Eusebio Di Francesco ha diffuso un clima di serena carica a tutto l’ambiente
Le parole dette in occasione della prima conferenza hanno in pratica tracciato l’identikit del nuovo Lecce
L’incontro giornalisti tecnico di ieri nella sala stampa dello stadio è servito ad accendere i riflettori su alcuni punti base ci quello che società e tecnico hanno stabilito negli incontri precontrattuali come canovaccio da seguire quanto più possibile pedissequamente.
Il primo è che il modulo da applicare sarà il “4-3-3” duttile, elastico, adattabile quanto volete in ragione degli avversari da affrontare, delle situazioni specifiche di ogni partita, ma sempre e solo “4.3.3”. senza giri di parole Di Francesco sposa così la tesi sempre professata dalla direzione tecnica della società. A questo proposito il tecnico così si è espresso “”Sì, abbiamo un sistema di gioco ma si può costruire in un certo modo o difendere in un altro in base all’avversario. La costruzione dal basso è un argomento che mi infastidisce. Ognuno la interpreta come vuole. Iniziare dal basso in base a come ti vengono a prendere non serve a rimanere lì, serve a fare gol. L’obiettivo non è far vedere che palleggiamo, è cercare il gol”.
Altro punto fermo saranno le caratteristiche del “regista” della squadra e Di Francesco pare lo abbia già individuato in Pierret al quale attribuisce appunto quelle doti tecniche tattiche necessarie per fare bene “Per me ha corsa, fisicità e tecnica”
A Lecce per riscattarsi dopo due stagioni sfortunate Di Francesco avrà il compito di valorizzare il patrimonio che Corvino e Trinchera gli metteranno a disposizione con giovani da lanciare e giocatori da rivalutare.
Secondo il tecnico uno di questi è sicuramente Banda che “ricordo quando spesso subentrava a mio figlio, negli ultimi tempi non stava al meglio ma può e deve recuperare”. Musica per lo stesso Banda e per Corvino ma anche per i tifosi salentini che alle scorribande dell’esterno erano ormai abituati. Per i giovani da lanciare Fi Francesco, oltre a quelli che diverranno leccesi, vede lo stesso Pierret e Berisha “sono elementi da valorizzare in maniera definitiva”
Da parte sua la coppia Corvino-Trinchera avrà il compito di creare una “rosa” basata su coppie il più possibili dalla stessa caratura tecnica ma con versatilità non simili, ciò per dare al tecnico maggiori possibilità di applicazioni tecnico-tattiche anche a gara in corso.
Un motivo che potrebbe aver portato, per esempio, all’inserimento del esterno basso destro Koaussi che rispetto al prevedibile titolare Veiga pare sia più portato alla fase difensiva (può essere impiegato anche come difensore centrale). Di Francesco, ieri ha detto su questo tema “Oggi le caratteristiche dei giocatori fanno la differenza ancor più del sistema di gioco. Noi abbiamo terzini come Veiga e Gallo, molto predisposti alla fase offensiva. Quindi cerchiamo di mettere in squadra coppie che abbiano caratteristiche diverse l’uno con l’altro”.
Per chiudere una “voce” dal mercato. Dall’Argentina si dà per certo l’interessamento del Lecce su JEREMÍA RECOBA, figlio di Alvaro detto il Chino. Si tratta di un esterno alto mancino classe 2003.
Continua quindi la caccia aperta da Corvino per scovare giovani da affidare alle sapienti mani di Di Francesco per creare i campioni del prossimo domani.
Ernesto Luciani