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Fiorentina vs Lecce sfida da bassa classifica

Fiorentina vs Lecce sfida da bassa classifica

Davvero l’affetto che lega i tifosi del Lecce alla maglia con cui i calciatori rappresentano un’intera regione (Salento) in campo nazionale è incommensurabile; ennesima prova la corposa presenza e non solo di ultras alla seduta d’allenamento conclusiva prima della partenza per Firenze.

Bandiere, striscioni, cori ed applausi hanno accompagnato il lavoro dei calciatori che, poi, prima di rientrare hanno ricambiato fermandosi per salutare, applaudendo a loro volta, i presenti, in rappresentanza di tutti, che li sostengono non solo nel proprio stadio ma su tutti i campi in Italia.

Non sarà oggi la partita della “vita o morte” come profetizzato da Pradè, che intanto, per inciso, è stato fatto fuori, ma è di sicuro uno snodo importante per entrambe le squadre. Certo il paragone espresso dall’ex DS resta, comunque, quanto mai fuori luogo da un punto di lista di etica sociale.

La classifica non è bella per nessuno e se per il Lecce può essere normale trovarsi nella fascia destra della classifica non è per i “viola” che con il ritorno di Pioli speravano di fare meglio della passata stagione.

Il calcio è bello proprio per la sua impossibilità di fare calcoli sicuri ma solo espressioni di possibili scenari.

Da un punto di vista tacnico-tattico mi pare di poter dire che le due squadre, oggi come oggi, si equivalgono segnano poco, subiscono molto. Evidente che tanto Pioli quanto Di Francesco stanno ancora cercando di individuare qual è il sistema di gioco migliore e quali sono i calciatori più adatti ad attuarlo.

Per quanto riguarda il Lecce l’allenatore ha ormai fissato i ruoli dei quattro difensori ed anche a centrocampo si avvale ormai quasi stabilmente degli stessi uomini, salvo poi ad intervenire in corso d’opera. Il problema che ancora non è risolto è quello relativo alla prolificità della squadra e soprattutto degli attaccanti visto che tra punte centrali (Stulic e Camarda) ed esterni d’attacco (Pierotti, Morente, Banda, N’Dri e Sottil) sono stati realizzati solo tre gol. E sul tema c’è un altro dato interessante: il Lecce ha messo a segno sette reti con sei marcatori diversi, hanno bucato il portiere avversario Tiago Gabriel, Colibaly, Berisha, Camarda, Sottil (unico che ha fruttato una vittoria) e N’Dri unico a realizzare due reti.

Mancano all’appello i gol di Stulic e poi la ripetizione da parte degli altri perché per vincere bisognerà aumentare la capacità delle bocche di fuoco leccesi.

Mi auguro che l’invito sia raccolto sin da oggi e che da Firenze si possa ritornare con un risultato utile anche perché poi ci sarà da preparare un big match per la salvezza contro il Verona nel prossimo turno casalingo.

Ernesto Luciani

luciani.2006@libero.it

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