arpa, della Protezione civile, del centro di ricerca Cmcc di Lecce e del Commissario di Governo per il contrasto del dissesto idrogeologico in Puglia.

A quest’ultimo – le cui opere Indicate come opere di preminente interesse nazionale – fanno oggi capo vari interventi; ecco i principali già previsti o in progettazione: per le cavità marine e pareti rocciose di Polignano (3 mln di euro); a Mattinata, per le falesie nelle baie delle Zagare e dei Mergoli e per il rischio crolli nella costa di Punta Grugno (in totale 1.3); per messa in sicurezza di costoni rocciosi e falesie a Otranto (quasi 1.4); per la costa di Giovinazzo, soggetta a cedimenti e crolli (3.4).

Lo sviluppo di strategie e strumenti per fronteggiare il rischio costiero sono intanto al centro dello stesso progetto Stream a cui l’Asset, Agenzia Regionale Strategica per lo Sviluppo Ecosostenibile del Territorio pugliese, partecipa assieme a partner italiani e croati e porta avanti i progetti pilota prima citati. L’iniziativa punta a migliorare la prontezza e la gestione delle misure urgenti in caso di alluvioni e inondazioni delle aree urbane costiere, anche tramite mappe di rischio.

Dopo il forte interesse ai temi emerso dagli interventi dei Comuni di Lecce, Peschici, Manfredonia e Torchiarolo, presentati infine anche altri progetti internazionali su temi ambientali e marini che coinvolgono Asset. Come il progetto Framesport, finanziato nel quadro del Programma Interreg Italia-Croazia, che per la prima volta mira a sviluppare in modo sostenibile il sistema della piccola portualità del mare Adriatico con un approccio transnazionale unitario.

Finanziato dal Programma Interreg Italia-Grecia è invece Aether: azioni di sistema transfrontaliere e piani d’intervento integrati per l’utilizzo sostenibile delle risorse marine, costiere e continentali nell’area Adriatico-Ionica. Nell’area Asset lavora per il recupero di piccole infrastrutture funzionali all’attivazione della filiera ittica sostenibile e l’applicazione di protocolli per una mitilicoltura sostenibile a Taranto; un laboratorio per il recupero di vecchi mestieri legati alla ristrutturazione di imbarcazioni tradizionali da pesca a Tricase; la realizzazione di un’unità operativa attrezzata, presso l’ex-Enaoli a Castellaneta Marina, per un pronto intervento in caso di emergenze.

Infine il progetto Silvanus, finanziato dal programma Europeo Horizon 2020 Green Deal, in cui 49 partner di vari continenti collaborano per prevenire e combattere la minaccia degli incendi boschivi e migliorare la resilienza delle foreste ai cambiamenti climatici, creando anche una piattaforma di gestione forestale ecosostenibile. Asset coordina il progetto pilota italiano, incentrato sul Parco Nazionale del Gargano, e la raccolta e analisi delle registrazioni storiche degli incendi (e cause) negli 11 siti pilota del progetto.

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