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GABRIEL: “FELICE DI STARE A LECCE. SE KAKÀ GIOCASSE ANCORA LO PORTEREI IN GIALLOROSSO”   

GABRIEL: “FELICE DI STARE A LECCE. SE KAKÀ GIOCASSE ANCORA LO PORTEREI IN GIALLOROSSO”   

Sui canali social del Lecce ecco il turno del portiere poliglotta brasiliano Gabriel  Vasconcelos Ferreira.

In questi giorni di stop forzato a causa dell’emergenza sanitaria si allena a casa, in palestra ed in giardino,  con la moglie

La sua giornata tipo:

“È un momento non semplice, quello che più mi lascia in ansia è l’incertezza, non sappiamo quando torneremo, quando tutto tornerà alla normalità; cerco di occupare il mio tempo e le mie giornate e penso positivo.
In Brasile la situazione non è bella ma ancora non è arrivato il picco come in Italia; parlo sempre con la mia mamma, con la mia famiglia, anche lì sono tutti a casa e pregano sperando che la situazione non peggiori come è successo qui in Italia.

Con mia moglie dormiamo fino alle 8:00 massimo 8:30 poi facciamo colazione e ognuno si dedica alla sue letture. Io mi dedico a coltivare la mia fede, leggo la bibbia. Poi iniziamo l’allenamento. Ho un piccola palestra in casa oltre al giardino, quando finiamo è già ora di pranzo.

Dopo pranzo mi dedico a dei corsi on line, adesso sto imparando bene l’inglese, approfitto di questa situazione anche per studiare un po’. Poi leggo, gioco con il mio cane, mentre mia moglie lavora on line per una ditta brasiliana. Verso le 19:00, 19:30 cuciniamo, mettiamo musica brasiliana e infine guardiamo qualche serie televisiva, questa è la nostra giornata tipo”.

Come hobby oltre al tennis c’è la cucina e l’occasione è buona per dare un menù brasiliano ai tifosi leccesi

“Riso in bianco, poi fagioli e carne alla griglia, consiglio una carne con po’ di grasso in modo che poi si sciolga in bocca, di contorno insalata… e come musica la samba, a me piace un gruppo che si chiama Exaltasamba”.

Come nasce la passione per il calcio e perché ha scelto il ruolo di portiere

“Da piccolo ho iniziato giocando in mezzo al campo. Poi sono stato incuriosito dal ruolo del portiere, in più l’altezza ha fatto il resto. Quando sono in vacanza e gioco con gli amici, comunque, mi piace giocare in campo e non vado mai tra i pali”.

I suoi idoli?

“Kakà, che è’ tra i giocatori più forti che ho visto, ti risolve sempre le partite con facilità. Poi è un uomo bravissimo ed un professionista straordinario. Fosse ancora in attività lo porterei al Lecce. Come portieri, invece, mi è sempre piaciuto Julio Cesar, oltre ad un altro connazionale Rogerio Ceni. Quest’ultimo, vero idolo nel mio Paese, era abilissimo tiratore da fermo, e questa caratteristica mi ha sempre affascinato molto. Infine Dida, soprattutto quando ero piccolo”.

Gabriel è un uomo sereno col sorriso sulle labbra

“Io credo nella bibbia, credo in Dio, in Gesù, credo nel messaggio d’amore e faccio miei i principi positivi. Prego anche prima di ogni gara: prima di partire dall’albergo prego e ringrazio Dio per l’opportunità che mi ha dato, per avermi concesso di realizzare il sogno di diventare calciatore, lo prego per ringraziarlo e per chiedergli di preservarmi dagli infortuni, ma soprattutto per ringraziare”.

Il suo rapporto con Lecce ed i tifosi

“Non conoscevo la zona, ma me ne sono innamorato subito. Mi piacciono le spiagge, mi piace la città ed il cibo. Non vedo l’ora che passi questo periodo per godermi ancora di più Lecce ed il suo territorio. Quella giallorossa è una tifoseria caldissima, bellissima, che mi ricorda davvero i top club in Brasile. Il Via de Mare è sempre pieno, caloroso, non manca mai di darci il suo sostegno. Lo si è visto sempre, e soprattutto con l’Atalanta nonostante il netto ko. I nostri tifosi sono straordinari”.

Ed il Lecce? Riuscirete a salvarvi

“Allenamento e concentrazione per noi sono fondamentali per lottare fino all’ultimo. Non possiamo permetterci di mollare o abbassare l’attenzione contro le forti squadre che compongono il nostro campionato. E poi l’identità, quelle caratteristiche del gioco che il nostro mister Fabio Liverani ci sa regalare”.

Ricorda una parata in particolare

“Secondo me quella su Dybala nel primo tempo di Lecce-Juventus. Nell’occasione lui si è inserito bene e ha calciato a botta sicura, non è stato facile deviare in corner. Al secondo posto il tiro sporco di Reca diretto sotto l’incrocio in Spal-Lecce“.

Ernesto Luciani

 

 

 

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