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EVADONO DALLE CARCERI A FOGGIA E CI SONO AGITAZIONI ANCHE A TARANTO E BRINDISI

EVADONO DALLE CARCERI A FOGGIA E CI SONO AGITAZIONI ANCHE A TARANTO E BRINDISI

Il momento che stiamo vivendo in Italia a causa del coronavirus sta diventando sempre più drammatico ma nelle ultime ore al problema sanitario si sta sommando un problema di tenuta del sistema carcerario e le conseguenze si stanno avvertendo anche in Puglia visto che a Foggia nel corso della mattinata è scoppiata una vera e propria rivolta con “Scene apocalittiche”, come riferito da un agente di polizia penitenziaria, dato che “il carcere è in mano a loro”. Il caos che si è scatenato in mattinata ma, a dispetto dei timori avvertiti a Bari, Brindisi e Taranto, non si è esteso anche alle altre case circondariali pugliesi. La situazione nella casa circondariale leccese, invece, è più sotto controllo anche se, a detta degli agenti, ci sono dei “focolai di irrequieti”, soprattutto di detenuti campani e foggiani, presenti anche in sezioni di alta sicurezza.

Le rivolte sono esplose dopo che i detenuti hanno appreso dalla tv della stretta disposta a livello ministeriale su permessi e colloqui con i parenti, sospesi per alcune settimane, per precauzione. Adesso le associazioni di tutela spingono per chiedere di adottare provvedimenti di amnistia e indulto e secondo alcuni sindacati della Penitenziaria c’è una precisa regia dietro le proteste, proprio per fare pressione e ottenere quanto si richiede.

A Foggia la situazione in mattinata è precipitata, con alcuni reclusi saliti sul tetto, altri che hanno rotto le finestre e all’ingresso è stato appiccato un incendio. Negli scontri con le forze dell’ordine, un detenuto è rimasto ferito alla testa ed è stato portato via in barella. Una cinquantina i detenuti evasi, trenta sono rientrati poco dopo, altri venti sono riusciti a fuggire, anche rapinando alcune auto. In particolare, quattro detenuti tarantini sono stati arrestati sulla tangenziale di Bari, dopo la diffusione della targa della vettura che avevano rubato.

Alta tensione anche nel carcere di Taranto, domenica pomeriggio: il Sappe fa sapere che sono state devastate alcune sezioni, rotto sgabelli, inferriate, porte in ferro. Incendiato qualche giornale e lenzuola e, come anche accaduto a Brindisi, la protesta è andata avanti con la cosiddetta “battitura” di oggetti vicino alle sbarre, per fare rumore. A Taranto e Brindisi, tra l’altro, non è ancora in vigore il regime aperto, per cui i detenuti possono almeno uscire dalle celle e restare nelle loro sezioni, come a Lecce, dove la situazione è più tranquilla: come fa sapere l’Osapp, domenica pomeriggio il comandante della Polizia Penitenziaria e la dirigente dell’istituto, Rita Russo, hanno spiegato il senso dei provvedimenti ministeriali, anche perché molti parenti arrivano per i colloqui da fuori regione. Sospese anche tutte le attività ricreative e culturali. Attivate tutte le misure di precauzione anche per il personale che fa ingresso a Borgo San Nicola, dove è stata allestita una tenda all’esterno per monitorare la temperatura.

 

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