HomeCronaca e AttualitàGuerra Hamas – Israele

Guerra Hamas – Israele

Guerra Hamas – Israele

Oggi è il 427° giorno di guerra

Siria, Ankara conferma la riunione dei ministri degli Esteri di Turchia, Russia e Iran domani a Doha

Fonti del ministero degli Esteri turco citate dalla Afp confermano che si terrà domani a Doha una riunione dei ministri degli Esteri di Russia, Iran e Turchia per discutere della crisi riaperta in Siria con l’avanzata delle forze anti Assad da Aleppo ad Hama, fino alle porte di Homs. Nei giorni scorsi il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghci avevano anticipato la riunione a Doha del ‘formato Astana’ (Russia, Iran e Turchia), il gruppo di mediatori che durante e dopo il primo conflitto siriano avevano coordinato gli sforzi per la tregua e che, dopo la ripresa improvvisa del conflitto la scorsa settimana non si era ancora riunito. L’agenzia ufficiale turca Anadolu usa invece il condizionale, sempre citando fonti del ministero degli Esteri ad Ankara, per parlare della riunione fra Lavrov, Araghci e Hakan Fidan organizzata a margine del Forum di Doha in programma domani e dopodomani nel Qatar.

 

Crosetto: “Unifil essenziale per la pace e la stabilità in Libano”

“Non possiamo perdere altro tempo. Unifil, la missione delle Nazioni Unite, è essenziale per la pace e la stabilità del Libano, ma è necessario aggiornare le sue regole d’ingaggio e permettere alla missione stessa piena e concreta libertà di agire, nel rispetto della risoluzione 1701 dell’Onu. Fondamentale, poi, sarà, sempre di più, riuscire ad assicurare sostegno finanziario, addestramento ed equipaggiamento delle Laf, le Forze Armate libanesi. La stabilità non solo del Libano, ma dell’intera area, diventerà concreta solo quando le Laf saranno più forti di Hezbollah e in grado di difendere il loro Paese, garantendo sicurezza e rispetto dei confini”. Lo ha scritto su X il Ministro della Difesa Guido Crosetto, che oggi ha incontrato a Beirut l’omologo libanese Sleem Maurice.

“Imprescindibile è anche il maggiore e stretto coordinamento tra Comitato tecnico per cessate il fuoco e Unifil. Bisogna aumentare e intensificare tutti gli sforzi internazionali, che l’Italia continuerà a sostenere con forza, per arrivare a effettiva attuazione della risoluziona delle Nazioni Unite e per la stabilità della striscia a Sud del Litani. Ho ricordato di aver inviato una lettera, insieme alla collega spagnola Margarita Robles, per sollecitare una chiara presa di posizione di Onu – ha aggiunto – Naturalmente, ho espresso tutto il mio e nostro, dell’Italia tutta, apprezzamento per la presenza e il lavoro, silenzioso e coraggioso del contingente italiano di Unifil”.

 

Leader ribelli Jolani: l’obiettivo è rovesciare il regime

Abu Mohammad al-Jolani, leader della milizia Hts che guida l’opposizione armata in Siria, ha affermato, nella prima intervista da anni alla Cnn, che l’obiettivo dei ribelli filoturchi è di rovesciare il regime di Bashar al-Assad . L’intervista è stata fatta, fa sapere la Cnn in una località segreta della Siria, proprio mentre Hts conquistava Hama. “L’obiettivo della rivoluzione è il rovesciamento di questo regime. È nostro diritto usare tutti i mezzi disponibili per raggiungere tale obiettivo”, ha affermato Jolani. “La Siria merita un sistema di governo istituzionale, non uno in cui un singolo sovrano prende decisioni arbitrarie”.

 

Israele: uccisi comandanti Hamas coinvolti in 7 ottobre

L’esercito israeliano (Idf) e i servizi segreti dello Shin Bet hanno annunciato di aver ucciso Majdi Aqilan, uno dei comandanti che hanno guidato l’attacco al kibbutz Nahal Oz il 7 ottobre 2023. Secondo l’esercito, Aqilan era vice comandante del Battaglione Shati nel Nord della Striscia di Gaza. Il comunicato afferma anche che in ulteriori attacchi della scorsa settimana, sono stati uccisi altri comandanti di Hamas del Battaglione Shati, tra cui Ahmed Suwaidan, coinvolto nel rapimento di ostaggi il 7 ottobre. L’Idf ha anche ucciso Mamdouh Mehna, anche lui coinvolto nell’attacco al kibbutz Nahal Oz il 7 ottobre.

 

Israele conferma morte alto dirigente sicurezza interna di Hamas

Le Forze di Difesa Israeliane hanno confermato la morte del dirigente di Hamas Osama Ghanim nei raid di ieri contro una zona protetta di Khan Younis. Ghanim lavorava per il dipartimento di sicurezza interna del movimento, “figura centrale nel brutale sistema di criminalizzazione di Hamas, in cui sono state condotte indagini violente contro i residenti della Striscia”, con gravi violazioni dei diritti umani, repressione degli oppositori e persecuzione di persone Lgbtq. Prima dell’offensiva “sono state prese molte misure per ridurre i danni ai civili, compreso l’uso di armi di precisione, ricognizione aerea e acquisizione di ulteriori informazioni di intelligence”. 

luciani.2006@libero.it

No Comments

Leave A Comment