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GRAVI CARENZE OSPEDALE DI OSTUNI. LE NOSTRE PROPOSTE

GRAVI CARENZE OSPEDALE DI OSTUNI. LE NOSTRE PROPOSTE

Terminata la parentesi Covid, ad eccezione di qualche tinteggiatura dei reparti ospedalieri, di qualche comunicato stampa e di vari annunci social da parte di qualche politico facente parte della maggioranza di sinistra, nulla è cambiato per il presidio ospedaliero di Ostuni che – così come previsto dalla normativa regionale – avrebbe dovuto riprendere le attività con i requisiti e l’efficienza di tutti i reparti che un ospedale di base allargato dovrebbe avere.

In realtà, invece, si assiste a una riapertura con enormi criticità in tutti in tutti i reparti e servizi.

1) Pronto soccorso. Mancanza totale di personale con due sole figure mediche in ruolo supportati da medici a contratto (quando possibile) e dall’aiuto di medici dei reparti in turno aggiuntivo. È solo grazie alla buona volontà dei medici, che pur di garantire il servizio rinunciando a periodi di ferie estive, il tutto continua a funzionare.

2) Mancanza della figura dei medici cardiologi, figure indispensabili per garantire un servizio adeguato per l’intera giornata e le reperibilità ai reparti e al pronto soccorso.

Il più delle volte si effettua attività operatoria senza la presenza di un cardiologo in servizio con rischi enormi per i pazienti e per la struttura medica. A tal proposito è inconcepibile che un ospedale in piena attività, con circa 80 persone ricoverate e con un pronto soccorso in piena attività e soprattutto in piena emergenza estiva, non goda dell’apporto del servizio di cardiologia 24 ore su 24.

Il più delle volte purtroppo i pazienti subiscono il disagio di essere trasportati presso il reparto di cardiologia di Francavilla Fontana per effettuare consulenze cardiologiche o pre intervento o per i reparti o per il pronto soccorso.

3) Chirurgia. In seguito alla riapertura della chirurgia generale in misura ridotta di posti letto (solo 4, a fronte di una previsione di circa 20 che hanno la solo finalità di abbattere le liste di attesa per i piccoli interventi), non si riesce di fatto a garantire le urgenze chirurgiche degli utenti che vengono trasferiti presso altri nosocomi. Non viene dunque rispettata l’intera attività che l’ospedale di Ostuni dovrebbe garantire in base alle indicazioni regionali.

4) Anestesisti. Il numero esiguo di medici anestesisti non permette il funzionamento a pieno regime del nostro ospedale. Infatti i pochi medici sono costretti a turni estenuanti di lavoro per garantire il minimo indispensabile di funzionamento del nosocomio di Ostuni.

5) Radiologia. Attualmente l’apparecchio adibito alle TAC non è funzionante da circa 15 giorni per mancanza di rinnovo contrattuale con l’azienda di assistenza tecnica. I pazienti pertanto vengono trasferiti presso gli ospedali di Francavilla e Brindisi per effettuare gli appositi esami. L’organico non è sufficiente nè per garantire le turnazioni previste per un adeguato funzionamento della radiologia nè per l’abbattimento delle lunghe liste di attese per esami Tac e controlli dei pazienti oncologici.

Stessa cosa dicasi per la Risonanza Magnetica Nucleare. Per carenza di personale medico e di tecnici specializzati non è possibile effettuare questo esame tanto importante soprattutto in campo oncologico.

In conclusione, il servizio radiologia viene tenuto in piedi da soli tre medici che effettuano radiologia tradizionale, ecografia, tac.

Di conseguenza nei prossimi giorni non sarà possibile garantire tutti i servizi e nemmeno reperibilità e quindi un servizio adeguato.

Su una pianta organica di 14 tecnici radiologici, ne sono rimasti solo 7 che non possono garantire i servizi citati e per questo motivo sarà impossibile a breve riattivare il servizio risonanze magnetiche.

Si propone: l’attivazione immediata di una unità operativa semplice di Cardiologia attivando i relativi concorsi e nelle more si consiglia la turnazione dei cardiologi disponibili nei reparti di Brindisi e Francavilla in modo da garantire il servizio h 24.

Per la chirurgia, si propone l’attivazione del numero totale di posti letto previsti con l’espletamento di concorsi di primo e secondo livello. Solo così sarà possibile completare le previsioni del piano regionale.

L’attivazione di una unità operativa semplice di anestesia e rianimazione, così come per la cardiologia; il rafforzamento dell’attività di radiologia, come previsto dalla pianta organica. Solo così, infatti, si potrà garantire lo sblocco delle liste di attesa e il funzionamento dell’ospedale veramente.

In conclusione, rimane tutt’ora sospesa l’annosa questione della cosiddetta piastra per mancanza di fondi e soprattutto vorremmo sapere se c’è da parte della regione Puglia, del presidente Emiliano e dell’assessore Lopalco, la volontà di investire e rilanciare definitivamente il nosocomio di Ostuni in considerazione anche del fatto che le strutture della nostra provincia sono in affanno e l’area del nord Salento è scoperta da una assistenza qualificata e all’altezza dei tempi.

Per queste motivazioni nei prossimi giorni chiederemo in commissione Sanità regionale, l’intervento dell’assessore regionale Lopalco.

 

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